FIMAA Italia presenta un pacchetto di misure per rivitalizzare il mercato delle locazioni
Casa: FIMAA Italia presenta un pacchetto di misure per rivitalizzare il mercato delle locazioni
Maurizio Pezzetta incontra l’on. Riccardo Molinari: “Necessarie misure giuridiche e fiscali per spingere i proprietari a locare gli immobili vuoti. Reintrodurre la cedolare secca sulle locazioni commerciali per contrastare la desertificazione dei centri-città”
Roma, 2 Aprile 2026 – Introdurre dei contratti di locazione più flessibili, in considerazione delle nuove esigenze del mercato del lavoro; dimezzare l’IMU per gli immobili locati con contratti 4+4 e esentare completamente quelli in canone concordato; nei casi di morosità esentare dall’IMU e dalle imposte sui canoni non percepiti e introdurre un credito d’imposta commisurato ai mancati incassi; creare una banca dati nazionale dei procedimenti di sfratto per morosità. Sono alcune delle proposte per rivitalizzare il mercato delle locazioni a uso abitativo che Maurizio Pezzetta, Vicepresidente Vicario di FIMAA Italia, ha avanzato nel corso di un incontro con l’on. Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, che si è tenuto questo pomeriggio.
“Attualmente, in Italia si contano circa 9,5 milioni di immobili vuoti su 35 milioni totali, che considerando una stima prudenziale che depuri tale dato dalle seconde case effettivamente utilizzate dai proprietari e dagli immobili indisponibili perché inagibili o per altre cause, si può comunque ritenere che tra i 6 e i 6,5 milioni di unità risultino effettivamente sfitte e, almeno in linea teorica, recuperabili ai fini abitativi. Se venissero reimmesse sul mercato si risolverebbe immediatamente il problema dell’emergenza abitativa – ha evidenziato Pezzetta nel corso dell’incontro. - Tuttavia, i proprietari non si sentono tutelati a sufficienza con l’attuale quadro normativo e preferiscono rinunciare a una fonte di reddito. Gli interventi che proponiamo puntano pertanto a garantire certezza dei diritti e degli obblighi delle parti, favorire contratti più chiari e trasparenti, ridurre i rischi di contenzioso e morosità, con l’obiettivo finale di incentivare l’offerta di immobili”.
Tra le proposte di natura fiscali proposte dalla Federazione, e illustrate dal Vicepresidente vicario, vi sono quelle di dimezzare l’IMU per gli immobili locati con contratti ordinari 4+4 o, in alternativa, la deducibilità del 50% dell’imposta, mentre e per i contratti a canone concordato potrebbe essere prevista una esenzione totale dall’IMU o, in alternativa, la deducibilità integrale dell’imposta, già riconosciuta alle persone giuridiche e agli immobili strumentali, estendendola quindi anche alle persone fisiche e alle abitazioni. Un ulteriore profilo di intervento riguarda la tutela dei proprietari nei casi di morosità dell’inquilino in cui bisogna prevedere l’esenzione dall’IMU e dalle imposte sui canoni non percepiti e l’introduzione di un credito d’imposta commisurato ai mancati incassi.
Sarebbe inoltre opportuno prevedere l’applicazione di aliquote agevolate per le locazioni di lungo periodo e introdurre strumenti di garanzia contro la morosità; andrebbero inoltre previste agevolazioni fiscali per i proprietari che concedono in locazione immobili a categorie svantaggiate, come studenti, giovani lavoratori e famiglie a basso reddito.
Infine, è necessario un chiarimento normativo definitivo in materia di cedolare secca, esplicitando che l’aliquota del 10% per i contratti a canone concordato è applicabile in tutti i Comuni e chiarendo che questa può essere applicata anche alle locazioni abitative in cui il locatore privato affitti a società o imprese, garantendo così una applicazione uniforme, da parte dell’Agenzia delle entrate, di quanto stabilito dalla Corte di Cassazione.
Il Vicepresidente Pezzetta ha poi sottoposto all’On. Molinari ulteriori misure a tutela dei proprietari, come il riconoscimento del contratto di locazione quale titolo esecutivo (che consentirebbe un recupero più rapido dell’immobile, riducendo il ricorso a procedimenti giudiziari lunghi e onerosi) e una maggiore flessibilità nella durata dei contratti di locazione ad uso abitativo, misura che risponderebbe alle profonde trasformazioni del mercato del lavoro e alla crescente mobilità.
Un ulteriore strumento utile sarebbe l’istituzione di una banca dati nazionale dei procedimenti di sfratto per morosità, sul modello del CRIF, che consentirebbe di valorizzare il merito locatizio del conduttore, aumentando la trasparenza del mercato e incentivando i proprietari alla stipula di nuovi contratti.
Accanto a queste misure, è necessario valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato, mettendo a disposizione della cittadinanza gli immobili già pronti all’uso, unitamente alle oltre 100.000 abitazioni di edilizia residenziale pubblica attualmente vuote o non utilizzate.
In conclusione, è stata ribadita l’opportunità di reintrodurre la cedolare secca al 21% per gli immobili ad uso commerciale, misura che – nel suo unico anno di vigenza, il 2019 – ha prodotto ottimi risultati.