DECRETO MONTAGNA
ESCLUSI 21 COMUNI PUGLIESI - ANCI Puglia chiede l’intervento urgente della Regione
ANCI Puglia chiede l’intervento urgente della Regione: criteri solo altimetrici penalizzano territori con gravi criticità socio-economiche e difficoltà di accesso ai servizi essenziali
con una nota a firma congiunta della Presidente Fiorenza Pascazio e del Delegato alle Aree Interne Noè Andreano, indirizzata al Presidente della Regione Antonio Decaro, sollecita un intervento urgente dopo l’intesa sancita in Conferenza Unificata sulla nuova classificazione dei “Comuni montani”, ai sensi della legge 12 settembre 2025, n. 131.
Il nuovo provvedimento riduce drasticamente il numero dei Comuni pugliesi riconosciuti come “montani o parzialmente montani”: da 54 a 33. Ventuno enti risultano esclusi rispetto al precedente elenco. Una decisione che – evidenzia ANCI Puglia – arriva nonostante l’impegno istituzionale profuso dalla Regione Puglia nel corso dei lavori della Conferenza e il contributo costante garantito dalla stessa ANCI regionale ai tavoli di concertazione fin dalle fasi iniziali.
Al centro delle criticità vi è l’applicazione di criteri tecnico-morfologici fondati esclusivamente su parametri altimetrici e di pendenza, ritenuti inadeguati a rappresentare le reali condizioni di montanità di territori che continuano a registrare condizioni di fragilità socio-economiche e difficoltà nell’accesso ai servizi essenziali.
La normativa prevede che, nell’ambito dei Comuni qualificati montani, siano individuati i destinatari delle misure di sostegno (Capi III, IV e V) attraverso una ponderazione che tenga conto anche di indicatori socio-economici e delle specificità territoriali. Il rischio concreto, sottolinea ANCI Puglia, è quello di una applicazione disomogenea delle misure su aree sostanzialmente omogenee, con effetti distorsivi nell’accesso ai benefici connessi allo status di Comune montano: incentivi per il personale medico e scolastico, agevolazioni fiscali e sostegni alle attività economiche locali.
Per questo ANCI Puglia, chiede l’istituzione di un tavolo tecnico-politico che approfondisca le criticità emerse e individui soluzioni condivise. L’obiettivo è valutare, per quanto di competenza regionale, l’estensione delle misure anche ai Comuni attualmente esclusi e correggere le lacune della nuova classificazione, evitando ricadute negative sulla coesione e sull’equilibrio tra i territori pugliesi.