Verso la notte dei poeti

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A RUDIAE E NELLE CESINE PROSEGUE IL VIAGGIO VERSO “LA NOTTE DEI POETI”


Per tutta l’estate il progetto Taotor di Astràgali Teatro propone spettacoli e performance nel Parco Archeologico e nella Riserva naturaleVenerdì 31 luglio le Cesine ospiteranno una lunga serata dedicata alla poesia con Marthia CarrozzoNabil Bey, leader dei RadiodervishLuciano PaganoFabio TollediSimone Giorgino, Lucio Antonio Giannone, Mauro Tre e Gianluca MilaneseSabato 1 agosto a Rudiae torna il “Cantico dei cantici per lingua madre” di Astragali Teatro con l’Ensemble Montesardo.

Venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto proseguono tra le Cesine e Rudiae gli appuntamenti “Verso la notte dei poeti” del progetto Taotor – Teatro, mito e archeologia, promosso dalla compagnia salentina in collaborazione con Ar.Va, Theutra e il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento e con i comuni di Lecce, Vernole e San Cesario di Lecce ed è cofinanziato dalla Regione Puglia nell’ambito dell’Avviso pubblico per lo Spettacolo e le Attività culturali FSC 2014-2020 – Patto per la Puglia.

 
Venerdì 31 luglio (ore 21 – ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria) la Riserva naturale dello Stato Oasi WWF Le Cesine di Vernole, in collaborazione con Centro di ricerca Pens – Poesia contemporanea e Nuove ScrittureEdizioni Musicaos e Libreria Palmieri, ospiterà una lunga serata dedicata alla poesia e alla musica con Marthia Carrozzo, Nabil Bey, leader dei Radiodervish, Luciano PaganoFabio Tolledi, Simone GiorginoLucio Antonio GiannoneMauro Tre e Gianluca Milanese.


La poetessa Marthia Carrozzo e il cantante e musicista Nabil Bey, leader dei Radiodervish, proporranno “Al Maqam, la storia di Naìma (O del corpo che si rivela)“. Una rilettura del mondo arabo attraverso i versi di una delle più note e stimate poetesse arabe contemporanee: Joumana Haddad, giornalista, poetessa e scrittrice riconoscibile e da sempre attiva nella difesa dei diritti delle donne. Lo spettacolo è tratto dal primo omonimo numero di Camminamenti, piccola collana di scritture in movimento, diretta dalla Carrozzo per i tipi di Kurumuny Edizioni. Naìma è una musicista, una cantante, una poetessa, una ballerina, vissuta ipoteticamente tra il settimo e l’ottavo secolo, o più semplicemente la donna archetipo di un’intera cultura, Naìma fluttua tra immaginario e realtà innestando le proprie vicende su avvenimenti reali e capitoli veri della storia politica e culturale del suo tempo. Intrecciando le proprie vicende alla poesia di Joumana Haddad, la storia di Naìma è pretesto accattivante di un viaggio esplorativo dei tessuti culturali, religiosi e politici di un mondo solo apparentemente lontano, ripercorso attraverso le ragioni del corpo, per lo sguardo privilegiato di una donna, in uno spaccato affascinante capace di condurci sino alle origini della musica araba classica, a svelarne le caratteristiche e rivelarci le modalità del Maqam, passando per le origini della danza, della poesia mistica ed erotica, alla scoperta di un mondo inedito, quanto prospero e generoso.
 
