Salario minimo, Gemma (Impegno Civico)

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“Necessario subito un salario equo per garantire ai giovani un futuro in Italia”

“Sul salario minimo, con Luigi Di Maio, abbiamo posto il problema almeno tre anni fa: è assurdo che ci siano persone nel nostro Paese pagate ancora 2-3 euro l’ora, così come è assurdo che famiglie in cui lavorano entrambi i partner abbiano stipendi così bassi da avere difficoltà ad arrivare a fine mese”. Lo dichiara Chiara Gemma, europarlamentare di Impegno Civico, che prosegue. “Anche in sede europea siamo sempre stati in prima linea in questa battaglia, ottenendo dalla presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, l’impegno a favorire un salario minimo adeguato a livello europeo. In Italia ci stavamo lavorando e il presidente Draghi aveva aperto un tavolo con le parti sociali. Ma Impegno Civico pone una questione ancora più ampia e di fondo: il tema non è soltanto quello di dover allineare l’Italia ai tanti altri Paesi che già lo hanno fatto, fissando la soglia minima dei 9 euro l’oraIl tema è anche la necessità di un salario equo – sottolinea l’europarlamentare – ci sono tanti giovani e meno giovani che hanno investito tempo, fatica e soldi nella loro formazione, che hanno accumulato esperienze importanti, spesso anche all’estero, e che oggi possono e vogliono dare il contributo alla crescita del Paese. Come si può pensare di lasciarsi scappare queste professionalità e questi talenti perché non siamo in grado di pagarli per quello che valgono davvero? Com’è possibile che si continui a permettere che si formino in Italia e poi vadano all’estero perché qui da noi non ricevono una retribuzione adeguata? Se il percorso professionale di una persona è ricco e denso di esperienze, è evidente che non ci si può fermare a rivendicare per loro l’applicazione del salario minimo. Ecco perché insistiamo con il concetto di salario equo, previsto peraltro dalle raccomandazioni europee: dobbiamo consentire ai nostri giovani di andare all’estero per scelta e non perché qui da noi gli stipendi non gli permettono di vivere in maniera dignitosa. L’Italia deve allinearsi agli altri Paesi nell’applicazione del salario minimo – conclude Gemma – ma deve anche fare un passo in più: istituire il salario equo e far sì che lavoratrici e lavoratori siano pagati per il contributo effettivo che danno alla società con la loro preparazione e il loro know how”

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