“Io non dimentico”: Calimera ricorda Antonio Montinaro
di Davide Tommasi
Nel 34° anniversario della Strage di Capaci, studenti e istituzioni uniti nel segno della legalità e dell’antimafia
Calimera si stringe attorno al ricordo del suo figlio più coraggioso. Nel 34° anniversario della Strage di Capaci, celebrato il 26 maggio 2026, il paese natale di Antonio Montinaro ha vissuto una giornata intensa di emozione, memoria e impegno civile, rendendo omaggio al caposcorta del giudice Giovanni Falcone, simbolo di coraggio e fedeltà allo Stato.
In piazzetta Antonio Montinaro, il silenzio, gli applausi e le parole dei più giovani hanno dato vita a una commemorazione carica di significato. A colpire il cuore dei presenti sono state soprattutto le maglie bianche indossate dagli studenti dell’Istituto Comprensivo di Calimera, sulle quali campeggiava una frase semplice ma fortissima: “Io non dimentico”. Un messaggio diventato il simbolo di una comunità che sceglie di custodire la memoria e trasformarla in speranza, coscienza e responsabilità.
Alla cerimonia hanno partecipato il Questore di Lecce, dottor Giampietro Lionetti, il Maggiore Carriero del Comando Provinciale dei Carabinieri di Lecce, il Tenente Lisi della Guardia di Finanza di Lecce, autorità civili e militari, la dirigente scolastica professoressa Elisabetta Dell’Atti, docenti, famiglie e cittadini. A moderare la manifestazione è stato Leo Palumbo, presidente uscente del Consiglio Comunale e consigliere delegato alla Cultura, che ha ricordato come Antonio Montinaro rappresenti ancora oggi un esempio luminoso per le nuove generazioni.
“Ricordare Antonio Montinaro significa difendere ogni giorno i valori della giustizia, della legalità e della libertà. La sua memoria vive nei ragazzi, nelle scuole, nelle coscienze di chi sceglie di non voltarsi dall’altra parte”, ha sottolineato Palumbo nel corso del suo intervento.
Protagonisti assoluti della giornata sono stati gli alunni delle classi quinte della scuola primaria e delle classi I, II e III della scuola secondaria di primo grado. Con poesie, riflessioni, letture e pensieri dedicati alla lotta alla mafia, i ragazzi hanno emozionato tutti i presenti, lanciando un messaggio chiaro e forte: il futuro appartiene a chi sceglie la legalità.
La dirigente scolastica Elisabetta Dell’Atti ha evidenziato il ruolo fondamentale della scuola nella costruzione di una cultura fondata sul rispetto e sulla responsabilità:
“La memoria non può essere soltanto celebrazione. Deve diventare educazione quotidiana, esempio concreto, scelta di vita. I nostri ragazzi oggi dimostrano che la speranza passa attraverso la conoscenza e la consapevolezza”.
Nel suo intervento, il Questore di Lecce Giampietro Lionetti ha ricordato il sacrificio degli uomini della scorta di Falcone, sottolineando il valore dell’impegno civile e della partecipazione:
“La mafia teme i giovani che studiano, che pensano, che scelgono la libertà e il rispetto delle regole. Antonio Montinaro e i suoi colleghi hanno sacrificato la loro vita per difendere la democrazia e il futuro del nostro Paese”.
Parole profonde e particolarmente applaudite quelle del Maggiore Carriero del Comando Provinciale dei Carabinieri di Lecce, che ha voluto ribaltare una narrazione troppo spesso associata all’Italia:
“L’Italia non è il Paese della mafia. L’Italia è il Paese dell’antimafia. È il Paese di Falcone, Borsellino, Antonio Montinaro e di tutti coloro che ogni giorno servono lo Stato con coraggio, onestà e senso del dovere”.
Significativo anche l’intervento del Tenente Lisi della Guardia di Finanza di Lecce, che ha richiamato il valore della responsabilità collettiva nella difesa della legalità:
“La lotta alla mafia non appartiene soltanto alle istituzioni o alle forze dell’ordine. È una battaglia culturale che riguarda tutti, soprattutto i giovani. La memoria di uomini come Antonio Montinaro deve insegnarci che il coraggio delle scelte giuste può cambiare il futuro della società”.
Uno dei momenti più commoventi della commemorazione è stato la deposizione della corona d’alloro da parte del Sindaco del CCRR di Calimera, Gigi Mattei, davanti alla targa dedicata ad Antonio Montinaro. Un gesto semplice ma carico di significato, accompagnato dalle parole sincere del giovane rappresentante degli studenti:
“Noi ragazzi abbiamo il dovere di non dimenticare chi ha dato la vita per la giustizia. Dire no alla mafia significa scegliere il rispetto, il coraggio e la libertà”.
Durante tutta la manifestazione si è respirato un forte senso di comunità. Le parole dei ragazzi, gli sguardi commossi e il silenzio rispettoso dei presenti hanno trasformato la commemorazione in qualcosa di più di una semplice cerimonia: un vero patto collettivo contro l’indifferenza e contro ogni forma di illegalità.
A 34 anni dalla Strage di Capaci, Calimera continua così a custodire con orgoglio la memoria del suo eroe. E lo fa nel modo più bello e più forte: affidando alle nuove generazioni il compito di ricordare, scegliere e costruire un futuro libero dalla mafia.
Perché Antonio Montinaro non è soltanto una vittima della mafia. È il simbolo di un’Italia che non si arrende.
Alla manifestazione erano presenti anche le associazioni del territorio, a testimonianza di una comunità unita nel segno della legalità.
Ha partecipato l’associazione ACEA Calimera, associazion Antiracket e Antiusura, rappresentata dalla presidente Caterina De Santis, che ha ribadito l’importanza del sostegno alle vittime e della lotta quotidiana contro ogni forma di estorsione e usura.
Presente anche l’associazione “Noi per Antonio Montinaro”, guidata dalla sorella Tilde Montinaro, che continua a portare avanti con grande dignità e impegno il ricordo del concittadino scomparso, mantenendo viva la memoria e il messaggio di legalità legato alla sua figura.