POLI BORTONE SU ESITO ELEZIONI

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IN PUGLIA LA DESTRA NON ESISTE PIU’

Non credo che vi siano pugliesi autenticamente di destra che possano sentirsi soddisfatti dell’esito della campagna amministrativa nella nostra regione. Dobbiamo onestamente riconoscere che la gloriosa destra di Puglia non esiste più a causa di diversi fattori concomitanti. A partire dalla dissennata quanto politicamente ingiustificata scelta di sciogliere a suo tempo Alleanza Nazionale, scelta voluta non solo da Fini (che comunque se ne assunse la responsabilità politica, ma dal suo cerchio magico: Meloni, Gasparri, La Russa, Alemanno etc.) che censurarono come eretici quei pochissimi che la contestarono, tra cui me stessa, Menia e pochi, ma davvero pochi altri. Da allora, la diaspora che nemmeno la Meloni, pentita forse della scelta passata, è riuscita a contenere, pur avendo oggi un risultato indubbiamente lusinghiero al Nord. Al Nord. Ma non in Puglia, dove la debacle è più che evidente. Non va trascurata certamente la grande capacità attrattiva del presidente Emiliano nei riguardi di tanti, alti esponenti della destra, ma i risultati di Terlizzi, Bitonto e Taranto sono i risultati più evidenti del crollo attuale. Terlizzi, sconfitta al 78% dopo un decennio di governo del fratello del segretario provinciale di Fdi, on. Gemmato; Bitonto dove Damascelli si è generosamente speso per evitare la catastrofe, Taranto, dove all’elettorale di destra si è  data l’idea che la destra e il centrodestra tutti insieme non avessero candidati e dovessero rivolgersi necessariamente niente meno che all’ex  segretario provinciale del Pd, nel quale gli elettori di destra difficilmente avrebbero potuto trovare quel patrimonio valoriale nel quale si sono sempre riconosciuti. Risultato: l’astensione nel tarantino di diecimila elettori, non tutti certo, ma in gran parte di destra e di centrodestra. C’è da meravigliarsi dunque se Fratelli d’Italia ha buoni risultati in regioni diverse dalla Puglia? Riflettiamo. I vertici e la struttura organizzativa di Fratelli d’Italia sono ormai appannaggio degli ex Dc (con tutto il sincero rispetto per quel partito che ha espresso nel passato in Italia ottimi amministratori e legislatori) che provengono da una cultura politica e da percorsi politici completamente diversi da quelli della destra pugliese ed italiana. Se si vuol coinvolgere attivamente la destra pugliese perché contribuisca alla vittoria del centrodestra alle prossime elezioni politiche occorre ritrovare e ricostruire la destra nella nostra regione, quella vera, originale, genuina che tiene a cuore l’unità d’Italia e quindi la crescita del Mezzogiorno in una visione di coesione nazionale. Una destra valoriale, identitaria, meridionalista e quindi veramente patriottica. Altrimenti molti continueranno a rifugiarsi nell’astensionismo, altri, i più “malati” di politica nel civismo meridionalista con tutti i rischi che questo comporta.

Adriana Poli Bortone

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