Xylella in Puglia: il batterio che mette a rischio gli ulivi e cosa possiamo fare


di Antonio Bruno

Immaginate un piccolo nemico invisibile che attacca i giganti della Puglia: gli ulivi secolari. Si chiama Xylella fastidiosa subsp. pauca, o Xfp per gli amici. È un batterio che, da più di dodici anni, sta facendo ammalare alberi in tutta la regione. Ma come fermarlo?

Negli ultimi mesi, uno studio di Marco Scortichini ha acceso il dibattito: è davvero necessario abbattere tutti gli ulivi entro 50 metri da un albero malato? Oppure si può proteggere la salute degli ulivi in modo più intelligente e mirato?

Perché la Xylella è così difficile da fermare

Pensate alla Xylella come a un ladro molto discreto. Non entra solo nelle case (gli ulivi malati), ma può nascondersi anche in quelle che sembrano sane. Questo succede perché alcune piante non mostrano subito i sintomi. Inoltre, ci sono complicazioni: funghi che si approfittano delle piante già indebolite, periodi di siccità e pratiche agricole non sempre ottimali.

Scortichini propone quindi di concentrarsi su:

  • Test solo sugli ulivi malati o sospetti

  • Monitoraggio dei “corrieri del batterio”, cioè insetti come la cicalina Philaenus spumarius

  • Trattamenti fogliari a base di zinco e rame per rafforzare gli alberi

Altri scienziati, però, temono che questo approccio possa dare al batterio troppo spazio per diffondersi.

Bitonto: il batterio arriva in città

Nel 2025-2026, Xfp ha raggiunto Bitonto, nel nord della provincia di Bari. Le autorità parlano di “contenimento”, ma non ci sono prove che il batterio sia stato davvero eliminato. È come cercare di fermare un fiume solo con una piccola diga: rallenta, ma l’acqua continua a scorrere.

Cosa possiamo fare insieme

La soluzione non è accusarsi a vicenda, ma collaborare. Gli scienziati dovrebbero unire le loro conoscenze e sperimentare strategie combinate:

  • Piantare varietà di ulivi più tolleranti

  • Tenere sotto controllo gli insetti che trasportano il batterio

  • Rafforzare gli alberi con trattamenti fogliari e fertilizzanti biologici

Solo così si può proteggere il paesaggio, l’economia e la storia della Puglia.

Perché ci riguarda tutti

  • Gli ulivi non sono solo alberi: sono parte della cultura e del paesaggio della Puglia.

  • La malattia può bloccare nuovi impianti e ridurre il turismo legato all’olio d’oliva.

  • Ogni anno, il rischio economico supera 135 milioni di euro tra perdita di raccolto e reimpianti.

In sintesi: la scienza serve a proteggere la natura e le persone, non a creare divisioni. Dialogo, trasparenza e collaborazione sono l’unico modo per vincere contro questo piccolo, invisibile nemico.


Indietro
Indietro

ALFREDO CERQUA È IL NUOVO SEGRETARIO DELLA UIL POLIZIA LECCE

Avanti
Avanti

Programmazione DB d'Essai