Intelligenza artificiale e giornalismo: la verità ha ancora un cuore umano
di Davide Tommasi
Il giornalismo davanti all’Intelligenza Artificiale: tecnologia sì, ma senza perdere l’anima
Neviano, 7 gennaio 2026 – Le notizie oggi viaggiano a una velocità che spesso supera quella del pensiero. Gli algoritmi selezionano, suggeriscono, anticipano domande e risposte, orientando ciò che leggiamo e come lo leggiamo. In questo scenario ipertecnologico, dominato da flussi continui di dati e informazioni, emerge una domanda cruciale: che fine fa il giornalismo autentico nell’era dell’intelligenza artificiale?
Non si tratta solo di strumenti, ma del senso stesso dell’informare. L’intelligenza artificiale promette efficienza, rapidità e ottimizzazione dei processi. Ma il giornalismo non è solo velocità: è comprensione, contesto e responsabilità. È distinguere ciò che conta davvero dal rumore di fondo, verificare, interpretare e raccontare con onestà intellettuale una realtà complessa.
Da questa riflessione è nato il convegno promosso da Michele Giannotta e moderato dal giornalista Andrea Gaetani, un appuntamento che ha privilegiato esperienze concrete di chi il giornalismo lo vive ogni giorno. Il confronto tra giornalisti, operatori radiofonici e professionisti della comunicazione ha restituito un quadro realistico, fatto di opportunità ma anche di interrogativi aperti.
Il silenzio che pesa più delle parole
L’apertura del convegno è stata affidata a un minuto di silenzio dedicato alle vittime della strage avvenuta in Svizzera tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026. Un momento breve, ma carico di significato: un richiamo a un giornalismo che non si limita a raccontare fatti, ma si assume la responsabilità di dare voce al dolore e alla memoria.
Subito dopo, Pier Giuseppe Sacco ha ricordato i 276 anni della bandiera italiana, sottolineando il valore dei simboli condivisi e la memoria collettiva che il giornalismo deve custodire. Sacco ha ribadito anche l’importanza della radio come presidio di prossimità e spazio di relazione, capace di informare, accompagnare e creare legami.
L’IA e il giornalismo umano
Paolo Franza (Tg Telerama) ha evidenziato che il giornalismo nasce dall’incontro con le persone e dalle storie individuali. L’IA può accelerare i processi, ma non sostituirà mai empatia, responsabilità e comprensione: l’informazione autentica si fonda sulla relazione con le emozioni e le esperienze delle persone, uno spazio in cui l’algoritmo si ferma.
Lino De Matteis (IlGrandeSalento.it) ha messo in guardia dai rischi di informare senza capire. Citando contenuti prodotti interamente con l’IA, ha mostrato come la forma possa essere coerente, ma povera di sostanza e profondità. La tecnologia va usata con coscienza, non subita, perché la qualità dell’informazione dipende dalla coscienza critica e dalla responsabilità editoriale.
Ludovico Malorgio (Corriere dello Sport) ha evocato il giornalismo “artigianale” del passato, basato su telefonate e relazioni umane. L’IA accelera i tempi, ma senza il filtro umano della verifica e della riflessione, la velocità rischia di trasformarsi in superficialità e perdita di credibilità.
L’IA entra in redazione, ma non chiede il permesso
Un video proiettato ha mostrato come l’IA sia già parte dei processi editoriali, automatizzando alcune fasi di lavoro e facilitando la gestione dei dati. Il rischio è adattarsi inconsapevolmente a una logica di velocità continua, dove la quantità prevale sulla qualità.
Annalisa Quaranta (La Gazzetta del Mezzogiorno) ha ricordato la necessità di prudenza e misura: la tecnologia è utile, ma al centro restano la responsabilità del racconto, la verifica delle fonti e la sensibilità nel trattare le storie.
Bruno Conte: l’IA supporta, ma il giornalismo resta umano
L’ultimo intervento è stato quello di Bruno Conte, volto noto del giornalismo e del web televisivo, che ha offerto una lettura pratica e critica dell’uso dell’IA nel mondo dell’informazione. Conte ha illustrato pro e contro dell’intelligenza artificiale mostrando esempi concreti: tra questi, il resoconto della partita Lecce-Roma realizzato interamente dall’IA. Attraverso il confronto con un’analisi dettagliata elaborata personalmente, Conte ha evidenziato le differenze sostanziali tra un prodotto automatico e il lavoro umano: l’IA può generare testi coerenti, rapidi e precisi dal punto di vista statistico, ma spesso manca di profondità, contestualizzazione e capacità di cogliere le sfumature emotive e narrative che rendono un’informazione completa e significativa. L’intervento ha quindi sottolineato che l’IA è uno strumento potente per velocizzare dati e procedure, ma non può sostituire l’analisi critica, il giudizio professionale e l’esperienza diretta del giornalista. Il messaggio chiave di Conte è chiaro: l’intelligenza artificiale può supportare, arricchire e amplificare il lavoro del giornalista, ma la responsabilità, l’empatia e il senso del racconto restano esclusivamente umani.
Uno sguardo al futuro: i giovani e “Voci in Movimento”
La chiusura del convegno, affidata a Antonio Imperiale, ha aperto lo sguardo alle nuove generazioni. Il progetto radiofonico “Voci in Movimento”, ideato da Michele Giannotta e sostenuto dalla Regione Puglia con un finanziamento di 18mila euro (Legge Regionale n.42 art.95/2024), diventa un laboratorio di cittadinanza attiva e formazione.
La radio, con sede tra Neviano con programmi e podcast dedicati a sport, cultura e sociale. Sono già in corso le adesioni di giovanissimi per entrare nello staff e gestire la programmazione quotidiana. L’obiettivo è valorizzare la tecnologia come strumento di crescita, mantenendo al centro etica, informazione e partecipazione.
Responsabilità prima della tecnologia
La serata, organizzata dall’associazione Giovanissimi del Salento, è stata moderata da Andrea Gaetani e introdotta da Pier Giuseppe Sacco, che ha reso omaggio al tricolore, nato il 7 gennaio 1797. Durante l’evento sono stati premiati:
Antonio Imperiale (Associazione Antonio Maglio)
Lino De Matteis e Bruno Conte (giornalismo glocal)
Ludovico Malorgio (carriera giornalistica)
Luca Brindisino (ricerca e innovazione)
Annalisa Quaranta (giornalismo sportivo)
Paolo Franza (Telerama, Cuore Amico)
Gianni Di Giuseppe (giornalismo radiofonico)
Il convegno ha confermato un principio chiaro: l’IA non è né nemica né sostituta, ma uno strumento da usare con coscienza. Il giornalismo resta un atto umano che richiede empatia, etica e responsabilità. La vera sfida futura sarà trovare l’equilibrio tra innovazione tecnologica e coscienza critica, senza mai perdere l’anima del mestiere.