SANREMO

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SI LAVORA PER IL PUBBLICO IN PRESENZA

La Rai conferma che il Festival si svolgerà, come annunciato, dal 2 al 6 marzo e lavora per la presenza del pubblico all’Ariston.

Secondo quanto si vocifera, la rotazione quotidiana tra operatori provenienti da diverse zone della Liguria, inoltre, metterebbe al riparo la Rai anche da chi volesse polemizzare sulla ‘sottrazione’ di personale al sistema sanitario in un momento in cui la crisi è ancora aperta. Per medici e infermieri si tratterebbe insomma di trascorrere una serata al festival con rientro nei luoghi di provenienza già in nottata, a fine della serata del festival.

Sembra tramontare, però, l’ipotesi di una nave come ‘bolla’ per accogliere gli spettatori da portare poi in teatro ogni sera, mentre per la sala stampa l’orientamento sarebbe quello di una drastica riduzione del plotone degli accreditati:L’ipotesi a cui si starebbe lavorando è di una presenza molto ridotta di cronisti: si parla di un numero sotto il centinaio. Molto lontano dagli oltre mille della tradizione, tra stampa, radio e tv. Ma anche sull’orario di apertura dell’eventuale sala stampa ci sarebbero più ipotesi. Lasciare la sala stampa aperta dalla mattina a notte fonda, come accadeva prima del Covid, sembra irrealizzabile; dunque si ipotizza l’apertura per la sola conferenza di fine mattinata o una doppia apertura per la conferenza stampa e durante la diretta del festival. L’apertura durante la serata, in particolare, sarebbe indispensabile nel caso si volesse mantenere inalterato il regolamento che prevede il voto dei giornalisti della sala stampa. Il problema però potrebbe anche essere risolto attraverso un sistema che consenta il voto da remoto. Tutti temi su cui l’organizzazione del festival è al lavoro per trovare una soluzione in tempi stretti. tutti nodi che saranno sciolti all’interno di un apposito protocollo, al quale lavora l’azienda, da sottoporre alle autorità competenti.


Il “festival della rinascita”, come Amadeus lo ha definito a più riprese, deve infatti fare i conti con la seconda ondata della pandemia e con le restrizioni anti Covid del nuovo Dpcm, valide fino al 5 marzo, nel pieno della settimana sanremese. Non a caso tra i temi della riunione di vertice alla quale hanno partecipato oggi l’organizzazione, lo stesso direttore e conduttore artistico e l’ad di Viale Mazzini Fabrizio Salini, c’è il protocollo sanitario e organizzativo che dovrà essere validato. Per domani, a quanto si apprende, sono previsti sopralluoghi in città per la definizione degli spazi compatibili con le norme anti contagio e una riunione con la questura per valutare tutti gli aspetti relativi alla sicurezza.
Non si esclude che almeno una parte del pubblico possa essere rappresentata dagli operatori sanitari, già vaccinati, anche in segno di omaggio a chi in questi mesi drammatici è stato in prima linea nella battaglia contro il virus. Quanto alla presenza dei giornalisti, potrebbero essere tra 70 e 80 gli accreditati, in rappresentanza dei diversi media, selezionati in base a criteri in via di definizione.
Ad esprimere preoccupazioni sull’organizzazione del festival, sono stati oggi i discografici, nelle parole del ceo di Fimi Enzo Mazza, che ha suggerito la realizzazione di “un evento sostanzialmente televisivo, limitato alla pura esibizione degli artisti e senza altre attività collaterali che possono fare esplodere i contagi, e con un protocollo concordato con il Comitato tecnico scientifico e trasmesso a tutti gli operatori”.
“Finora – ha argomentato Mazza – si è parlato soprattutto del contorno, delle preoccupazioni per ristoranti, commercianti, per il palco in piazza Colombo. Oppure si è parlato del pubblico e della nave come ipotesi per garantirne la sicurezza o dell’organizzazione della sala stampa. Ma il festival è fatto di tanti elementi, a partire dagli artisti in gara che dagli hotel devono essere portati all’Ariston per le prove e per le esibizioni, con regole molto precise per ridurre al minimo i rischi. Per quanto riguarda ciò che accade all’esterno, le regole ci sono e sono quelle previste dal nuovo decreto: se i concerti non si possono tenere, se i ristoranti sono chiusi, non capisco di che cosa stiamo parlando. Quelle disposizioni valgono per tutta Italia e quindi anche per Sanremo”. Per l’industria musicale, l’importante è anche fare presto: “Servono regole precise perché tutto va organizzato, a partire dalle uscite dei dischi”.

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