POLVERE E CORRENTE

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Presentazione e proiezione del documentario diretto da Andrea Mazzotta e Dario Brandi Subito dopo sul palco il cantautore Amerigo Verardi, gli Psycho Sun, band leccese che torna sul palco dopo anni di silenzio, e i brindisini Parte Lesa
Venerdì 19 settembre (ore 21.30 – ingresso gratuito), il casello Km 97 in via della Ferrandina sulla Lecce/Vila Convento, ospiterà la presentazione del progetto “Polvere e corrente”, documentario sulle scene musicali salentine degli anni ’80 e ’90 diretto da Andrea Mazzotta e Dario Brandi con la consulenza artistica di Gigi Colaci.

Alla serata interverranno i giornalisti Vincenzo De Filippi, Osvaldo Piliego, Ennio Ciotta e il regista Dario Brandi. Dopo la proiezione spazio ai live di Amerigo VerardiPsycho Sun e Parte Lesa; il primo è cantautore, musicista e produttore, voce dell’underground pugliese con alle spalle numerosi progetti tra cui Allison Run, Betty’s Blues, Lula, Lotus oltre alle esperienze da solista; gli Psycho Sun sono una storica band leccese indie-garage punk nata nel 1994 dall’incontro tra Stefano Todisco aka Tobia Lamare (voce e chitarra), Cesare Liaci (chitarra), Antonino De Blasi (basso) e Osvaldo Piliego (batteria), una delle formazioni più longeve della scena pugliese che torna ad esibirsi in un’unica data sul palco del Km 97; Parte Lesa è invece il gruppo alternative rock brindisino composto da Fanny Calò, Paolo Celeste e Marco Vierucci nato nel 2011 da un progetto della cantante (Fanny) “mezzosoprano prestato al punk e viceversa”. Il loro ultimo lavoro è l’album “Lo Scambio”.
Polvere e corrente è la ricostruzione di un percorso che parte dagli anni ‘80 per finire negli anni ’90, un viaggio alla scoperta della musica della provincia leccese, e non solo, di quegli anni. Dove e come nascevano i vari gruppi, cosa li spingeva a suonare, come ascoltavano e come “scambiavano” la musica? Attraverso la testimonianza diretta dei protagonisti si scopre un sud inedito fatto di band al passo con le sonorità che arrivavano da oltralpe e che, in luoghi improvvisati come cantine e garage impolverati purché dotati di corrente elettrica, provavano a trasformare una passione in una professione.

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