Luciano Pagano presenterà “Soluzioni fisiologiche“, raccolta di poesie uscita per Vydia editore. “Il libro si presenta come l’itinerario di un disincanto, un diario poetico intimo, e allo stesso tempo impersonale, il cui oggetto privilegiato è appunto l’asettica auscultazione del proprio e dell’altrui corpo. Pagano ne registra, come in un referto clinico, le disfunzioni, l’inarrestabile decomposizione, e infine la livida, oggettuale oscenità della morte. La storia personale retrocede, così, a gelida anamnesi; le relazioni con gli altri si risolvono nella chimica di «scambi quotidiani di fluidi corporei» e così via. Ma dietro l’apparente, anatomico rigore di questa cifra cinica cova un’inquietudine segreta, che l’autore ritiene opportuno e decoroso non esibire in pubblico: uno spazio davvero privato (privato anche dell’afflato lirico) in cui la consolazione – o più esattamente l’illusione – della poesia, se mai c’è stata, se mai è transitata nelle pieghe meno appariscenti delle vicende ‘fisiologiche’ riferite, nell’aura di quelle corporeità cosali, ormai è sublimata e intestimoniabile”, si legge nella prefazione di Simone Giorgino.

Nel corso della serata, lo stesso Giorgino, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Salento, coordinatore del Centro di Ricerca Pens–Poesia Contemporanea e Nuove Scritture, e Fabio Tolledi, direttore artistico di Astragali Teatro, dopo un’introduzione di Lucio Antonio Giannone, docente di Letteratura italiana contemporanea dell’Università del Salento, leggeranno il “Cantico del mare” del poesta salentino Girolamo Comi (1890 – 1960) con incursioni musicali di Mauro Tre e Gianluca Milanese.  Comi occupa una posizione a sé stante nel panorama della letteratura italiana del novecento. Estraneo a tutte le correnti e le tendenze poetiche del secolo scorso, ha condotto per tutta la vita una coerente, solitaria, ardua ricerca di tipo spirituale, rifiutando il mestiere del letterato, incurante della notorietà e del successo. Ha pubblicato le sue opere in autoedizioni, quasi sempre in numero assai ridotto di esemplari, che hanno avuto perciò scarsissima diffusione non solo tra i lettori ma anche tra gli addetti ai lavori. Recentemente per Musicaos è uscito il volume “Girolamo Comi – Poesie” che ripropone, a cinquant’anni dalla scomparsa, le tre raccolte poetiche maggiori, ormai da tempo irreperibili (Spirito d’armonia, 1954), Canto per eva, 1958) e Fra lacrime e preghiere, 1966).

Sabato 1 agosto (ore 20 – ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria) nel Parco Archeologico di Rudiae torna il “Cantico dei cantici per lingua madre“. Al direttore artistico di AstràgaliFabio Tolledi e alle attrici della compagnia Roberta Quarta e Simonetta Rotundo si affiancherà la musica dell’Ensemble Montesardo composto dai soprano Ludovica Casilli e  Kairi Kosk e dai musicisti Livio Grasso Luca Tarantino, con un repertorio dei compositori Salomone Rossi Hebreo (“Libro primo di madrigali a cinque voci per cantar col chitarrone, Venezia 1600”) e Girolamo Melcarne detto Il Montesardo (“Amphiteatrum angelicum, Venezia 1612”). Tra i testi più misteriosi e segreti della tradizione sapienziale, presente nella Bibbia ebraica e cristiana, incessante canto d’amore dell’amata verso il suo amato e dell’amato verso la sua amata, “canto assoluto di amore e di conoscenza” il Cantico, in ebraico Shir hashirim, in latino Canticum canticorum, già nel nome dice il suo essere il più sublime di tutti i canti, il suo adagiarsi tra le nuvole. Un sublime che percorre, intatto, la riscrittura in neosalentino, centrata essenzialmente sulla forza sonora della lingua. “Ogni anno”, dice Fabio Tolledi, drammaturgo e regista dello spettacolo, “scompaiono nel mondo oltre 20 lingue madri, una ogni due settimane. Di questo passo nell’arco di un secolo la metà delle 5mila lingue che si parlano oggi sulla terra saranno estinte. Le parole vivono e muoiono come gli esseri naturali e quando una lingua sparisce non si perdono solo i testi ma muore un modo di comprendere la natura, di ragionare, di percepire il mondo, di metterlo in parole, di dire l’amore. La traduzione del più grande poema d’amore mai scritto, il Cantico dei Cantici, in una lingua madre che abbiamo chiamato neo-salentino va esattamente nel senso opposto: ritrovare una lingua e, insieme, il mondo che in questa lingua dimorava. Diciamo l’amore, la morte, il desiderio, l’illusione, lo smarrimento, tutte figure presentissime nel Cantico, in una lingua arcaica e potente. Una lingua dove il suono è più forte e avvolgente del senso”.

