Scuole dell’infanzia, Salvemini spegne gli allarmismi e chiarisce: «Nessuna chiusura»

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«Le scuole dell’infanzia di Lecce non chiudono»: esordisce così il sindaco, Carlo Salvemini, intervenendo con un post sulla sua pagina Facebook, in cui risponde all’allarmismo generato in queste ore da alcune ricostruzioni politiche nate sul nuovo dimensionamento delle scuole d’infanzia comunali.

Il primo cittadino spiega che, giovedì mattina, ha illustrato nella Commissione pubblica istruzione la delibera di Giunta con la quale approvare il nuovo dimensionamento delle scuole dell’infanzia comunali, ritenendo doveroso in quella sede illustrare le motivazioni del provvedimento e chiarire ai consiglieri comunali possibili dubbi.

«Dal 2021/22 – precisa Salvemini – le attività educative delle scuole Banda Bassotti e Cappuccetto Rosso saranno assicurate non più dal personale comunale ma dalle scuole pubbliche Istituto Comprensivo Alighieri – Diaz e Livio Tempesta. Ai due istituti statali sarà trasferita anche la facoltà di utilizzo degli edifici scolastici e delle suppellettili (banchi, giochi, armadietti, etc). Tradotto in termini più semplici, significa che i bambini non dovranno cambiare scuola, cambierà solo la direzione delle attività educative: oggi comunale, dall’anno prossimo statale».

Salvemini sottolinea che a cambiare edificio scolastico, anche sulla base di valutazioni legate alla idoneità degli attuali spazi, saranno solo i bambini che oggi frequentano il primo e secondo anno dell’istituto Saraceno (ad oggi frequentato da 32 piccoli alunni, una parte dei quali l’anno prossimo andrà in prima elementare) che saranno accolti nelle classi della scuola dell’infanzia Cesare Battisti (distante 500 metri) e dell’Alighieri Diaz (800 metri). Una valutazione che ha tenuto conto anche della scadenza dell’affidamento della gestione alla Congregazione delle Suore della Carità a giugno 2021.

«Questo cambiamento – chiarisce – asseconda una tendenza in atto da tempo, cioè quella di includere fin dall’infanzia i bambini nel percorso “verticale” degli istituti comprensivi statali (che comprendono infanzia e primaria e accolgono in città ormai il 90% dell’utenza), che abbiamo scelto di accelerare anche per il contestuale pensionamento del personale educativo comunale, con sette unità collocate a riposo nel triennio ‘19-‘21. Nel giro di qualche anno, quindi, l’intera domanda di iscrizioni alle scuole dell’infanzia sarà garantita attraverso l’offerta dei tanti istituti statali presenti in città. Anche con l’opzione – per chi lo desidera – del metodo Montessori».

Salvemini ricorda che, come ha spiegato l’assessore Fabiana Cicirillo ai rappresentanti dei genitori, incontrati giovedì ed informati per tempo di questo passaggio di consegne, questa fase non comporterà l’interruzione delle attività educative per nessun bambino: «Tutto è stato preparato – precisa – anche grazie alla disponibilità e alla professionalità dei dirigenti degli istituti compresivi statali e dell’Ufficio scolastico provinciale».

«Nonostante queste comunicazioni trasmesse dall’amministrazione – aggiunge -, leggo dichiarazioni allarmate che riferiscono di chiusure delle scuole, di interruzioni di servizio, di forzato trasferimento di tutti i bambini in altre sedi. Con questo messaggio mi incarico di ribadire con identica chiarezza lo stesso messaggio già espresso nei giorni precedenti: i bambini che frequentano le scuole dell’infanzia di Via delle Anime e Via Vecchia Frigole potranno anche a settembre continuare a frequentare i rispettivi istituti».

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