Tremonti indagato per corruzione.

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L’ex ministro: “Mai chiesto nulla a Finmeccanica”

Non ho mai chiesto o sollecitato nulla ed in nessun modo da Finmeccanica“. Lo assicura l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, oggetto di un’indagine su una presunta tangente e per cui sono scattate perquisizioni nel suo studio. “Ben prima di entrare nel governo, insediatosi venerdì 8 maggio 2008, mi sono cancellato dall’ordine degli avvocati e sono uscito dallo studio in base ad atto notarile e perizia contabile. Ci sono rientrato solo nel 2012, un anno dopo la fine del governo, come prescrive la legge. Nel durante ho interrotto tutti i rapporti con lo studio”, premette Tremonti.

L’operazione DRS-Finmeccanica, ricorda, “ha interessato e coinvolto la politica industriale e militare di due Stati. Come risulta dai documenti SEC e Consob, l’operazione è iniziata nell’ottobre 2007 ed è stata conclusa lunedì 12 maggio 2008. Anche seguendo il calendario, si può dunque verificare che, per la sua dinamica irreversibile e per la sua natura internazionale, l’operazione non era da parte mia né influenzabile, né modificabile, né strumentalizzabile. In questi termini, non ho mai chiesto o sollecitato nulla ed in nessun modo da Finmeccanica”. Anche per questo, conclude, “come sempre, ho assoluta fiducia nella giustizia”.

I carabinieri del Nucleo investigativo di Milano stanno perquisendo in queste ore lo studio milanese dell’ex ministro, il ‘Tremonti Vitali Romagnoli Piccardi Associati’ di via Crocefisso. L’attività è stata disposta dai magistrati milanesi nell’ambito di una indagine sulla presunta mazzetta da 2,4 milioni versata nel 2009 da Finmeccanica come consulenza allo studio. Si tratta di un’inchiesta nell’ambito della quale, ha scritto in mattinata il ‘Corriere della sera’ Giulio Tremonti sarebbe indagato per corruzione.

“Il ‘Corriere della Sera’ conferma la sua funzione di portavoce della Procura di Milano regalandoci lo scoop dell’indagine su una presunta tangente di Finmeccanica”, reagisce Gianfranco Rotondi, deputato di Forza Italia ed ex ministro. Una presunta tangente che “non è altro – spiega – che il pagamento di una prestazione professionale a uno studio che aveva sempre avuto tra i propri clienti Finmeccanica, ma tant’è: Tremonti è il capitolo odierno di una operazione da me chiamata ‘un ministro al mese’. La finalità è di dimostrare, in una suprema dannazione della memoria, che il governo Berlusconi era il governo della malavita”.

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