Durante l’estate tra Rudiae e le Cesine, il progetto Taotor (Andirabas) – il cui nome fa riferimento all’unico Dio messapico che si conosce grazie alle iscrizioni trovate all’interno della Grotta della Poesia di Roca – propone sette spettacoli e performance per accompagnare il pubblico verso “La Notte dei Poeti” del 4 settembre. La settima edizione dell’iniziativa della compagnia salentina dedicata alla poesia è uno spazio per dare voce a molteplici esperienze di scritture poetiche. La Notte dei poeti coglie la complessità della ricerca che si è sviluppata negli ultimi decenni e crea una possibilità di incontro tra chi scrive e chi va alla scoperta della scrittura attraverso la lettura e l’ascolto. Elabora una risposta a una necessità diffusa di conoscenza della poesia che però ha occasioni limitate di confronto.

Lunedì 10 agosto (ore 20 – ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria) spazio alla Festa per Rudiae per condurre gli spettatori all’interno del Parco Archeologico e raccontare, attraverso parole e suoni, la storia della città che ha dato i natali a Quinto Ennio (239-169 a.C.) considerato il padre della letteratura latina. Nell’area archeologica sono state portate alla luce tombe ipogee scavate nella roccia e tratti delle monumentali fortificazioni messapiche, oltre a strade basolate ed edifici pubblici di Età romana. Nel “Fondo Acchiatura” è possibile visitare le strutture archeologiche messe in luce nel corso dei vecchi scavi degli anni ’50, ovvero le due strade basolate ortogonali, il luogo di culto e l’ipogeo ellenistico. L’Anfiteatro, costruito durante il regno di Traiano (98-117 d.C.), è immerso in una cornice di ulivi secolari arricchita dalle tipiche architetture rurali (muretti a secco, torri colombaie). Domenica 16 agosto (ore 21 – ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria) alle Cesine una serata dedicata ai versi di Salvatore Toma, poeta salentino scomparso nel 1987, con le voci di Salvatore Della Villa, Simone Franco, Simone Giorgino, Carla Guido, Piero Rapanà, Fabio Tolledi e la musica di Mauro Tre, Gianluca Milanese, Roberto Gagliardi. Venerdì 4 settembre (ore 20 – ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria) a Rudiae ultimo appuntamento con “La notte dei poeti” con la partecipazione di Antonio Prete, Silvana Kutz, la presentazione di “Antologia dei poeti maledetti” di Vittorio Pagano e le musiche dell’Oles Ensemble.

Riconosciuta dal 1985 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come compagnia teatrale d’innovazione e diretta da quasi trent’anni dall’attore e regista Fabio Tolledi, Astràgali Teatro dal 2012 è sede del Centro Italiano dell’International Theatre Institute dell’Unesco ed è membro della Anna Lindh Euro-Mediterranean Foundation for the Dialogue between Cultures. Ha realizzato progetti artistici, spettacoli, attività in circa 30 paesi in tutto il mondo. Nel corso di questi anni numerosi lavori hanno trovato casa in molti siti in Italia e all’estero anche siti patrimonio dell’umanità dell’Unesco come Palazzo Topkapi, uno dei monumenti più importanti di Istanbul che fa parte delle “Aree storiche d’Istanbul”,  e come la Cittadella di Erbil, simbolo del Kurdistan iracheno.

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