Terza Categoria Lecce – 20ª giornata Virtus Collepasso, cuore infinito e anima operaia: 1-1 contro l’Alixias in un Comunale da brividi
di Davide Tommasi
Virtus Collepasso, cuore infinito e anima operaia: 1-1 contro l’Alixias in un Comunale da brividi
COLLEPASSO – Questa non è solo una partita. Questa è la Virtus Collepasso.
Ci sono gare che si giocano.E poi ci sono gare che si vivono, che si sentono addosso dal primo contrasto all’ultimo rinvio.Virtus Collepasso – ASD Alixias, finita 1-1, è stata esattamente questo: una partita sporca, intensa, nervosa, vera. Da Terza Categoria pura.Una gara dove il pallone pesa, dove il campo si accorcia, dove ogni controllo è complicato e ogni duello è una battaglia personale.E dentro tutto questo, una verità che non cambia mai:la Virtus Collepasso non esce dalla partita. Mai.
Virtus Collepasso: pressione, duelli e identità
La gara della Virtus nasce da un’idea chiara, riconoscibile, quasi testarda:pressione, aggressività, linee corte.La squadra si muove compatta, accorcia in avanti, lavora di reparto.
Davanti si va forte sui portatori, si indirizza il gioco, si sporca ogni costruzione dell’Alixias.Non c’è attesa, non c’è gestione: si gioca sempre in anticipo.A centrocampo è battaglia continua:
contrasti, recuperi, seconde palle attaccate con fame.Ogni pallone vagante diventa una chiamata, una responsabilità.Dietro la linea difensiva legge, anticipa, tiene pochi metri tra sé e il centrocampo.È una squadra corta, che non si spezza.E quando la Virtus perde palla, non si ferma:riaggressione immediata.Quando la recupera, non palleggia:verticalizza.Questo è il suo alfabeto.Semplice, diretto, vero.
Il Comunale: non spettatori, ma parte della squadra
E poi c’è il Comunale.Che oggi non è uno stadio. È un corpo unico con la squadra.I tifosi della Virtus Collepasso non guardano la partita: la giocano.La vivono su ogni contrasto, su ogni rincorsa, su ogni palla sporca.Un anticipo è un boato.Una scivolata è un applauso.Una seconda palla conquistata vale quanto un gol.Cori continui, incitamento costante, voce sempre alta.
Quando la squadra accorcia, la tribuna spinge.Quando c’è da soffrire, nessuno si tira indietro.È presenza vera. È appartenenza.È il dodicesimo uomo, ma a tratti sembra molto di più.
Lo 0-1: episodio che non cambia la partita
Nel primo tempo, però, è l’Alixias a trovare il vantaggio.Preira sfrutta una situazione sporca, legge meglio degli altri e colpisce.0-1.Un gol che arriva dentro una partita bloccata, più da duelli che da gioco.Un episodio che potrebbe cambiare l’inerzia.Ma non cambia la Virtus.La squadra non si allunga, non perde le distanze, non si disunisce.
Resta dentro la partita, continua a fare quello che sa fare: pressione, intensità, contatto.Non è una reazione tecnica.È una reazione di testa.È orgoglio.
Ripresa: la Virtus alza il ritmo
Nel secondo tempo la Virtus Collepasso entra ancora più forte.Il pressing si alza, le linee accorciano meglio, le riaggressioni diventano sistematiche.Ogni palla persa è subito rincorsa.
Ogni duello è giocato al massimo.L’Alixias inizia a perdere pulizia nelle uscite, si abbassa, fatica a respirare.La partita cambia ritmo.E cambia direzione.
Il gol: l’essenza della Virtus
Minuto 17 della ripresa.Non è un’azione pulita. Non può esserlo.È un’azione da categoria, da campo vissuto.Palla sporca, pressione, contatto, voglia.Nessuno molla.Ceravolo alza la testa e trova una giocata vera:filtrante secco, dentro lo spazio.Dario parte prima degli altri.Attacca la profondità, legge il tempo giusto, controlla e conclude.1-1.Il Comunale esplode.Un boato pieno, liberatorio.Panchina in piedi. Compagni che corrono. Tifosi che spingono ancora di più.Non è solo un gol.È la risposta della Virtus Collepasso.È squadra e pubblico insieme.
La partita si sporca: nervi e tensione
Dopo il pareggio la gara cambia ancora.Si gioca meno, si combatte di più.Duelli ovunque.Seconde palle.Contatti continui.L’Alixias prova a reagire, alza il baricentro.La Virtus risponde colpo su colpo.Poi arriva l’episodio: espulsione.E poco dopo anche il rosso al mister.La partita si complica.
La vera Virtus: compattezza e sacrificio
Ed è proprio lì che esce la vera anima della Virtus Collepasso.La squadra si abbassa, si stringe, si compatta.Le linee diventano strette, gli spazi si chiudono.Ogni giocatore lavora per due:
raddoppi, coperture, scivolamenti continui.Non c’è più gestione del pallone.C’è difesa dell’area.C’è protezione delle linee.C’è sacrificio.Si respinge, si lotta, si parla, si aiuta.E il Comunale è sempre lì:spinge, urla, sostiene ogni giocata difensiva come fosse decisiva.
Finale: resistere da squadra vera
Gli ultimi minuti sono pura Terza Categoria:palloni lunghi, duelli aerei, seconde palle, contatti.Ogni rinvio è ossigeno.Ogni recupero è vita.La Virtus non cerca più di giocare bene.
Cerca di restare dentro la partita.E ci riesce.
