Tricase, la politica che torna a farsi comunità: nasce la sfida di Claudio Pispero
di Davide Tommasi
Al cinema Aurora una serata intensa e partecipata per la presentazione candidato sindaco citta’ di Tricase Claudio Pispero
Una serata che va oltre la semplice presentazione elettorale: partecipazione, emozione e senso di comunità
TRICASE – Non è stata una delle tante tappe rituali che scandiscono le campagne elettorali. Al cinema Aurora si è respirata un’atmosfera diversa, più densa, più autentica, quasi sospesa tra memoria e aspettativa. La sala gremita, le persone in piedi, gli sguardi attenti rivolti al palco: tutto raccontava di una comunità che non era lì per semplice curiosità, ma per partecipare a qualcosa che sentiva proprio. Non si trattava soltanto di ascoltare un candidato o un programma, ma di ritrovarsi, di riconoscersi, di misurare la distanza tra ciò che è stato e ciò che potrebbe tornare a essere. In un tempo in cui spesso si parla di disaffezione alla politica, la serata ha restituito un’immagine diversa: quella di una città che, se stimolata, se coinvolta davvero, risponde. E lo fa con presenza, con attenzione, con un silenzio carico nei momenti più intensi e con applausi spontanei quando le parole toccano corde profonde.
Una candidatura che nasce dal basso e si costruisce attorno a relazioni, fiducia e riconoscimento
Al centro di questo scenario si colloca la candidatura di Claudio Pispero, sostenuto da una coalizione che mette insieme il partito Fratelli d'Italia e la lista civica “Tricase in Comune”. Ma più ancora della formula politica, ciò che è emerso con forza è il modo in cui questa candidatura è maturata. Non come espressione di un progetto calato dall’alto o costruito a tavolino, ma come risultato di un percorso condiviso, fatto di relazioni personali, di incontri, di richieste ripetute nel tempo. Antonio Forte lo ha detto chiaramente: è stata una candidatura chiesta, sollecitata, quasi pretesa da un gruppo di persone che ha individuato in Pispero una figura capace di rappresentare un’idea di amministrazione diversa. Questo elemento ha dato alla serata una dimensione particolare, perché ha trasformato la figura del candidato da protagonista individuale a punto di sintesi di una comunità politica e umana più ampia.
Il sostegno politico e la visione strategica: Tricase al centro del Capo di Leuca
Gli interventi degli esponenti del centrodestra hanno contribuito a costruire un quadro politico definito e coerente, andando oltre il semplice sostegno formale. L’onorevole Antonio Gabellone ha parlato con il tono di chi conosce il territorio e le sue dinamiche, sottolineando come Tricase abbia tutte le caratteristiche per tornare a essere un punto di riferimento per l’intero Capo di Leuca, ma necessiti di una guida capace di valorizzarle. Il consigliere regionale Paolo Pagliaro ha invece spinto il ragionamento su un piano più ampio, trasformando la competizione amministrativa in una scelta di prospettiva: non semplicemente chi governerà, ma in quale direzione la città intende andare. A completare questo quadro è intervenuto Saverio Congedo, che ha richiamato con forza il tema dell’identità politica, della chiarezza e della necessità di superare ambiguità che, negli anni, hanno spesso reso difficile distinguere visioni e progetti. Ne è emersa una proposta che rivendica appartenenza, ma allo stesso tempo ambisce a parlare a un pubblico più ampio.
Il sostegno politico e la visione strategica: Tricase al centro del Capo di Leuca
Gli interventi degli esponenti del centrodestra hanno contribuito a costruire un quadro politico definito e coerente.
L’onorevole Antonio Gabellone ha sottolineato come Tricase possa tornare a essere un punto di riferimento per l’intero Capo di Leuca. Il consigliere regionale Paolo Pagliaro ha invece rimarcato la necessità di una scelta di prospettiva, capace di definire la direzione futura della città. Saverio Congedo ha richiamato il tema dell’identità politica e della chiarezza delle visioni amministrative.
A seguire è intervenuto Giuseppe Negro, che ha voluto riportare il confronto su un piano più umano e partecipato:
Ringrazio tantissimo tutti, a partire da Marco che ha detto una cosa bellissima su Tricase come possibile regina del Sud Salento. Su questo noi metteremo tutto il nostro impegno.
Voglio ringraziare il segretario Eo Conedo, Antonio Gabellone e Paolo Pagliaro, perché mi consente di dire una cosa importante: durante la campagna elettorale mi prendevano in giro perché parlavo sempre di “bella politica”, di amicizia, di ideali. Molti dicevano che erano discorsi romantici, fuori dal tempo.
