ZACHEO, IO SUD

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PALE EOLICHE, CI BATTEREMO SINO ALLA FINE PER IL NOSTRO TERRITORIO

Io Sud esprime in maniera chiara e netta, la sua contrarietà all’insediamento di ben 98 pale eoliche alte 300metri nel tratto di costa tra Frigole e San Cataldo dove pensavamo potessero insediarsi due porticcioli turistici a vantaggio degli abitanti del luogo, ma anche dell’economia turistica. Queste  pale, a detta dei responsabili dell’ufficio urbanistica del comune di Lecce sarebbero visibili niente meno, finanche dalle case dei terrazzi di Lecce. Figuriamoci che spettacolo dalla riva del nostro mare.  Naturalmente come ormai è consuetudine dell’amministrazione Salvemini, le notizie anche se incidono pesantemente sulla vita del territorio, si apprendono sempre per caso o da qualche consigliere di minoranza più attento, o addirittura dalla stampa. Eppure l’Europa, in materia ambientale da anni, emette atti che impegnano le istituzioni a porre in essere forme di partecipazione  popolare attraverso cui si esprime il sentiment della gente del luogo, ma la partecipazione dal basso non  appartiene alla cultura politica di questa amministrazione che trova sempre  la piratesca formula di lavarsi le mani. Oggi seguendo in streaming la commissione Urbanistica convocata per avere notizie sull’insediamento delle 98 altissime pale, abbiamo appreso che le linee di indirizzo le dà il governo e secondo assessore e consigliere di maggioranza, il comune non avrebbe ruolo nella scelta. Se davvero così fosse  ci sarebbe da preoccuparsi seriamente per il vulnus  che si infligge alla democrazia partecipativa. Noi di Io Sud siamo per la partecipazione democratica dal basso, in linea  con le normative europee in materia ambientale. L’amministrazione Salvemini sostiene che senza pregiudizi si deve fare un rapporto tra costi e benefici. Bene, facciamolo. E vediamo che il territorio ha già dato abbondantemente  e ancora darà col raddoppio di Tap ed il potenziamento della centrale a carbone di Cerano come già preannunciato in maniera chiara dal ministro Cingolani. Cedere anche la nostra costa con danno alla pesca, la diportistica, la fauna marina, il paesaggio, l’orizzonte libero che ci fa godere  persino della visuale delle montagne d’Albania, sarebbe un colpo mortale per l’economia ed una ulteriore violenza sul nostro mare. E noi questo non lo meritiamo. Il nostro no, dunque non è pregiudiziale, come dice persino qualche deputato europeo sulla stessa  linea della giunta Salvemini, ma è un no ragionato e meditato da parte di chi  come noi ama la sua terra e non vuole ne sia violata la sua identità. E sa oltretutto di aver già fatto sacrifici notevoli a vantaggio dell’intero territorio nazionale. Sarà arrivata  anche per noi l’ora di poterci dedicare al nostro sviluppo attraverso la valorizzazione della nostra terra e del nostro mare? Noi di Io Sud siamo fermamente convinti di sì  e per questo ci batteremo sino in fondo.

Mirko Zacheo,                                                                                              segretario provinciale di Io Sud prov. Lecce

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