Segnali di unità a sinistra del Pd: insieme anche nel Salento per il “no” al referendum sul taglio dei parlamentari

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Si è costituito a Lecce il Comitato salentino per il “no” al referendum sul taglio dei parlamentari.

Ne fanno parte diverse sigle: Anpi, Arci, Laboratorio di sociologia critica, Link, Udu, Fronte politico costituzionale, Prc, Pci, Psi, Sinistra Italiana, Potere al Popolo. E le adesioni, come fa sapere il referente prof. Fabio De Nardis, continuano a giungere.

A sinistra del Pd, insomma, c’è aria di unità, almeno per quanto riguarda questa battaglia. Il Partito democratico, invece, non è pervenuto. Perché farà votare “sì”: in cambio, come spiegato dal segretario Nicola Zingaretti, ha chiesto modifiche ai regolamenti parlamentari e alla legge elettorale.

Ma Romano Prodi, che il Pd lo ha fondato, ha fatto sapere, invece, che è per il “no”. Una posizione imbarazzante per i dem, cui tocca il compito di barcamenarsi tra l’esigenza di tenere in piedi il governo e quella di non poter chiudere la porta in faccia al padre nobile del partito.

Il mondo a sinistra del Pd, invece, si dimostra unito e coeso, bollando come propaganda la battaglia pentastellata per il taglio dei parlamentari. Pur nei suoi mille rivoli, annoso e storico problema della sinistra italica, le varie sigle, in sostanza, rappresentano un fronte unitario.

“Per l’ennesima volta la classe politica italiana, seguendo un’ondata qualunquistica, cerca di stravolgere i fondamenti della rappresentanza democratica e della nostra Costituzione solo per fini elettoralistici, senza alcun disegno organico di riforma della politica“, spiega il Comitato leccese per il “no”.

“I mali della nostra democrazia si combattono producendo più democrazia, non peggiorando le condizioni della rappresentanza degli interessi sociali. Il 20 e 21 settembre voteremo “no” perché siamo convinti che il malaffare si combatta combattendo gli affaristi, non colpendo gli istituti costituzionali. 95 centesimi all’anno di risparmio non ci sembra una buona ragione per destrutturare la nostra Costituzione, quando privilegi, sprechi, disuguaglianze, ingiustizie reali non vengono affrontate”.

Il Comitato sottolinea, poi, che “votare “no” è anche un voto per il sud dal momento che la riduzione dei parlamentari colpirebbe soprattutto le Regioni più piccole e del Meridione, già ora debolmente rappresentate rispetto alle Regioni del Nord. Invitiamo le cittadine e i cittadini a mobilitarsi e votare no per la nostra Costituzione e per una reale riforma della politica, dei partiti e della società tutta”.

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