Agricoltura, Puglia leader ma costi di produzione alle stelle e concorrenza sleale
Agricoltura, Puglia leader ma costi di produzione alle stelle e concorrenza sleale
L’analisi di Gennaro Sicolo, confermato presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani di Puglia
4,4 miliardi il valore della produzione, 25% del PIL regionale, l’8,4% degli occupati di tutta la regione
Solo il 6,8% dei titolari d’azienda è under 40, investimenti scarsi. Contro la Xylella servono 2 miliardi
La Puglia produce il 51% dell’olio, ma esporta 4 volte meno della Toscana. Grandi margini di crescita
PAC inadeguata, lo spettro del Mercosur, il ruolo dei Consorzi, la necessità di aggregare e diversificare
Allagamenti, frane, strade disastrate: il territorio è fragile, servono opere contro il dissesto idrogeologico
Sarà Gennaro Sicolo, anche per i prossimi quattro anni, il presidente di CIA Agricoltori Italiani di Puglia. Sicolo è stato rieletto oggi pomeriggio per acclamazione, al termine dell’atto conclusivo dell’Assemblea Elettiva di CIA Puglia tenutosi all’Hotel Parco dei Principi di Bari col rinnovo di tutti gli organismi dirigenti dell’organizzazione. La relazione del presidente di CIA Puglia si è sostanziata in una disamina approfondita sullo stato dell’agricoltura pugliese, con l’indicazione di prospettive e necessità per sostenere il comparto in uno dei momenti storici più difficili degli ultimi anni, caratterizzati dall’innalzamento dei costi di produzione a causa delle guerre che destabilizzano il quadro internazionale.
PUGLIA LEADER, MA CRESCONO LE DIFFICOLTÀ.
Con un valore della produzione di circa 4,4 miliardi, il maggior numero di aziende e di occupati in agricoltura in Italia, la Puglia si conferma una delle cinque regioni italiane più importanti per il comparto primario che esprime il 25% del PIL regionale e dà lavoro all’8,4% delle lavoratrici e dei lavoratori pugliesi. Con alcune contraddizioni evidenti. La prima è che, negli ultimi 10 anni, la Puglia ha perso un terzo delle sue imprese agricole. La seconda è rappresentata dalla carenza di manodopera. Si registra, inoltre, uno scarso ricambio generazionale: solo il 6,8% dei capi d’azienda ha meno di 40 anni d’età, contro una media nazionale del 9,5%. La propensione agli investimenti è ancora bassa, anche per le difficoltà di accesso al credito. “Occorre incentivare la trasformazione dei prodotti, le filiere corte, gli agriturismi e la multifunzionalità in agricoltura”, ha dichiarato Sicolo, “perché diversificano e ampliano le fonti di reddito delle aziende agricole, creano innovazione e occupazione qualificata”.
CONTRADDIZIONI.
“La Puglia produce il 51% dell’olio d’oliva italiano, ma esporta 4 volte di meno della Toscana”, ha ricordato Sicolo. “Questo significa che c’è un enorme possibilità di ulteriore sviluppo per l’olivicoltura, con un impegno che passa anche dal ripristino del potenziale produttivo nelle zone colpite dalla Xylella. Per bloccare definitivamente la diffusione del batterio, completare il ciclo dei reimpianti e lasciarci alle spalle 13 anni di difficoltà servono un Piano Olivicolo pienamente operativo e, in aggiunta, un Commissario e un Piano Straordinario anti-Xylella che investa 2 miliardi per ricerca scientifica, prevenzione, contrasto e reimpianti”.
QUESTIONI APERTE.
Oltre alla Xylella, preoccupano i continui eventi calamitosi causati dai cambiamenti climatici e aggravati dalla insufficiente manutenzione del territorio. L’operatività della CUN per il grano e delle misure di Granaio Italia, su cui la CIA ha condotto una battaglia serrata, sono un primo e importante passo, ma per il rilancio della cerealicoltura il lavoro da fare è ancora tantissimo, servono meccanismi di controllo, trasparenza e tracciabilità che tutelino e possano valorizzare il lavoro dei cerealicoltori italiani. Per i prodotti di tutte le filiere, restano fortemente squilibrati i rapporti di forza e la distribuzione della catena del valore, a tutto vantaggio della GDO. Con i tagli alla PAC e il via libera al Mercosur, l’agricoltura pugliese dovrà affrontare problemi enormi.
CONSORZI, ACQUA, CONTRIBUTO 630.
“Le piogge persistenti degli ultimi mesi sembrano scongiurare la drammatica crisi idrica del 2025, ma sulla gestione dell’acqua e del fabbisogno irriguo servono una visione strategica, infrastrutture e manutenzione del territorio che chiamano in causa gli ex Consorzi commissariati e la piena operatività del Consorzio unico Centro-sud Puglia. Sul contributo 630 Cia Puglia sostiene da tempo la necessità di un saldo e stralcio per le cartelle pregresse e l’attuazione di nuovi piani di bonifica e di classifica”. Serve grande attenzione sui cambiamenti climatici, le opere di riassetto idrogeologico, la manutenzione dei corsi d’acqua, la pulizia dei canali. Quanto successo in questi giorni in tutta la Puglia, con allagamenti, frane, strade e ponti che cedono è inaccettabile. La questione dei cambiamenti climatici e dei sempre più frequenti eventi calamitosi deve essere affrontata in modo strutturale.
RINNOVABILI, RIFIUTI, FAUNA SELVATICA.
CIA Puglia è a favore delle energie rinnovabili, a patto che non sottraggano spazio alle colture. Positivo, in tal senso, l’accoglimento delle proposte dell’organizzazione da parte della Regione Puglia. L’Ufficio Legislativo di CIA Puglia ha fatto un ottimo lavoro anche sulla questione dei rifiuti abbandonati illecitamente nelle campagne a danno degli agricoltori, ma servono risorse per le bonifiche. La condizione della rete stradale, spesso disastrata, contribuisce ad aumentare l’isolamento delle aree rurali, prese di mira da una criminalità sempre più feroce. La sicurezza nelle campagne va rafforzata, così come il welfare e la sanità territoriale per le aree rurali. “CIA Agricoltori Italiani di Puglia non mollerà di un centimetro su tutte queste battaglie”, ha concluso Sicolo.