Politica e cultura per immaginare il Salento del futuro: è nata “In direzione ostinata”
Una sala gremita di cittadini, attivisti e amministratori locali provenienti da tutto il Salento ha accompagnato, domenica 18 ottobre, la nascita di “In direzione ostinata”, la nuova associazione politico-culturale che prende le mosse dall'esperienza politica e civile di Sergio Blasi per allargarsi a sensibilità, stimoli e protagonismi di amministratori e cittadini impegnati di tutto il Salento.
“In direzione ostinata” sarà un'associazione plurale, aperta a cittadini, amministratori, associazioni e competenze diverse, senza vincoli di appartenenza partitica. Uno spazio permanente di partecipazione che mette al centro la cultura, la giustizia sociale, la difesa dei diritti e dei servizi pubblici, la tutela dell'ambiente e del paesaggio. L'obiettivo è promuovere nei comuni salentini occasioni di incontro, approfondimento e discussione, per costruire proposte capaci di rispondere ai bisogni delle comunità e alle trasformazioni del territorio.
«La politica ha smesso di essere con la P maiuscola quando ha smesso di mettere al primo posto la cultura e lo studio – ha dichiarato Sergio Blasi – Questa associazione non è il comitato elettorale di Sergio Blasi. Nasce dalla volontà di non disperdere le energie, le relazioni e la passione che ci hanno unito in questi mesi. Vogliamo continuare a occuparci dei problemi della nostra terra, studiare, confrontarci, elaborare proposte e provare a immaginare quale Salento consegneremo ai nostri figli e ai nostri nipoti. Non c'è nessuna candidatura alle politiche in vista per quello che mi riguarda: io sto bene qui, sto bene con voi».
Giuseppe Cianci è stato indicato come coordinatore, l’associazione sarà diretta dalla la conferenza di indirizzo, con “agitatore” culturale Michele Macrì e a tenere i conti Tonio Spedicato. Ad aprire l'assemblea sono stati gli interventi di Valentina Avantaggiato, sindaca di Melpignano, e Roberto Casaluci, sindaco di Castrignano de' Greci. Nel corso della mattinata hanno preso la parola Giuseppe Cianci, Michele Macrì, Giusi Bascià , Tiziana Colluto, Loris Romano , Tonio Spedicato, Giulio Raganato, Marcella Colafati, Patrizia Sabella e Carmine Zocco. Voci ed esperienze diverse che hanno contribuito a delineare le ragioni e gli obiettivi del nuovo percorso, richiamando la necessità di una politica capace di interpretare i bisogni delle comunità, contrastare le disuguaglianze e difendere il territorio da forme di sfruttamento che producono benefici per pochi e costi ambientali e sociali per molti.
A concludere l’assemblea è stato Sergio Blasi, che ha spiegato come “In direzione ostinata” nasca dalla volontà di non disperdere le relazioni e le energie della campagna per le regionali del 2025, trasformandole in un luogo stabile di studio, confronto ed elaborazione politica. Richiamando il pensiero di Elio Vittorini, ha rivendicato il ruolo della cultura come strumento per comprendere e affrontare i problemi delle comunità. Tra le priorità indicate, la crisi della sanità pubblica e le disparità nella distribuzione delle risorse tra Nord e Sud: proprio alla sanità sarà dedicato uno dei primi incontri dell’associazione. Blasi ha poi affrontato la vicenda dell’ILVA, il ruolo dello Stato nei settori strategici dell’economia, le disuguaglianze e il carovita, esprimendo solidarietà agli autotrasportatori, agli agricoltori e agli studenti in mobilitazione contro il caro affitti e per il diritto allo studio. Richiamando Franco Cassano, ha sottolineato la necessità di un modello di sviluppo rispettoso del territorio e dei beni comuni, con particolare attenzione anche alla mobilità ferroviaria. Ha infine escluso che la nascita dell’associazione preluda a una sua candidatura alle prossime elezioni politiche.
«Abbiamo davanti problemi antichi e nuovi che non possiamo più rinviare – ha continuato Sergio Blasi – Penso al ciclo dei rifiuti, che pesa sulle tasche dei cittadini e sull'ambiente, alle nostre campagne abbandonate, alla sanità pubblica in forte difficoltà, alla vicenda dell'ILVA, sulla quale la politica ha perso quattordici anni. E penso ai nostri ragazzi, costretti ad andare via per cercare lavoro o a protestare perché il caro affitti mette a rischio il loro diritto allo studio. Quei ragazzi hanno ragione da vendere e noi dobbiamo sostenerli. Sono questioni che ci riguardano tutti e sulle quali vogliamo tornare a studiare, confrontarci con chi ha competenze e conoscenze, elaborare proposte e immaginare soluzioni per il futuro della nostra terra».