TURISMO IN PROVINCIA DI LECCE

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DATI SUL TURISMO IN PROVINCIA DI LECCE: PRESENTATO IL REPORT REALIZZATO DA PREFETTURA, PROVINCIA, COMUNE DI  LECCE,   CAMERA DI COMMERCIO E ISTAT

E’ stato presentato questa mattina, nella sala giunta di Palazzo Adorno a Lecce, il report statistico “Turismo nella provincia di Lecce: prospettive e opportunità di sviluppo” realizzato su iniziativa del Gruppo di lavoro permanente in materia statistica coordinato dalla Prefettura di Lecce, che mette in rete le competenze degli Uffici di statistica della Prefettura, della Provincia, del Comune di Lecce e della Camera di commercio, con il supporto scientifico dell’Istat – Sede territoriale per la Puglia.

A presentare i risultati contenuti nella pubblicazione e a fornirne una prima lettura sono intervenuti il prefetto di Lecce Claudio Palomba, il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, l’assessore al Turismo del Comune di Lecce Luigi Cloclite, il presidente della Camera di Commercio Alfredo Prete. All’incontro con i giornalisti ha preso parte il direttore generale della Provincia di Lecce Giovanni Refolo e le componenti del Gruppo di lavoro permanente in materia statistica, autrici della pubblicazione.

Il report statistico sul turismo descrive, attraverso numeri e percentuali, la recente evoluzione del settore turistico nella provincia di Lecce, con l’intento di offrire ad istituzioni, operatori economici e cittadini una visione complessiva del fenomeno e spunti di riflessione sulle opportunità di sviluppo.

In apertura, il prefetto di Lecce Claudio Palomba ha ringraziato “il gruppo di lavoro che ha puntualmente individuato aspetti importanti del settore turismo” ed ha evidenziato come la pubblicazione possa offrire “spunti interessanti agli operatori del settore”.

Il prefetto si è quindi soffermato su alcune criticità del sistema che emergono dai dati: “La concentrazione del turismo è in alcuni Comuni, mentre lo sforzo che stiamo facendo tende a superare proprio questa stagionalizzazione dei flussi. Partiamo proprio dalle criticità, quindi, anche se i dati sono favorevoli. Soffriamo i collegamenti che non sono corrispondenti al trend di crescita del territorio. Il Salento è una miniera sotto il profilo del turismo e allora lo sforzo che dobbiamo fare deve essere proseguire a lavorare in perfetta sinergia per il bene comune”, ha detto il prefetto che ha anche annunciato la convocazione del primo tavolo tecnico per l’attuazione del Distretto turistico per l’11 gennaio prossimo sul tema della semplificazione ed ha, infine, posto l’attenzione sui rischi legati alla criminalità.

“Il percorso non sarà semplice perché viviamo un momento complesso. Ma ci stiamo sforzando affinché lo sviluppo del turismo si possa coniugare con il tema della sicurezza e del contrasto alle infiltrazioni malavitose. Ci potrebbero essere appetiti  che dobbiamo assolutamente evitare”, ha concluso Palomba.

L’assessore al Turismo del Comune di Lecce Luigi Coclite ha evidenziato: “Questa raccolta è significativa perché fornisce dati oggettivi, numeri di quanto accaduto negli ultimi anni. La crescita del turismo negli ultimi cinque anni nel Salento è totalmente contraria a quanto accaduto nel resto d’Italia. Il Salento riporta un segno positivo che è difficile trovare nel resto della nazione”.

Il presidente della Camera di commercio di Lecce Alfredo Prete ha commentato: “E’ un’ottima indagine. Dai dati si può e si deve partire per capire meglio ciò che ruota intorno all’industria del turismo. Viviamo un momento difficile. Ci sono piccole e medie imprese ormai al collasso, la pressione fiscale è elevatissima. Se c’è una piccola luce che ci viene dal turismo accogliamola benevolmente. Il Salento ha oggi sicuramente un grande appeal a livello nazionale e internazionale, ma rimaniamo con i piedi per terra, non cadiamo nell’autoesaltazione. Il comparto turistico influisce solo per il 6-7 per cento sul PIL salentino, anche se ha delle performance di crescita molto interessanti ed è  trasversale. Non dimentichiamoci che siamo partiti dall’anno zero. I numeri non sono esaltanti e c’è ancora tanto da lavorare, per esempio sulla qualità e la professionalità di chi sta a contatto con i turisti”. Prete ha anche sollecitato, da imprenditore, una riduzione della burocrazia nel settore.

