Io, la musica e Suno: perché resto l’autore delle mie canzoni

Mi chiamo Antonio Bruno e scrivo canzoni.
Scrivo i testi, li penso, li vivo. Sono parole che nascono dalla mia esperienza, dalle mie domande, dalle mie ferite e dalle mie speranze. Quelle parole che ogni giorno pubblico qui e sui miei profili social non sono generate da nessuna piattaforma: sono mie, e lo rivendico con serenità e con rispetto.

Negli ultimi tempi, parlando di musica creata con Suno, mi sono reso conto che c’è molta confusione, soprattutto quando si affronta il tema dei diritti d’autore. Confusione comprensibile, forse, perché siamo davanti a uno strumento nuovo. Ma proprio per questo è necessario fermarsi un attimo e ragionare.

Anche la melodia delle mie canzoni nasce da me. Non compare per caso, non viene “inventata” da una macchina senza guida. Sono io a formularla, a indicarne il carattere, l’andamento, l’atmosfera. Suno non decide cosa creare: traduce in suono un’idea musicale che io ho già in testa. Fa quello che, in altri tempi, avrebbero fatto uno studio di registrazione, un arrangiatore o un musicista.

Mi piace usare un’analogia molto semplice: se io fischietto una melodia e un insegnante di musica la trascrive su uno spartito, nessuno direbbe che quella melodia appartiene all’insegnante. Lui ha svolto un lavoro tecnico, prezioso, ma non creativo nel senso originario del termine. La creazione resta di chi quella melodia l’ha concepita.

Per me Suno è questo: un interprete tecnologico, non un autore. Uno strumento potentissimo che mi consente di dare forma compiuta a idee che, altrimenti, resterebbero nella mia testa o su un foglio di carta. Non mi sostituisce, non mi ruba nulla. Al contrario, mi permette di esprimermi di più e meglio.

Credo profondamente che Suno rappresenti un enorme volano di creatività. Permette a chi scrive, a chi immagina, a chi sente la musica dentro, di produrre e divulgare musica originale, senza filtri, senza barriere economiche o strutturali. È una democratizzazione dell’atto creativo che andrebbe compresa, non temuta.

La tecnologia non cancella l’uomo. Lo mette alla prova.
E in questo caso, lo rimette al centro.

Io ci metto il nome, le parole e le idee. Suno ci mette il mezzo.
E finché sarà così, non avrò dubbi nel dire che queste canzoni sono mie.

 

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Federico Giraudo è del Casarano

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