martedì, Novembre 29, 2022
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Uccella, duro affondo a Bellanova e Blasi: “Da 2 anni non versano le quote al partito”

Uccella, duro affondo a Bellanova e Blasi: “Da 2 anni non versano le quote al partito”

Nuova polemica nel Partito Democratico leccese: a turbare la serenità della “comunità politica” in perenne agitazione, questa volta, è il licenziamento dalla Federazione annunciato da Umberto Uccella. A scatenare la decisione sarebbe stato il comportamento di due esponenti di spicco del partito, ovvero la viceministro Teresa Bellanova e il consigliere regionale, Sergio Blasi.

Uccella spiega che per sopperire alla mancanza di finanziamenti pubblici ai partiti, il Pd aveva deciso con accordo del 29 gennaio 2015 che gli eletti avrebbero versato alle casse comuni una quota mensile di 800 euro, allo scopo di risanare il debito pregresso e per mantenere l’attività della Federazione. Impegno che sarebbe stato onorato da Ernesto Abaterusso, Salvatore Capone e da Loredana Capone e Fritz Massa, sebbene quest’ultimi avrebbero accumulato qualche ritardo in alcune mensilità.

“Ciò che manca totalmente all’appello, da ventiquattro mesi – dichiara Ucella -, invece, è il contributo che avrebbero dovuto versare Teresa Bellanova e Sergio Blasi. Si tratta di complessivi € 38.400,00, il cui mancato versamento ha inciso in modo inequivocabile sullo stato finanziario di questa struttura del partito, determinando gli squilibri che, oggi, ognuno può vedere. E che comportano le conseguenze alle quali ho accennato”.

Per Uccella non ci sono tracce delle motivazioni di questo mancato impegno. Non solo, il rappresentante della Federazione si spinge ad affermare che in alcune conversazioni private, Blasi abbia ammesso di non poteva versare il suo denaro in Federazione, “perché, a suo dire, essa coincideva con la segreteria particolare di Abaterusso”: “Bellanova e Blasi, con quel gesto di inqualificabile vergogna – tuona -, sono venuti meno alla propria storia ed alla cultura politica di cui si sono nutriti nel trentennale corso della loro esperienza politica. Ed, oggi, proprio perché io stesso provengo da quella stessa storia, sento verso di loro una distanza abissale, incolmabile, sul piano dei rapporti umani e su quello morale. Tale, a mio giudizio, che il loro gesto non possa assolutamente restare senza conseguenze sul piano politico e su quello di ulteriori ambizioni e aspettative di candidatura da parte loro”.

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