Il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone ha quindi chiuso la presentazione del report con il suo intervento: “I dati sono significativi e serviranno nei vari tavoli sul turismo che saranno convocati. Il Salento è cresciuto. E’ vero, siamo partiti dall’anno zero, ma siamo cresciuti. Ci sono dati critici. Ad esempio, le presenze concentrare in pochi giorni che non permettono di ‘coccolare’ i turisti. Ancora, la concentrazione dei turisti in alcune località, come Lecce, Gallipoli, Porto Cesareo a fronte di tanti piccoli Comuni che offrono la possibilità di vivere esperienze diverse. Questo dato va rafforzato, i processi vanno guidati e non subiti. Anche il percorso della burocrazia zero va intrapreso. Ma il Salento ha già una ricchezza che dimostra questo tavolo, e cioè che, in questo territorio, si fa squadra”.

“Il percorso è solo all’inizio. E’ necessario coinvolgere di più le scuole sulle quali in questi anni l’Amministrazione provinciale, da Ria a Pellegrino fino ad oggi, ha investito, costruendo e dotando di tutte le attrezzature tanti istituti alberghieri disseminati sul territorio che formano i giovani salentini a cui gli operatori turistici devono dare l’opportunità di lavorare. Dobbiamo compiere un salto di qualità migliorando i servizi”, ha proseguito Gabellone.

Infine, un accenno anche al trasporto pubblico chiamato in causa da più parti. “Questa Provincia è la prima in Puglia che si è già dotata di un Piano di trasporto pubblico locale, che prevede il collegamento tra Lecce e l’aeroporto di Brindisi. E’ un passaggio storico”, ha concluso il presidente Gabellone, ricordando come quest’estate Salentoinbus abbia sfiorato quota 700mila passeggeri.

Il progetto per la redazione del report statistico “Turismo nella provincia di Lecce: prospettive e opportunità di sviluppo” è stato diretto dal viceprefetto aggiunto della Prefettura di Lecce Emanuela Pellegrino, con il coordinamento scientifico di Monica Carbonara, ricercatrice Istat, e la partecipazione dei funzionari statistici: Grazia Brunetta per la Provincia di Lecce, Eugenia Catanese per il Comune di Lecce e Antonella Pulimeno per la Camera di Commercio.

SINTESI DEI PRINCIPALI RISULTATI – I flussi turistici. Il 2015 ha segnato un nuovo ritorno alla crescita dei flussi turistici provinciali che, contando 915 mila arrivi e 4,3 milioni di presenze, sono aumentati, rispetto al 2014, del +6,0 per cento nel numero di turisti e del +1,3 per cento in termini di pernottamenti. Nel biennio precedente (2013 e 2014), invece, il trend di continua e consistente crescita che dall’inizio del millennio fino al 2012 aveva portato al raddoppio dei flussi turistici, ha manifestato una battuta d’arresto, dovuta soprattutto al minor numero di visitatori italiani.

Diversamente, il numero di turisti stranieri non ha mai mostrato rallentamenti nella crescita. Basti pensare che nel 2015 gli stranieri che hanno scelto di visitare la provincia sono aumentati, rispetto al 2009, del +84,0 per cento. Il loro peso sul complesso dei visitatori, tuttavia, è ancora ridotto e pari a meno di un quinto del totale.

I flussi turistici della provincia si caratterizzano per essere estremamente concentrati in un numero esiguo di comuni, oltre che in un ristretto periodo dell’anno.

Nel 2015 i comuni di Lecce, Otranto, Gallipoli e Ugento hanno convogliato, da soli, il 62,4 per cento degli arrivi ed il 59,1 per cento delle presenze. Il capoluogo di provincia è la principale area di approdo con oltre 234 mila arrivi (25,6 per cento del totale), mentre il comune di Ugento registra la percentuale più alta di pernottamenti (18,7 per cento). I 72 comuni non litoranei della provincia hanno visto arrivare solo il 9,5 per cento dei turisti complessivi. Negli ultimi anni, inoltre, le aree dell’entroterra sono andate incontro ad una consistente riduzione dei flussi. Al contrario, il capoluogo ed i comuni litoranei hanno registrato gli incrementi maggiori.

La stagionalità dei flussi è per la provincia decisamente marcata, più che nel resto di Puglia e Italia. Basti pensare che nel 2015 le presenze registrate ad agosto sono quasi 50 volte superiori a quelle registrate nel mese di minore afflusso, gennaio. I turisti, inoltre, permangono in media per periodi sempre più brevi, 5,1 giorni nel 2009 e 4,7 nel 2015, tuttavia la permanenza media nella provincia è superiore a quella pugliese e italiana.

