Oltre 50 ettari distrutti dal fuoco, a rischio le specie protette delle Cesine

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Il giorno dopo il devastante incendio che ha distrutto 50 ettari di macchia e pineta tra Le Cesine e San Foca, la portata del disastro naturalistico è evidente. Ben 37 squadre di vigili del fuoco insieme agli operatori Arif, ai carabinieri Forestali e ai canadair provenienti da Roma e Grottaglie sono rimaste al lavoro per oltre 10 ore per sconfiggere i tre fronti di avanzamento del fuoco che minacciava l’Oasi Wwf e alcune abitazioni di Torre Specchia. Questa mattina sono ancora accesi alcuni focolai sparsi ma il rogo è sotto controllo.

“Una vasta area SIC e ZPS è andata persa – scrive Giuseppe De Matteis responsabile della Riserva Le Cesine Oasi WWF in un post carico di dolore – non avevo mai visto insieme tante cavallette e farfalle volare insieme freneticamente cercando di sfuggire alle lingue di fuoco che sembravano avvolgerle! Quante testuggini palustri, da poco nate, non ce l’hanno fatta, quante raganelle avranno cercato un appiglio di salvezza su una phragmites in fiamme”. “E i porciglioni? Le schiribille? I tarabusini?” si chiede elencando tutte specie di uccelli di specie protette che abitano l’area protetta.

“La Riserva, in termini di confini, è salva ma si è gravemente impoverita ed ha perduto un angolo fondamentale per il mantenimento di un equilibrio sottile. Sono arrabbiato, confuso, sconfortato, rassegnato, stanco, tutto insieme. […] Ieri abbiamo perso, ma oggi c’è il sole! Ricominciamo, riprendiamo da dove eravamo, più poveri ma rabbiosamente convinti che la natura vince sempre ed i veri sconfitti sono coloro che credono di aver vinto”.

Usa parole dure il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Cristian Casili che documenta con delle foto la devastazione del giorno dopo, causata, sembrerebbe, dalla mano dell’uomo: “Grande bastardo sarai contento adesso? Questo lo scenario apocalittico nei pressi delle Cesine. Occorre inasprire le pene per questi criminali. Un incendio di queste proporzioni corrisponde al peggior danno ambientale, per cui le pene devono essere esemplari. Le nostre aree più sensibili e importanti vanno poi dotate di sistemi foto trappola e video sorveglianza lungo tutto il perimetro. Occorre beccare e punire questi criminali senza scrupolo.
Le chiacchiere stanno a zero o si investe in personale e tecnologia per proteggere i nostri parchi o stiamoci tutti zitti”. (foto di Cristian Casili)

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