BIT – Bootcamp for Innovation Trigger: premiati Evanescent, Wasteband e Dolos

Evanescent, Wasteband e Dolos sono i tre progetti vincitori di BIT – Bootcamp for Innovation Trigger, il percorso promosso dalla Fondazione DHITECH – Distretto Tecnologico High-Tech, in collaborazione con Università del Salento e Consiglio Nazionale delle Ricerche – CNR, nato per accompagnare idee, competenze e intuizioni ancora in fase iniziale verso possibili traiettorie di sviluppo scientifico, tecnologico e imprenditoriale.

Il primo premio è stato assegnato al progetto Evanescent, sviluppato dal team composto da Angelo Carlà, Francesco Pitotto, Francesco Russo e Lorenzo Baldassare. Il team vince la partecipazione e il soggiorno al Web Summit di Lisbona, il più importante festival tecnologico del mondo, in programma dal 9 al 12 novembre. Evanescent è una lente a contatto bioerodibile con circuito in molibdeno, progettata per monitorare la pressione intraoculare e trasmettere i dati via NFC a un reader e via Bluetooth al telefono. Il dispositivo si dissolve completamente nell’occhio entro 72 ore, senza lasciare tracce.

Il secondo premio è stato assegnato al progetto Wasteband, sviluppato da Luca Cosentino, Eleonora La Greca e Lorenzo Quarta. Il team ha vinto la partecipazione e il soggiorno a Wave by Vento, il più importante festival della tecnologia e dell’innovazione in Italia, in programma dal 7 al 9 ottobre. Wasteband è un dispositivo IoT indossabile destinato agli operatori della filiera dei rifiuti per la rilevazione automatica della radioattività nei carichi raccolti e destinati agli impianti di smaltimento. Il terzo premio è stato assegnato al progetto Dolos, sviluppato dal team composto da Matteo Vittorio De Fazio, Alfredo Ottodo e Patrik Colucci: il loro premio prevede la partecipazione e il soggiorno a IDE – Industry Digital Evolution, appuntamento che connette imprese e accademia sui temi dell’innovazione, in programma a Brindisi dall’8 all’11 settembre. Dolos è un sistema di cybersecurity AI destinato alla protezione dei dati sensibili dei pazienti delle aziende sanitarie private: intercetta l’attaccante e lo indirizza verso un ambiente artificiale controllato.

«Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla qualità delle proposte, dei profili e del lavoro svolto da tutti i partecipanti a BIT – dichiara Giuseppe Gigli, presidente della Fondazione Dhitech – ragazzi giovanissimi ma con un livello di preparazione eccellente, che hanno davvero messo in difficoltà la giuria: è stato davvero difficile individuare i tre vincitori. Bit è stata un’esperienza che, al suo esordio, è andata oltre le nostre aspettative, destinata a ripetersi e migliorarsi ulteriormente».

Si è concluso così BIT – Bootcamp for Innovation Trigger, dopo la fase di mentoring online svolta dal 4 al 22 maggio e il bootcamp residenziale, ospitato dal 28 maggio al 2 giugno presso lo Start Up Studio – DEMO Center, nell’ex Convitto Palmieri di Lecce. Cinque giornate di lavoro intensivo durante le quali 55 partecipanti, selezionati tra 125 persone candidate, hanno lavorato in 14 team aggregati, confrontandosi con docenti, mentor, imprenditori, innovation manager e professionisti dell’ecosistema dell’innovazione.

BIT nasce per sostenere la fase più delicata dell’innovazione: quella in cui un’intuizione non è ancora una start-up, un progetto di ricerca applicata non è ancora un prodotto, una soluzione tecnologica non ha ancora trovato il proprio modello di sviluppo. Per questo il percorso ha accompagnato i team nella costruzione di un vero processo di maturazione: dalla lettura del problema alla definizione del cliente o del bisogno, dalla solidità tecnologica alla protezione della proprietà intellettuale, dal modello di business alla composizione del team, fino alla roadmap di finanziamento.

Le sessioni formative sono state guidate da program manager e professionisti dell’ecosistema dell’innovazione, con il contributo di figure di primo piano del mondo della ricerca, dell’imprenditoria e del marketing. Sono intervenuti, tra gli altri, Alessandro Sannino di Gelesis, Sergio Casciaro di Echolight, Cristiano Camponeschi di Deloitte, Paolo Stufano di Be.Me, Roberto Gianantonio, Senior Innovation Advisor, Alberto Paglialunga di Deghi Spa, Omero Virgilio Magrì di Progetto Rete e Sergio Santoro di Unicorn Apulia. Il loro contributo ha offerto ai team un confronto diretto con esperienze, competenze e casi concreti legati alla validazione tecnologica, allo sviluppo d’impresa, alla proprietà intellettuale, alla crescita dei team e all’accesso a capitali e strumenti di finanziamento.

Le proposte sviluppate durante il bootcamp hanno attraversato ambiti diversi: salute, oncologia, digital health, tecnologie biomedicali, assistenza agli anziani, sostenibilità ambientale, economia circolare, agricoltura, gestione dei rifiuti, turismo industriale e valorizzazione di materie prime seconde.

Tra i progetti presentati dai partecipanti ci sono InCalabriaExperience che propone una piattaforma per il turismo industriale in Calabria. In ambito salute e diagnostica sono stati sviluppati diversi concept: Plustip, un dispositivo per la diagnostica oncologica non invasiva; Vagis3nse, dispositivo diagnostico domestico per individuare infezioni vaginali; SalivAI, dispositivo monouso che, partendo da una goccia di saliva, punta a rendere più semplice lo screening dell’Alzheimer. Altri progetti si collocano alla frontiera tra ricerca biomedica, tecnologie predittive e dispositivi intelligenti. Lumicap è un tool laparoscopico in fibra ottica basato su plasma freddo, pensato per prevenire la recidiva di malattie oncologiche dovute alla permanenza di residui tumorali; Fluxomics propone una pipeline per test farmacologici dinamici, capace di collegare modelli biologici rilevanti, readout molecolari e modelli predittivi; Nico – Neural Interactive Cognitive Operator è un robot terapeutico intelligente per la doll therapy progettato per i pazienti affetti da Alzheimer e demenza senile. La sostenibilità ambientale, l’economia circolare e la gestione intelligente delle risorse sono state al centro di ulteriori proposte: Shellta propone fertilizzanti ricavati dai gusci dei mitili di Taranto; Canalownia lavora sulla fitobonifica e sulla riforestazione con canapa e paulownia; Tarp propone un telo agricolo per pacciamatura che supera l’uso della plastica tradizionale, utilizzando materiale biodegradabile ricavato da bucce di pomodoro e biopolimeri, con funzione anche fertilizzante; Reloop affronta l’inefficienza nello smaltimento dei rifiuti edili attraverso un marketplace B2B che connette aziende generatrici di scarti, operatori intermedi nella lavorazione dei materiali e imprese interessate all’acquisto di materia prima seconda.

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Progetto "SP.OR.A – Sperimentare, Orientare, Accogliere”

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Massimo Gaggi e Tamara Jadrejcic presentano America dentro. Storie, volti, conflitti di un Paese in bilico, pubblicato da Laterza