Galatina applaude il teatro dell’Università Popolare:

di Davide Tommasi

Undici anni di emozioni, cultura e comunità

GALATINA, 4 giugno 2025 – Una serata di teatro, ma soprattutto una festa della cultura, della partecipazione e dell’amicizia. Nella gremita sala della Parrocchia di San Rocco, l’Università Popolare “Aldo Vallone” di Galatina ha celebrato un nuovo successo del proprio Laboratorio Espressivo Teatrale, giunto all’importante traguardo degli undici anni di attività.

Ad accogliere il pubblico è stato il presidente dell’Università Popolare, Mario Graziuso, che nel suo intervento introduttivo ha voluto ringraziare il maestro Michele Bovino, anima e guida del laboratorio, e don Luigi, parroco della comunità di San Rocco, per la disponibilità degli spazi che hanno ospitato la rappresentazione.

«Leggendo le note di regia – ha sottolineato Graziuso – ho realizzato con stupore che il laboratorio è arrivato all’undicesimo anno di attività. Un percorso che testimonia crescita, formazione continua e una straordinaria capacità di creare comunità attraverso il teatro».

Parole che hanno evidenziato il valore di un’esperienza culturale ormai consolidata nel panorama cittadino, tanto da suggerire simbolicamente il passaggio da semplice laboratorio a vero e proprio “Teatro Stabile dell’Università Popolare”.

Un nuovo percorso artistico: il fascino del giallo

Per questa edizione il gruppo ha scelto di confrontarsi con un genere inedito rispetto alle produzioni precedenti: il giallo.

Una sfida accolta con entusiasmo dal regista e autore Michele Bovino, che ha costruito una trama ricca di mistero, ironia e colpi di scena, mantenendo però quel tono leggero e coinvolgente che da sempre caratterizza il lavoro del laboratorio.

Al centro della vicenda la misteriosa morte di zia Laura, personaggio attorno al quale si sviluppano sospetti, segreti familiari, presunte eredità e sorprendenti rivelazioni. Un intreccio capace di tenere viva l’attenzione del pubblico fino all’ultima scena, alternando momenti di suspense a passaggi di autentica comicità.

L’ispettore Rossi e il suo inseparabile vice Cataldo hanno guidato gli spettatori in un’indagine teatrale fatta di equivoci, intuizioni e verità nascoste, fino a un finale che ha saputo unire emozione e riflessione.

Undici anni di passione condivisa

Lo spettacolo ha rappresentato molto più di una semplice esibizione teatrale. È stato il risultato di un anno di lavoro, prove, impegno e collaborazione tra persone che hanno trovato nel teatro uno spazio di espressione, crescita e socializzazione.

L’emozione degli interpreti era evidente, ma proprio questa autenticità ha reso la rappresentazione particolarmente apprezzata dal pubblico, che ha seguito con partecipazione ogni momento della serata, premiando gli attori con lunghi e calorosi applausi.

Al termine della performance sono stati presentati tutti i protagonisti che hanno dato vita allo spettacolo, insieme ai collaboratori tecnici che hanno curato audio, regia, riprese e organizzazione.

Il tributo al maestro Michele Bovino

Particolarmente significativo il momento dei ringraziamenti finali, durante il quale è emersa la riconoscenza dell’intero gruppo nei confronti del maestro Michele Bovino.

A nome degli attori è stato evidenziato come dietro ogni spettacolo vi siano non soltanto prove e copioni, ma soprattutto una grande dedizione umana, una pazienza costante e la capacità di valorizzare ogni partecipante.

Un riconoscimento sentito per un lavoro che, nel corso degli anni, ha contribuito a trasformare il laboratorio in una vera famiglia artistica, capace di unire persone diverse attraverso la forza del teatro.

Cultura e comunità: una missione che continua

La serata si è conclusa in un clima di festa e soddisfazione, confermando ancora una volta il ruolo dell’Università Popolare “Aldo Vallone” come punto di riferimento culturale per la città di Galatina.

Guidata dal presidente Mario Graziuso, l’associazione continua infatti a promuovere iniziative che valorizzano il patrimonio umano, artistico e sociale del territorio, offrendo occasioni di incontro, formazione e partecipazione attiva.

Dopo undici anni di attività, il Laboratorio Espressivo Teatrale continua a crescere, rinnovarsi e sorprendere, dimostrando che il teatro non è soltanto spettacolo, ma uno straordinario strumento di inclusione, cultura e condivisione.

Il sipario si è chiuso tra sorrisi ed emozioni, ma una certezza è rimasta negli occhi del pubblico: la storia di questo laboratorio è ancora lontana dall’ultimo atto.

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