Storia, Dante e musica popolare: a Corte Spiziali una serata che celebra il patrimonio culturale di Diso
di Davide Tommasi
Un viaggio tra memoria, Divina Commedia e tradizioni salentine nella storica dimora con studiosi, artisti e protagonisti del territorio.
Una serata intensa e ricca di emozioni ha trasformato la suggestiva Corte Spiziali di Diso in un autentico salotto della cultura, dove storia, letteratura e musica si sono fuse in un percorso coinvolgente, capace di raccontare l'identità del territorio attraverso le sue radici più profonde.
L'iniziativa, organizzata dall'Associazione Nazionale Finanzieri d'Italia – Sezione di Diso, presieduta dal Cavaliere Luogotenente Lucio Valentini, con il patrocinio dell'Amministrazione comunale e la preziosa collaborazione della famiglia Corvaglia, proprietaria della storica dimora, ha offerto al numeroso pubblico un viaggio tra memoria storica, poesia dantesca e tradizione musicale salentina.
Ad aprire e condurre la serata è stata la professoressa Maria Antonietta Preite, che con eleganza e competenza ha accompagnato il pubblico lungo l'intero percorso culturale. Nel suo saluto ha ringraziato gli organizzatori, i relatori, gli artisti, i proprietari di Corte Spiziali e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell'iniziativa, sottolineando come l'evento sia nato dal desiderio condiviso di valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale di Diso, creando un dialogo tra passato e presente.
Il primo momento della manifestazione è stato affidato al professore Salvatore Coppola, vicepresidente della Società di Storia Patria di Maglie, che ha condotto i presenti in un affascinante viaggio nella storia di Corte Spiziali e della vicina cappella di Santo Ronzo.
Con il rigore dello storico e la passione del divulgatore, Coppola ha ricostruito, attraverso documenti d'archivio, epigrafi e testimonianze, le vicende delle famiglie che nel corso dei secoli hanno abitato il palazzo, dai Costantini ai De Blasi, dai Lanzara ai Corvaglia. Particolare rilievo è stato dato alla figura di Francesco Costantini, giurista e amministratore della Contea di Castro nel Seicento, protagonista della vita civile e religiosa del suo tempo e promotore di importanti opere di devozione.
Di particolare interesse anche la spiegazione dell'origine del nome "Corte Spiziali". Il palazzo, infatti, fu acquistato nel XVIII secolo da Giuseppe Lanzara, speziale, ossia farmacista, originario del Salernitano. Dal termine "speziale" nacque, attraverso la parlata locale, la forma dialettale "spiziali", rimasta fino ai nostri giorni e ormai indissolubilmente legata alla dimora della famiglia Corvaglia.
La seconda parte della serata ha condotto il pubblico nel mondo senza tempo della Divina Commedia. Prendendo spunto proprio dalla figura dello speziale, la professoressa Maria Antonietta Preite ha ricordato come Dante Alighieri fosse iscritto all'Arte dei Medici e Speziali di Firenze, introducendo un raffinato itinerario attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso, letti come tre tappe dell'esperienza umana dell'amore: l'amore che si smarrisce, quello che si purifica e quello che raggiunge la perfezione.
Particolarmente intensa è stata la lettura teatralizzata dei canti più celebri della Commedia, interpretati con grande partecipazione dalla stessa Maria Antonietta Preite, dalla professoressa Emanuela Specchia e da Enzo Lazzari. Le loro voci hanno restituito tutta la forza poetica dei versi danteschi, trasportando gli spettatori in un viaggio emozionante tra passioni, drammi e speranze.
Ad arricchire le interpretazioni sono stati i puntuali ed efficaci commenti della professoressa Emanuela Specchia, che ha accompagnato il pubblico nella scoperta del significato dei personaggi e del messaggio universale custodito nell'opera di Dante. Dai tragici amanti Paolo e Francesca alla fierezza di Farinata degli Uberti, dall'inquietudine di Ulisse alla delicata figura di Pia de' Tolomei, fino alla sublime preghiera alla Vergine nel Paradiso, il percorso si è concluso con il celebre verso che sintetizza l'intera visione dantesca: «L'amor che move il sole e l'altre stelle».
A rendere ancora più suggestiva l'atmosfera hanno contribuito gli intermezzi musicali del maestro Gino Cerfeda e della pianista Anna Lucia Fracasso, protagonisti di una raffinata reinterpretazione della musica popolare salentina.
Prima delle esecuzioni, Cerfeda ha ricordato il prezioso lavoro svolto negli anni Cinquanta dall'etnomusicologo americano Alan Lomax insieme a Diego Carpitella, grazie ai quali un patrimonio straordinario di canti della tradizione orale salentina è stato raccolto e tramandato. I brani proposti hanno conservato intatta l'autenticità dei testi e delle melodie originarie, impreziositi da arrangiamenti ispirati ai linguaggi musicali afro-cubani e sudamericani, offrendo un ascolto coinvolgente e ricco di fascino.
A conclusione della manifestazione sono intervenuti il sindaco di Diso Salvatore Coluccia, che ha espresso vivo apprezzamento per l'alto valore culturale dell'iniziativa, auspicando che appuntamenti di questo livello possano diventare una tradizione stabile nella vita della comunità, e don Adelino Martella, parroco di Diso, che ha evidenziato l'originalità della proposta dedicata alla Divina Commedia, sottolineando come cultura, storia e spiritualità rappresentino un patrimonio comune da custodire e trasmettere alle nuove generazioni.
Nel corso dei saluti finali è stato inoltre riconosciuto il prezioso lavoro del vicesindaco Fernando Coppola, il cui contributo organizzativo e tecnico, svolto con competenza, precisione e grande attenzione ai dettagli, è stato determinante per la perfetta riuscita dell'intera manifestazione. Fin dalle fasi preparatorie, il suo impegno costante ha garantito un efficace coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti, consentendo di affrontare con tempestività ogni esigenza organizzativa e di assicurare il regolare svolgimento delle attività in programma. La sua capacità di pianificazione, unita a uno spiccato spirito di collaborazione e a una presenza discreta ma sempre operativa, ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per l'intera macchina organizzativa. Il pubblico e gli organizzatori hanno potuto così vivere un evento curato in ogni particolare, frutto di un lavoro svolto con dedizione, senso di responsabilità e autentico spirito di servizio nei confronti della comunità.
Il presidente dell'ANFI di Diso, Cavaliere Luogotenente Lucio Valentini, ha infine espresso grande soddisfazione per la straordinaria partecipazione del pubblico e per il successo dell'iniziativa, ribadendo l'impegno dell'Associazione nel promuovere eventi capaci di valorizzare la storia, la cultura e il senso di appartenenza alla comunità.
La serata si è conclusa tra gli applausi dei presenti e con un momento conviviale offerto dall'Associazione Nazionale Finanzieri d'Italia, suggellando un appuntamento che ha saputo fondere con armonia ricerca storica, grande letteratura, musica e partecipazione civica. Un evento che ha confermato Corte Spiziali come uno dei luoghi simbolo della memoria di Diso e come spazio privilegiato per la promozione della cultura, nella convinzione che conoscere il proprio passato significhi costruire con maggiore consapevolezza il futuro della comunità.