IMPIANTO EOLICO
“LECCE”, RICHIESTA AUDIZIONE PAGLIARO (FDI): “PROGETTO D’IMPATTO DEVASTANTE, REGIONE CHIARISCA SE È PRO O CONTRO”
«La Regione si schieri con il territorio contro il progetto dell’impianto eolico “Lecce”, arrivato ad una fase cruciale della procedura autorizzativa. Parliamo di 11 torri alte fino a 200 metri, con diametro delle pale rotanti di oltre 80 metri, da piazzare fra Carpignano Salentino, Calimera e Martano, con opere di connessione alla rete elettrica nei comuni di Zollino, Melendugno e Martignano per un tracciato di 41 chilometri che solca aree agricole, zone di pregio ambientale e prossime a siti archeologici. . Per fare il punto sull’iter del progetto, e chiarire la posizione della Regione in merito all’impianto, ho chiesto alla presidente della Commissione Ambiente, Loredana Capone, di convocare con urgenza in audizione il presidente Antonio Decaro, l’assessora Debora Ciliento e il dirigente della sezione Autorizzazioni ambientali, a confronto con i sindaci dei comuni interessati dal progetto. La popolazione è fortemente preoccupata di dover subire quest’ennesimo sfregio al loro territorio, che ne calpesta la vocazione agricola e turistica e mette potenzialmente a rischio salute e benessere psicologico dei residenti per via dell’impatto acustico e dell’alta tensione.
Ieri, partecipando all’incontro pubblico organizzato a Martano per discutere azioni concrete contro il progetto del parco eolico “Lecce”, ho constatato che è condivisa da tutti la mia linea di difesa di paesaggio e territorio da progetti scriteriati di nuovi impianti energetici da fonti rinnovabili. Una linea che non è di oggi né di ieri, ma di ben 20 anni di battaglie, che ho combattuto con ferrea determinazione, a difesa del patrimonio di bellezza del Salento già martoriato da pannelli solari e pale eoliche. Impianti che si dovrebbero invece installare nelle zone sin, sui tetti di capannoni e imprese, nei terreni già compromessi, e non come elefanti in una cristalleria.
Non possiamo accettare che vi sia una procedura accelerata per il progetto “Lecce”, perché comporta meno tempo per studiare le carte, meno tempo per fare osservazioni, meno tempo per opporsi. Quella individuata può essere un’area idonea, perché le turbine previste dovrebbero essere installate entro tre chilometri dai beni paesaggistici tutelati.
Allora la domanda è semplice, non è ideologica: chi ha deciso che questa fosse un’area idonea? Non lo decide il Governo ma lo decide la Regione. Inoltre, se dovesse essere positivo il parere VIA ministeriale, si passerà all’Autorizzazione Unica, il cosiddetto PAUR, che è di competenza regionale. E lì la Regione non potrà più nascondersi, dovrà uscire allo scoperto, prendere una posizione netta, contro o pro un progetto che il territorio non vuole subire.
In audizione pretenderemo chiarezza dal nuovo Governo regionale»