La ricettività del territorio. Dal 2009 al 2015 l’industria dell’ospitalità ha mostrato tassi di crescita superiori a quelli registrati, nello stesso periodo, dai flussi turistici. Gli esercizi ricettivi sono cresciuti del +24,3 per cento, risultando nel 2015 pari a 2.040 unità. I posti letto messi a disposizione sono aumentati del +20,6 per cento raggiungendo le 87.748 unità.

La capacità ricettiva complessiva si distribuisce per il 35,7 per cento dei posti letto negli esercizi alberghieri e per il 64,3 per cento negli extra-alberghieri.

Tra gli alberghi prevale soprattutto l’offerta delle strutture di livello medio-alto (tre e quattro stelle) che concentrano il 96,0 per cento dei posti letto della categoria, mentre i posti disponibili in strutture lusso ed extra-lusso sono solo l’1,4 per cento del totale.

Tra gli esercizi extra-alberghieri oltre metà dei posti letto è offerto da campeggi, anch’essi prevalentemente di livello medio-alto. I bed & breakfast della provincia, pure numerosissimi (1.161 strutture) offrono nel complesso solo il 16,3 per cento dei posti letto extra-alberghieri. Gli agriturismi offrono il 9,7 per cento dei posti letto extra-alberghieri e risultano la tipologia che dal 2009 al 2015 ha mostrato il maggiore tasso di crescita, avendo raddoppiato in sei anni il numero delle strutture e incrementato i posti letto del +60,4 per cento.

Lecce è il comune della provincia con il maggior numero di esercizi ricettivi, contando 287 strutture tra cui 226 bed & breakfast. Il primato per il numero di posti letto, invece, spetta ad Otranto con 16.220 unità. Otranto è anche il comune che, rispetto al 2009, ha registrato la maggiore crescita in termini di capacità ricettiva, con quasi 5 mila posti letto in più.

Le imprese della filiera turistica. Prendendo in considerazione non solo le strutture ricettive, ma anche le altre attività legate, direttamente o indirettamente all’industria turistica (ristorazione e intrattenimento di vario genere), alla data del 30 settembre 2016 si contano 6.254 imprese registrate, rappresentanti il 9 per cento del tessuto imprenditoriale salentino. Rispetto al 2009 esse sono cresciute, nel complesso, del +30 per cento.

In particolare gli stabilimenti balneari sono aumentati di oltre il 51 per cento, passando da 91 nel 2009 a 138 imprese nel 2016. Sono aumentati sia i ristoranti con somministrazione cresciuti del 16 per cento passando da 1.416 a 1.641 attività, sia i ristoranti senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto, cresciuti in misura ancora maggiore (53,4 per cento) passando da 371 nel 2009 ai 569 nel 2016. Le attività dello street food, il cibo da strada, registrano una vera e propria impennata (+224,4 per cento) passando da 41 attività a 133.

Considerando i principali centri turistici della provincia, le imprese connesse con l’attività turistica sono cresciute soprattutto nel comune di Porto Cesareo, che nell’arco temporale considerato ha registrato un vero e proprio exploit con un incremento del 54,5 per cento. Anche Ugento ha registrato una crescita notevole (+38,7 per cento), mentre nel comune di Otranto l’incremento è stato più contenuto (+18,8 per cento).

I lavoratori dipendenti. Nel 2015 i servizi di alloggio e ristorazione della provincia di Lecce si sono avvalsi, nel complesso, della collaborazione di 20.387 lavoratori dipendenti, per un totale di 2.566 mila giornate retribuite. Ciascun lavoratore ha visto corrisposti in media 126 giorni di retribuzione, un numero relativamente basso se confrontato con la media pugliese e italiana, caratterizzandosi, la realtà locale, per la concentrazione delle attività legate al turismo in periodi dell’anno relativamente brevi.

Per effetto della elevata stagionalità, il peso della componente legata alle strutture di alloggio e ristorazione, sul complesso dell’occupazione dipendente (esclusa agricoltura), varia sensibilmente nell’arco dell’anno, raggiungendo il valore massimo nel mese di agosto (16,3 per cento dei dipendenti), il valore minimo nel mese di febbraio (7,6 per cento) e risultando, in media d’anno, pari all’11,0 per cento.

Dal 2010 al 2015 si è registrato un incremento del +12,7 per cento nel numero di dipendenti e del +17,3 per cento nelle giornate retribuite, in controtendenza con la sostanziale stabilità osservata per le attività non turistiche. Le variazioni positive riscontrate localmente, inoltre, risultano più accentuate di quelle registrate nello stesso periodo a livello regionale e nazionale.

