Lecce, salvezza conquistata:coerenza, coraggio e fatica
di Davide Tommasi
Un altro anno in Serie A è realtà
LECCE – Un’altra impresa, un’altra stagione conclusa col fiato sospeso, ma anche con la consapevolezza che, ancora una volta, l’Unione Sportiva Lecce ha saputo scrivere la propria storia senza tradire se stessa. Il verdetto è arrivato sul filo di lana, all’ultima giornata, in una corsa salvezza che ha coinvolto mezza classifica. Ma alla fine, a restare in piedi è stato proprio il Lecce, fedele alla propria filosofia e sorretto da una visione che ha un nome e un volto: coerenza.
La gara decisiva contro la Lazio è stata il riflesso perfetto della stagione: tensione, fatica, episodi controversi, ma anche cuore, lucidità e compattezza. Il Lecce è passato in vantaggio grazie a una rete importante di Coulibaly, abile a inserirsi con tempi perfetti e a capitalizzare una delle poche vere occasioni da rete. Il secondo tempo ha visto la squadra salentina mantenere l’equilibrio, anche grazie a un rigore dubbio, fischiato a favore e che inevitabilmente ha acceso discussioni. In molti, anche tra i cronisti neutrali, hanno sollevato perplessità sulla decisione arbitrale. Ma è anche vero che, prima e dopo, il Lecce ha dato prova di maturità e determinazione.
La Lazio, ridotta in dieci uomini già nel primo tempo a causa di un’espulsione diretta, ha faticato a reagire. Sorprendentemente, nel finale di gara, con ancora uno spiraglio per un possibile recupero, non ha mai dato l’impressione di crederci davvero. Un’inerzia che il Lecce ha saputo sfruttare, stringendo i denti e proteggendo con ordine il risultato.
Quella del Lecce non è solo una salvezza sul campo. È la conferma di un progetto sportivo che va controvento in un calcio sempre più dominato da investimenti fuori scala, da proprietà estere e da strategie orientate al breve termine. I giallorossi, invece, hanno scelto di costruire, anno dopo anno, con attenzione e responsabilità.
A guidare il progetto c’è l’esperienza e il fiuto di Pantaleo Corvino, autentico architetto di questa salvezza. Ha saputo assemblare una rosa giovane, con molti giocatori alla prima esperienza in Serie A, eppure capace di lottare alla pari contro squadre con ben altri mezzi. Giocatori come Baschirotto, Gendrey, Banda, Krstović, Ramadani, e lo stesso Coulibaly, sono l’emblema di una ricerca tecnica intelligente, fatta più di intuizioni che di cifre esorbitanti.
Al suo fianco, la presidenza forte e stabile di Saverio Sticchi Damiani, garante della coerenza societaria, della disciplina amministrativa e della credibilità del club a livello nazionale. In un’epoca in cui molte società si smarriscono tra cambi di proprietà e gestione incerta, il Lecce si distingue come esempio di equilibrio e continuità.
Sul piano economico, la stagione ha visto il club salentino operare con rigore: spese controllate, cessioni mirate, e un costante lavoro per aumentare la competitività anche attraverso sponsor e partnership di valore. Il tutto senza mai sacrificare l’identità o cedere a pressioni mediatiche o ambientali.
E adesso, a salvezza acquisita, si può parlare finalmente di orgoglio. Orgoglio per un gruppo che non ha mai mollato. Orgoglio per una tifoseria che ha riempito il Via del Mare anche nei momenti più difficili, rendendolo uno degli stadi più caldi e autentici d’Italia. Orgoglio per una terra, il Salento, che si riconosce nella tenacia della sua squadra.
Il Lecce è ancora in Serie A. E non per caso. Ma perché ha saputo restarci con il proprio stile, le proprie idee, il proprio sudore.
FORZA LECCE, SEMPRE.
Un'altra battaglia vinta. Un altro anno per crescere.
E come sempre, con il cuore giallorosso a battere forte.