CONFCOMMERCIO LECCE
GLI IMPRENDITORI DEL SETTORE BALNEARE CHIEDONO CERTEZZE E CHIAREZZA DELLE NORME
Bisogna definire certezze, e uscire finalmente dagli equivoci, per le aziende che in Puglia sostengono da molti anni il turismo, l’unico comparto che ha un trend positivo pluriennale e sostiene l’economia dell’intera regione con il 15% del PIL pugliese” ha chiesto il Direttore della Confcommercio di Lecce, Federico Pastore, aprendo l’incontro che la Confcommercio leccese ha indetto accogliendo il Presidente del Sindacato Italiano Balneari (SIB) aderente a Confcommercio nazionale, Antonio Capacchione, e Loredana Capone, presidente della Commissione Regionale che si occuperà del settore.
C’è da tradurre in pratica le norme che il Governo nazionale sta finalmente proponendo, dopo aver adottato lo schema nazionale per le gare di assegnazione delle nuove concessioni balneari, in ottemperanza alle decisioni dell’Unione Europea per il ripristino della libera concorrenza anche in questo importante settore. Nel corso dell’incontro il Presidente provinciale degli imprenditori balneari, Sandro Portaccio, ha voluto delineare, da imprenditore del settore, le difficoltà che stanno vivendo i suoi colleghi, nell’impossibilità di programmare il futuro, senza poter immaginare quale destino avranno le concessioni sulle quali hanno basato da anni la loro attività e la vita delle loro famiglie e di tanti addetti.
E’ intervenuto anche l’on. Salvatore Di Mattina che ha sottolineato l’impegno del Governo, attraverso i bandi, per risolvere una volta per tutte il problema dei balneari che tiene in bilico un settore particolarmente importante per tutta l’economia italiana.
Per questo Confcommercio Lecce attrezzerà un apposito ufficio per essere accanto agli imprenditori del settore balneare, al momento della partecipazione ai bandi predisposti dal Governo.
Sono oltre 530 gli stabilimenti regolarmente censiti lungo gli 910 chilometri della costa pugliese, con le provincie di Foggia (190) e Lecce (167) a guidare il comparto. “Bisogna affrontare i problemi di questo settore in modo moderno – ha affermato l’avv. Antonio Capacchione nel suo intervento – non certo con regole che andavano bene 80 anni fa, nel primo dopoguerra, e che adesso sono completamente superate dai fatti, dal turismo moderno che ha esigenze completamente diverse da quelle delle famiglie che uscivano dal dopoguerra.
Il bando che il Governo sta mettendo in campo è solo il primo atto per normare al meglio tutta la materia. Va bene perché le norme per le nuove concessioni non possono variare, da Comune a Comune, o da Regione a Regione.
Ma questo è solo il primo passo. Bisognerà parlare degli indennizzi e considerare gli investimenti che gli imprenditori, nel corso degli anni, hanno effettuato in strutture e promozione. Non bisogna pensare solo ai grandi gruppi, italiani e stranieri, che vogliono investire sulle nostre spiagge, perché così facendo, rischiamo di far pagare di più agli utenti, i cambiamenti che dovranno esserci. Il turismo balneare ha una funzione trainante per tante regioni, a causa della conformazione geografica del nostro Paese.
Esso attrae e valorizza non solo le località di mare, ma promuove, attraverso l’intelligente opera che gli imprenditori hanno messo in atto, soprattutto negli ultimi anni, anche l’entroterra, dove i visitatori sono stati indirizzati, dopo aver goduto dei servizi e del mare delle nostre due sponde, tanto per rimanere nella Puglia.
Si tratta di una funzione insostituibile, se è vero che negli altri paesi di fronte alle nostre coste non si fermano gli investimenti che hanno il mare come riferimento. Per questo non dobbiamo perdere l’occasione per rinnovare il settore, senza però penalizzare l’impegno di quanti finora hanno investito, promuovendo il mare di Puglia e le sue attrattive”.
Sulla funzione che i nuovi bandi vogliono affidare alle Regione ed ai Comuni si è soffermata, nel suo intervento, Loredana Capone, consigliere Regionale, indicata per il ruolo di Presidente di una delle Commissioni Regionali di prossima definizione.
Per l’avv. Capone la Regione non potrà non essere accanto agli operatori in una Puglia in cui le imprese balneari sono così importanti per tutta l’economia regionale. Il lavoro di tanti operatori non potrà essere dimenticato o sottovalutato, anche se tutto il settore ha bisogno di predisporsi nel migliore dei modi ai cambiamenti che stanno attraversando il turismo, nazionale ed internazionale, per non vanificare tutto quello di buono è stato fatto durante gli anni.