All’inizio questa cosa mi faceva male, ma poi ho visto la partecipazione delle persone. Il 19 settembre c’era un cinema pieno, più di oggi, e questo dimostra che quando la politica è vera, la gente risponde.
La politica è dentro le persone: il desiderio di costruire qualcosa per il bene comune è naturale. Quando è autentica, la politica avvicina e appassiona.
Noi vogliamo continuare su questa strada, insieme ai nostri rappresentanti, perché sono persone che conoscono i territori e i problemi reali. E con loro vogliamo dare continuità a questa idea di buona politica.
Infine, su Tricase, dobbiamo essere chiari: deve diventare un punto di riferimento vero per il Capo di Leuca. Non deve più essere trattata come un territorio marginale, ma come una città con dignità e centralità.
E per questo credo che con Claudio Pispero possiamo costruire un percorso importante, perché ha dimostrato che la “bella politica” non è solo parola, ma anche consenso e risultati. Il ritorno di Pispero: una storia personale che diventa impegno pubblico e proposta politica
Quando ha preso la parola Claudio Pispero, il tono della serata è cambiato ancora. Il suo non è stato un intervento costruito su slogan o formule, ma un racconto, a tratti intimo, che ha riportato la politica dentro una dimensione umana. Ha parlato del suo passato amministrativo, dell’impegno totalizzante che lo aveva portato a vivere il Comune quasi come una seconda casa, ma anche della delusione che lo aveva spinto ad allontanarsi per anni dalla scena politica. Un passaggio raccontato senza retorica, con una sincerità che ha colpito la platea. E poi il ritorno, nato non da una scelta solitaria ma da una pressione collettiva, da quella rete di rapporti personali che, nel tempo, ha continuato a riconoscerlo come punto di riferimento. “Non l’ho cercata io questa candidatura”, ha detto, “me l’hanno chiesta”. In quella frase si è condensato il senso di una decisione che porta con sé il peso della responsabilità ma anche la forza di un legame diretto con la comunità.
Dalla critica alla proposta: concretezza, quotidianità e qualità della vita come priorità amministrative
Nel passaggio dalla narrazione personale alla proposta politica, Pispero ha scelto una strada precisa: quella della concretezza. Niente grandi promesse astratte, ma esempi puntuali, legati alla vita quotidiana dei cittadini. Ha parlato di viabilità, di scelte urbanistiche, di interventi che avrebbero potuto migliorare la qualità della vita e che, a suo dire, non sono stati realizzati o sono stati gestiti senza una visione complessiva. La sua critica non si è limitata a denunciare, ma ha cercato di indicare un metodo diverso: spendere meglio, pianificare con attenzione, mettere al centro l’utilità reale delle opere. Ha insistito sull’idea che una città non migliora semplicemente accumulando interventi, ma costruendo un disegno coerente. E da qui ha rilanciato la sua visione di Tricase: una città più ordinata, più vivibile, capace di recuperare quel ruolo di riferimento territoriale che, secondo lui, negli anni si è progressivamente indebolito.
Una comunità presente, partecipe e pronta a essere protagonista del cambiamento
Se il palco ha raccontato la proposta, la platea ha rappresentato la risposta. Durante tutta la serata si è percepita una partecipazione non formale, ma reale, fatta di attenzione costante, di reazioni sincere, di un coinvolgimento che andava oltre il semplice ascolto. Le persone non si sono limitate a essere spettatori, ma hanno dato l’impressione di voler essere parte attiva di quel percorso che veniva raccontato. Gli applausi nei momenti più intensi, i silenzi nei passaggi più riflessivi, gli sguardi rivolti al candidato: tutto contribuiva a costruire un clima di condivisione che raramente si percepisce in eventi di questo tipo. Il video proiettato durante la serata, con il richiamo a una “bella storia”, ha trovato proprio in questo contesto la sua forza, trasformandosi da slogan a possibilità concreta.
Un inizio che segna la campagna elettorale: partecipazione, identità e una sfida aperta
A chiudere la serata, l’invito diretto di Claudio Pispero: non restare ai margini, non avere paura di esporsi, partecipare. Un messaggio semplice, ma profondamente politico, perché richiama alla responsabilità individuale dentro un percorso collettivo. Da qui prende ufficialmente il via una campagna elettorale che si preannuncia aperta, articolata, probabilmente anche dura nel confronto tra visioni diverse. Ma una cosa è già emersa con chiarezza: a Tricase la politica può ancora mobilitare, può ancora coinvolgere, può ancora accendere interesse. E quando questo accade, il risultato non è mai scontato.