“Rotte variabili”: termina il 4 giugno la vacanza-studio in autonomia a Roma per gli studenti universitari di Lecce e Foggia

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Si conclude sabato 4 giugno 2022 la seconda esperienza di viaggio-studio a Roma e dintorni vissuta dagli studenti universitari di Lecce e Foggia partiti alla volta della Capitale italiana lunedì 30 maggio.

Come per la precedente esperienza in cui a viaggiare e conoscere le meraviglie della Caput Mundi sono stati gli studenti universitari di Bari, così anche questo nuovo esperimento in seno al progetto “Rotte variabili – Servizi inclusivi per studenti universitari” ha registrato un notevole successo insieme alla soddisfazione dei partecipanti, dei loro assistenti e, in ultimo ma non per ultimo, della cooperativa leccese “L’Integrazione”, promotrice ed organizzatrice dell’intero itinerario per il quale è stata garantita assistenza con personale qualificato, pullman attrezzato e soggiorno presso strutture accessibili a persone con disabilità.

Il progetto, lo ricordiamo, è nato in via sperimentale con gli universitari a Lecce nel 2017; successivamente, nel 2022, è stato esteso a tutti gli atenei pugliesi per consentire, ad un numero sempre maggiore di studenti, di prendere parte ad una vasta gamma di attività extrauniversitarie al solo fine di promuovere la piena inclusione sociale favorendo le occasioni di relazione interpersonale per aumentare la partecipazione degli studenti con disabilità alle iniziative culturali italiane, migliorare la qualità dei servizi per gli studenti con disabilità degli Atenei pugliesi, implementare, incoraggiare e rafforzare l’autonomia della persona, contribuire al benessere emotivo/psicologico, fisico e sociale oltre che culturale soddisfacendo i loro bisogni emotivi, formativi, culturali ed esperienziali.

Anche per questa seconda “tornata”, così come già verificatosi nel viaggio dal 2 al 7 maggio scorsi, il programma è stato ben articolato e non poco faticoso. Già dalle prime ore del 31 maggio ci si è messi in “marcia” per una visita al Terrazzo panoramico del Vittoriano, per poi passare nelle ore successive e nei giorni seguenti alla visita guidata al Colosseo, a Cinecittà, alla Fontana di Trevi,  Piazza di Spagna, Piazza Navona, il Pantheon, Tivoli e villa Adriana con le sue monumentali fontane. Per concludere, in bellezza, con la visita allo storico Palazzo Madama, antico edificio del XV secolo oggi sede del Senato della Repubblica.

Il progetto è stato sostenuto e finanziato da ADISU Puglia in collaborazione con l’Università del Salento e l’Università degli Studi di Foggia. La visita al Senato della Repubblica, in particolare, è stata resa possibile grazie al diretto interessamento della senatrice Paola Binetti che, sin da subito, ha accolto l’istanza della cooperativa adoperandosi immediatamente perché gli studenti partecipanti alla vacanza-studio potessero conoscere luoghi densi di storia e così significativi per la vita della Nazione.

La vera sfida resta la comprensione che la disabilità è una opportunità e mai un problema da evitare; perché se da un lato la “convivenza” con una persona con disabilità innesca una serie di conflitti interiori basati sull’assoluta volontà di garantire loro la miglior vita possibile, dall’altro persiste lo scontro con le disponibilità strutturali, assistenziali e umane della società.

L’esperienza che si va concludendo per i giovani universitari disabili a Roma non può essere ridotta ad una “gita fuori porta”: oltre il “visibile”, ossia oltre il bello di un itinerario didascalico ed affascinante, vi è il sacrificio misto alla gioia di chi accompagna questi giovani alla scoperta di luoghi che, in altri tempi, forse, sarebbero stati per loro inaccessibili. Tale impegno, però, comporta anche lo sforzo “invisibile” ma tangibile degli assistenti che, sin dalle prime ore dell’alba, devono attivarsi ogni santo giorno affinché il tutto possa procedere secondo i piani prefissati.

“Nessuna disabilità può essere considerata un dono del cielo o una benedizione – dichiara Veronica Calamo, presidente della Cooperativa “L’Integrazione” – ed un genitore può anche arrivare a chiedersi se la vita del proprio figlio disabile sia degna di essere vissuta. Un pensiero molto forte, ma è possibile e non può essere condannato, soprattutto nella consapevolezza che ogni genitore desidera sempre il meglio per i propri figli. La vita con una persona con disabilità comporta inevitabilmente delle rinunce e dei sacrifici per tutti i membri della famiglia e, per non dar vita a scompensi e malcontenti, è utile o addirittura necessario affidarsi ad un aiuto competente. È quello che si propone di fare, da anni, la cooperativa che mi onoro di guidare. La nostra più grande soddisfazione è che grazie a questo progetto, tutti gli atenei (oggi di Puglia ma un domani in qualsiasi regione d’Italia) possano sperimentare nuove opportunità fino a qualche tempo fa inimmaginabili”.

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