I servizi di alloggio e ristorazione della provincia si caratterizzano per la prevalenza di lavoro femminile. Nel 2015, infatti, il 51,7 per cento dei dipendenti del settore è donna. La partecipazione femminile risulta decisamente più elevata se confrontata con le restanti attività economiche della provincia, dove le donne costituiscono il 41,1 per cento dei dipendenti.

Le attività turistiche della provincia, inoltre, contano su una forza lavoro sostanzialmente giovane. Il 41,2 per cento dei dipendenti del comparto ha meno di 30 anni ed il 65,6 meno di 40 anni.

Nel 2015, infatti, considerando tutti i giovani fino a 29 anni di età che hanno sottoscritto un contratto di lavoro dipendente, si osserva che il 28,1 per cento di essi ha lavorato nel comparto turistico. La rilevanza del settore si riduce notevolmente per le classi di età più anziane.

I giovani e le donne, che, come si è visto, rappresentano le quote più consistenti di lavoratori in ambito turistico, sono anche le fasce di dipendenti con un numero medio di giornate retribuite per lavoratore più basso.

La qualifica prevalente è quella di operaio (91,2 per cento dei dipendenti), mentre risulta esiguo il  numero di impiegati (5,6 per cento) e di apprendisti (3,0 per cento). Quadri e dirigenti costituiscono un residuo 0,1 per cento.

Le forme contrattuali a termine prevalgono rispetto ai rapporti più stabili. Nel 2015, infatti, esse hanno interessato, nel complesso, il 57,1 per cento dei dipendenti. In particolare il 39,8 per cento dei lavoratori ha stipulato un contratto a tempo determinato ed il 17,3 per cento un contratto a termine di tipo stagionale. I lavoratori con contratto a tempo indeterminato hanno rappresentato, invece, una quota inferiore, pari al 42,8 per cento dei dipendenti complessivi. Per contro, la maggior parte delle giornate di lavoro è stata retribuita nell’ambito di contratti a tempo indeterminato (61,3 per cento dei giorni totali), essendo tale tipologia caratterizzata da periodi lavorativi mediamente più lunghi.

I lavoratori stagionali, sono la componente occupazionale cresciuta maggiormente dal 2010 al 2015, avendo triplicato il numero di lavoratori interessati e l’ammontare di giornate retribuite.

Il Distretto turistico del Salento. L’art. 3, comma 4, del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, ha previsto la possibilità, con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di istituire i “Distretti turistici” nelle aree a vocazione turistica, con l’obiettivo di riqualificare e rilanciare il sistema turistico, accrescere lo sviluppo economico e l’efficienza del territorio, migliorare l’organizzazione e l’offerta dei servizi, assicurare alle imprese agevolazioni di natura amministrativa, fiscale e finanziaria nonché maggiori opportunità di investimento, di accesso al credito e di semplificazione nei rapporti con le pubbliche amministrazioni.

I Distretti in questione costituiscono “zone a burocrazia zero”, con conseguente applicazione a tutte le aree e gli immobili ricadenti nel loro ambito delle speciali misure di semplificazione e di agevolazione connesse al regime delle zone a burocrazia zero, con vantaggi per imprese e cittadini in termini di maggiori garanzie di semplificazione degli adempimenti burocratici.

Il successo del Distretto dipende molto dalla capacità delle imprese del territorio di integrarsi e “fare sistema”. In tale ottica, la normativa sui Distretti turistici ha richiesto espressamente la “costituzione in rete” delle imprese ricadenti nell’ambito del Distretto, quale condizione necessaria per usufruire delle importanti agevolazioni amministrative, finanziarie, per la ricerca e lo sviluppo.

L’8 marzo 2016, con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, è stato istituito il Distretto turistico del Salento al quale hanno scelto di aderire, con la sottoscrizione di un apposito Protocollo d’intesa, tutti i 97 Comuni della provincia oltre a soggetti pubblici e privati che operano nel settore.  Promotrice del progetto è stata la Prefettura di Lecce che, con il coinvolgimento della Regione Puglia e delle competenti Istituzioni locali, ha illustrato al territorio i benefici conseguenti all’istituzione del Distretto.

Al fine di garantire concreta operatività al citato Distretto turistico e armonizzare le iniziative e le procedure amministrative all’interno dello stesso, è prevista la sottoscrizione di un Accordo di programma, nel quale vengono, tra l’altro, contemplati un Protocollo di garanzia della legalità nelle attività produttive e un Protocollo volto all’istituzione della Consulta provinciale per l’attuazione della zona a burocrazia zero e della semplificazione. Saranno, inoltre, attivati tavoli tecnici tematici per esaminare le questioni concernenti: accesso al credito e agevolazioni finanziarie, semplificazione e attuazione della zona a burocrazia zero, contratti di rete e progetti pilota.

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