Sanità territoriale, Asl incontra i sindaci del distretto di Poggiardo

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Sanità territoriale, Asl incontra i sindaci del distretto di Poggiardo

É la sanità “di prossimità” che l’Asl Lecce sta ridisegnando nei suoi dieci distretti e che, ieri mattina nel Palazzo della Cultura di Poggiardo, il direttore generale Silvana Melli ha illustrato alla conferenza dei sindaci del Distretto socio sanitario di Poggiardo (diretto da Virna Rizzelli).

Per condividerne le finalità e spiegarne le applicazioni concrete, ben consci – ha sottolineato Melli – che “quindici comuni e nove frazioni, per un totale di oltre 45mila abitanti, rappresentano un’intelaiatura territoriale quanto mai complessa e con esigenze diverse, su cui la Asl sta tessendo una ‘tela’ nuova, in cui servizi e prestazioni siano un valore tangibile per i cittadini-utenti a cominciare dal Presidio Territoriale d’Assistenza e, al tempo stesso, sviluppi complementari, potenziati e riqualificati, rispetto alla sanità specialistica garantita dagli ospedali”.

Un lavoro “in divenire” basato sulla ricognizione dell’esistente e sulla programmazione puntuale dei prossimi passaggi che, necessariamente, devono puntare alla presa in carico dei pazienti nella fase di sub acuzie e cronicità lasciando all’ospedale l’esclusività nella fase acuta della patologia. «Stiamo affrontando un vero e proprio processo di cambiamento – le parole di Melli – che investe sia la struttura distretto sia il suo personale, ma anche la strumentazione tecnologica, con l’obiettivo di condividere azioni di miglioramento e ottimizzazione misurabili in quantità e qualità”.

A partire dai punti di forza attuali, come i Day service medici e chirurgici (passati da 145 a 327 in un anno), l’ambulatorio Piede diabetico (molto apprezzato dagli utenti), gli ottimi risultati dell’assistenza domiciliare attestata oltre il 6% della popolazione anziana rispetto al 4 del livello standard, gli ampi spazi dedicati agli ambulatori che ospitano 18 branche specialistiche (per 419 ore settimanali e con i nuovi ecografi), cui se ne aggiungeranno altre nuove (ad esempio la Ginecologia). Non più una semplice erogazione di prestazioni, ma in prevalenza attività specialistiche organizzate in ambulatori delle cronicità (diabete, scompenso cardiaco, ipertensione e broncopatia cronica ostruttiva) e percorsi assistenziali. Senza dimenticare, però, le debolezze su cui intervenire: dall’adeguamento delle sale d’attesa e della segnaletica per gli ambulatori alla migliore sistemazione del Consultorio familiare, oltre che la mancanza di uno spazio da utilizzare per convegni e formazione, oppure per incontri con i medici di base e i pediatri, associazioni e famiglie, ma soprattutto giovani sui quali investire per un più appropriato utilizzo del Servizio Sanitario Nazionale attraverso un’adeguata informazione e formazione.

Un percorso proiettato verso un futuro ravvicinato, su cui Asl Lecce è già all’opera e i cui contenuti saranno condivisi con i sindacati nell’incontro in agenda per il prossimo 31 marzo. Il piano di lavoro, in ogni caso, è stato prospettato ai sindaci: l’Unità di Degenza territoriale conterà su 12 posti letto (con 6 infermieri e altrettanti Oss); il Punto di Primo Intervento andrà verso la chiusura (troppo pochi 3 utenti al giorno), ma il servizio 118 sarà rinforzato e reso più sicuro dalla presenza dell’automedica; il Laboratorio Analisi sarà rimodulato in Centro prelievi, come previsto per tutti i PTA senza, peraltro, creare disservizio agli utenti; nei locali della Radiologia sarà sistemata la Risonanza Magnetica articolare. E ancora: si punta sui 28 posti letto da destinare a Residenza Sanitaria Assistenziale (da allestire nel terzo piano del distretto) e sono previsti ulteriori quattro posti rene per il Servizio Dialisi (portato da sei a dieci).

In uno scenario in movimento così tracciato, «un modello che prevede cooperazione e partecipazione – ha rimarcato il direttore generale – non può fare a meno del contributo degli attori del territorio, sindaci e comunità amministrate». Una linea condivisa dal sindaco di Poggiardo, Giuseppe Colafati, che a fine incontro ha commentato: «Abbiamo fatto un passo avanti in un clima cordiale, ma franco e diretto. È arrivato il tempo della concretezza: dopo un percorso lungo circa 15 anni nel corso del quale ci siamo sentiti in credito rispetto all’offerta sanitaria promessa, come conferenza dei sindaci ed amministratori del territorio abbiamo chiesto un cambio di marcia ed ottenuto la disponibilità del direttore generale Asl e del direttore di Distretto. Su alcuni punti critici, come ad esempio il punto di primo intervento, il laboratorio analisi e Tac, ci riserviamo una ulteriore valutazione, pur restando l’obiettivo ben definito: stabilire, mediante una strategia comune e condivisa, un cronoprogramma dettagliato che possa consentire di utilizzare al meglio una struttura dalle grandi potenzialità, a partire dalle due sale operatorie. Abbiamo apprezzato – ha poi concluso il sindaco Colafati –  la scelta di aprirsi alla discussione con il territorio e di confrontarsi con i bisogni e le problematiche di questa realtà territoriale».

 

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