POLI BORTONE: SUD SEMPRE PIU’ IN GINOCCHIO NELL’UE. E’ ORA DI MUOVERCI

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POLI BORTONE: SUD SEMPRE PIU’ IN GINOCCHIO NELL’UE. E’ ORA DI MUOVERCI

Non si può che convergere sul grido dall’allarme lanciato dall’amministratore delegato dell’azienda Divella che ha denunciato con forza e coraggio l’ennesimo colpo mortale dell’Europa nei riguardi del Sud Italia. Si tratta della decisione nella Commissione Europea di ritenere  la decontribuzione Sud, cioè lo sgravio contributivo a favore delle imprese del Centro Sud, incompatibile col quadro di aiuti di Stato che la Commissione Ue consente. Una misura assunta sin dal 2020 e che sarebbe dovuta rimanere in vigore sino al 2029 e che dunque poteva, almeno in parte, agevolare le aziende di una parte d’Italia che soprattutto dal 2011 in poi stanno soffrendo a causa di tante, troppe, situazioni negative concomitanti. Chi aveva organizzato i suoi piani operativi contando sulla vigenza dell’intervento sino al 2029 oggi vive all’improvviso una grande incertezza per la sorte della propria azienda, soprattutto nel settore alimentare, già tanto duramente colpito dalla vicenda grano e dall’aumento del prezzo. Una incertezza che riguarda anche il costo del lavoro con tutte le conseguenze negative che possiamo facilmente immaginare per l’occupazione. Divella chiama giustamente il governo ad assumersi urgentemente le sue responsabilità. E’  da compiere un atto di coraggio nei confronti della Commissione Ue. Da parte nostra ci chiediamo a che serve avere nella Commissione un commissario europeo per gli affari economici, a che serve avere parlamentari europei e nazionali che non hanno la forza di difendere l’economia dei propri territori. Non vorremmo dopo aver invocato da destra negli anni di Almirante, la nascita di un’Europa nazione  dover concludere che: a che serve restare in Europa se il Sud Italia deve andare sempre più indietro? Ci hanno tolto la coltivazione del tabacco, ci hanno fatto svendere i vigneti a suo tempo, ci hanno ingannato quando ci hanno imposto il set aside, cioè ci hanno pagato per non coltivare i terreni, hanno penalizzato il settore balneare con l’applicazione della bolkestein, hanno consentito che la xylella devastasse la Puglia. A fronte di una rappresentanza politica inadeguata  e di una Europa poco vicina alle esigenze del Meridione, cosa aspettiamo ad unirci per dar vita  ad una vera rivoluzione meridionale, ad una rinascita del Sud, con rappresentanti adeguati a portarne avanti le esigenze? E perché non pensare ad una macroregione del Sud con un territorio finalmente unito nei suoi progetti come nella sua storia? Può partire dal Sud la riforma istituzionale e costituzionale per organizzare l’Italia in 5 macroregioni, con un risparmio notevole in termini economici e di efficienza amministrativa. E’ l’ora. Possiamo farlo.

 Adriana Poli Bortone,                                                                                   presidente di IO SUD

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