Rsa La Fontanella, denuncia della Cgil: “Ritardi nella rimozione della sospensiva, ma 104 posti geriatrici servono”

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La correlazione diretta tra i decessi nella rsa di Soleto La Fontanella e le carenze assistenziali e nutrizionali può essere stabilita solo dopo “una analisi ponderata dei singoli casi”.

Lo afferma in una nota la Asl Lecce che gestisce la struttura assistenziale dal 26 marzo, dopo l’ordinanza del Sindaco di Soleto Graziano Vantaggiato legata alla constatazione di una carenza nei servizi per mancanza di personale sanitario, verificatasi in seguito al contagio da Covid-19 di alcuni ospiti e di alcuni operatori della struttura.

Verifica “che al momento è in corso anche da parte della magistratura”, specifica l’Azienda sanitaria precisando che assicurerà “tutto il supporto necessario per l’accertamento dei fatti”.

Al momento della presa in carico della struttura da parte della Asl erano presenti 90 ospiti, alcuni dei quali portatori di disabilità gravi e in condizioni di non autosufficienza. “Abbiamo ripristinato una condizione igienico-sanitaria venuta meno nei giorni precedenti e abbiamo dato cura e assistenza medica e sanitaria agli ospiti”, specifica Asl. Ora ce ne sono 33 all’interno, 30 dei quali positivi al covid 19. Gli altri sono stati trasferiti presso strutture di ricovero o presso Case di Cura accreditate. Nei confronti dei pazienti presenti nella struttura “proseguono gli interventi sanitari e assistenziali garantiti dalla ASL sin dal 26 marzo”, specifica ancora l’Azienda.

Un vero e proprio focolaio quello determinatosi all’interno della residenza, con 88 casi di positività accertati tra pazienti e operatori sanitari, 23 uomini e 65 donne. “Un inferno” lo ha definito il primo cittadino di Soleto, fatto anche di disperate attese da parte dei familiari.

Per quanto attiene le condizione nutrizionale degli ospiti, considerando le loro condizioni di salute, la Direzione aziendale ha richiesto il 29 marzo una specifica relazione al Servizio di Dietetica e Nutrizione Clinica. Quindi, sulla base della verifica effettuata, sette pazienti “con non autosufficienza completa per pregressa grave disabilità” hanno seguito una nutrizione artificiale, che si caratterizza per l’uso di vari prodotti dietetici (addensante, acqua gelificata, ONS – Oral Nutrition Supplement), sacche per nutrizione enterale o parenterale. Dei sette, “quattro erano classificati come pazienti disfagici e tre come pazienti malnutriti”.

La correlazione diretta tra le carenze nei servizi, riscontrate in seguito al dilagare del contagio, e i decessi è, appunto, oggetto di verifiche. E anche i familiari dei pazienti pretendono completa chiarezza.

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