Più di un risultato
Il triplice fischio dice 1-1.Ma chi c’era lo sa: è molto di più.È una partita giocata da squadra vera.Da gruppo.Da gente che non molla.Dario Antonio è il simbolo del gol e della reazione,
ma questa è una partita di tutti:di chi ha corso, di chi ha lottato, di chi ha stretto i denti fino alla fine.E anche dei tifosi.
Virtus Collepasso: non solo calcio
Questa è la Virtus Collepasso.Una squadra che magari non gioca sempre pulito,ma gioca sempre vero.Che sa stare dentro la partita.Che sa soffrire.Che sa reagire.E con questo Comunale, con questa gente, con questa voce,non è mai sola.Non è solo calcio.È identità.È appartenenza.È un paese intero che lotta su ogni pallone.
Collepasso, pareggio che sta stretto: 1-1 tra rammarico e orgoglio
Finisce in parità la sfida del Comunale di Collepasso, un 1-1 che lascia sensazioni contrastanti. Da una parte la consapevolezza di aver affrontato una squadra di alta classifica, dall’altra il rammarico per una vittoria sfiorata e, per quanto visto in campo, probabilmente meritata.
Il Collepasso approccia la gara con determinazione e atteggiamento propositivo fin dai primi minuti. La squadra costruisce gioco, crea occasioni e mostra compattezza, concedendo poco agli avversari, bravi però a sfruttare una delle poche opportunità avute per trovare il gol.
Nel complesso una prestazione convincente, con il gruppo che conferma solidità, identità e spirito, pur con il rammarico per le occasioni non concretizzate e qualche episodio contestato, senza però cercare alibi.
A fine partita è il capitano della Virtus Collepasso, Lorenzo Provenzano, a tracciare un bilancio della prestazione:
“Certo, è sempre una squadra che è in alto in classifica, quindi sapevamo sarebbe stata una partita complicata. Però noi ci abbiamo messo il nostro, siamo entrati subito convinti di dover fare una buona partita. Direi che nel complesso siamo riusciti a farla, peccato poi che siano mancati i tre punti, però il pareggio è comunque un risultato accettabile, considerando la diretta avversaria.
Qualche episodio è discutibile, ma le partite purtroppo sono così. L’arbitro è da solo, non ha assistenti, quindi quello che vede e sente può condizionare la gara. Noi possiamo magari recriminare su qualche azione: potevamo concluderla meglio. Loro sono stati bravi a sfruttare quell’occasione, perché di fatto hanno avuto poche opportunità.
Nel complesso devo essere contento e orgoglioso di questa squadra, perché abbiamo dato tutto e continueremo a farlo. Adesso ci aspetta una trasferta contro la prima in classifica: sarà un’altra partita difficile, da qui alla fine sono tutte finali se vogliamo raggiungere l’obiettivo play-off.
La classifica la guardiamo, ma senza farne un’ossessione. Sappiamo cosa dobbiamo fare: nelle ultime tre partite dobbiamo cercare di fare più punti possibili. Dopo un periodo di difficoltà direi che ci siamo ripresi e stiamo chiudendo bene il campionato. Vogliamo rendere orgogliosa questa città.”
Le parole di Simone Scollato
Una mega parata quasi in zona Cesarini ha permesso al Collepasso di mantenere il risultato, con un intervento decisivo del portiere Scollato che ha blindato l’1-1 finale.
“Più che una parata è stata un’uscita che ci ha permesso di consolidare il risultato. È un intervento che ha aiutato a mantenere il pareggio, anche se ci sta un po’ stretto”, ha spiegato il portiere a fine gara.
“Quando scendiamo in campo pensiamo sempre ai tre punti. Oggi sentivamo di poter vincere, anche perché abbiamo giocato meglio degli avversari. Il pareggio, per quanto sia un risultato positivo, ci lascia comunque un po’ di rammarico.”
Sulle occasioni e sugli episodi della partita, Scollato aggiunge:
“Non posso recriminare nulla alla squadra: abbiamo dato l’anima, abbiamo provato in tutti i modi a portarla a casa, ma non è stato facile. Ci sono stati anche alcuni episodi discutibili, ma fa parte del gioco.”
Nel finale è proprio il suo intervento decisivo a evitare la sconfitta, permettendo al Collepasso di chiudere la gara sull’1-1, con la sensazione però di aver raccolto meno di quanto mostrato sul campo.
Le parole del presidente Piero Cataldi
A chiudere il post partita è il presidente Piero Cataldi, che sottolinea il valore del progetto societario e lo spirito familiare della Virtus Collepasso:
“Ringrazio tutti e buonasera. Questo percorso è possibile grazie all’impegno della società, dei collaboratori e soprattutto dei nostri sponsor: Canal Jet (Canaljet), Ottica Errico, ALUISI.IT – La Zona e Pasticceria Federica Puzzovio, che credono nel nostro progetto e ci permettono di andare avanti con entusiasmo.
Un grande grazie anche ai tifosi, che hanno creato una bellissima cornice di pubblico e sostenuto la squadra dal primo all’ultimo minuto.”
Il presidente aggiunge poi una riflessione sul momento della stagione:
“Oggi il bicchiere è mezzo pieno, preferisco vederla così. Mancano tre partite e dobbiamo cercare di fare più punti possibile per giocarci almeno i play-off. Nei play-off poi tutto può succedere, ma ci arriveremo con il massimo impegno.”
Sul tema arbitrale e sull’espulsione del tecnico, Cataldi mantiene toni equilibrati:
“Ci sta che in certe situazioni possano nascere episodi contestati, ma bisogna accettarli. Io sono sempre per il massimo rispetto degli arbitri, che sono soli in campo e vanno aiutati. Può anche capitare un rosso interpretato male, soprattutto in una fase concitata. Il nostro mister non ha fatto nulla di particolare, ma accettiamo le decisioni senza problemi.”