Salento, controlli straordinari della Polizia di Stato

Salento, controlli straordinari della Polizia di Stato: quasi 4.000 persone identificate e due persone condotte in carcere

 

La Polizia di Stato ha intensificato le attività di controllo del territorio con un generale rafforzamento delle misure di vigilanza, nella settimana compresa tra il 27 luglio e il 2 agosto. L'intervento, disposto dal Questore di Lecce, dr. Giampietro Lionetti, ha visto l'impiego sinergico di settori operativi e info-investigativi, indirizzati in particolare verso le aree ritenute maggiormente esposte a fenomeni critici o a più alta densità criminale. Nel corso dell'intero periodo sono state identificate 3.977 persone e sottoposti a verifica 1.653 veicoli in ambito provinciale.

I servizi straordinari della Polizia di Stato hanno interessato le marine di Nardò, Copertino, Porto Cesareo, Gallipoli, il capoluogo leccese e le località balneari di San Cataldo, Frigole e Casalabate, mentre a Monteroni è stato coordinato un servizio alto impatto che ha visto il coinvolgimento anche delle altre Forze di Polizia, come definito in Prefettura.

L'esecuzione dei dispositivi di ordine e sicurezza pubblica si è avvalsa del supporto operativo dagli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine "Puglia Meridionale", attivi nei posti di controllo capillari distribuiti sul territorio. I controlli amministrativi effettuati dalla Polizia Amministrativa della Questura e dei Commissariati hanno riguardato tutte le località citate ed a Casalabate, a seguito delle verifiche sul posto, nei confronti della titolare di un esercizio commerciale è stato redatto un invito a presentarsi presso gli uffici della Divisione Polizia Amministrativa della Questura per l'esibizione della documentazione inerente all'attività, al fine di ulteriori accertamenti.

 

A Lecce, il 30 luglio u.s. gli agenti della Polizia di Stato in servizio presso l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Lecce hanno dato esecuzione a un’ordinanza di carcerazione, emessa dalla Corte d’Appello – Sezione Penale di Lecce, a carico di un uomo di 47 anni residente nel capoluogo, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

I poliziotti delle Volanti si sono recati presso l'abitazione del 47enne, situata al quarto piano di uno stabile, per notificare ed eseguire il provvedimento con conseguente trasferimento in carcere.

Alla notizia della reclusione, l'uomo ha subito manifestato un forte stato di alterazione, dando vita a violente escandescenze e contestando le motivazioni del provvedimento giudiziario, ritenute assurde e incongruenti.

L'uomo ha iniziato a muoversi freneticamente all'interno dell'appartamento, avvicinandosi pericolosamente alle finestre che si affacciano sulla strada.

Di fronte al pericolo, gli operatori di Polizia hanno mantenuto un monitoraggio costante e ravvicinato, senza mai perderlo di vista. Inoltre gli agenti hanno provveduto alla messa in sicurezza dell'ambiente domestico, bonificandolo da oggetti potenzialmente offensivi rimasti a portata di mano.

Nonostante il tentativo di mediazione, ha impugnato una forchetta rimasta su un tavolo tentando di conficcarsela nel braccio.

Il pronto e sinergico intervento dei poliziotti ha impedito che l'uomo si procurasse lesioni, bloccandolo in sicurezza e garantendone l'incolumità fisica.

Una volta riportata la situazione alla calma, il 47enne è stato accompagnato presso gli uffici della Questura di Lecce. Al termine delle formalità e degli accertamenti di rito, in adempimento all'ordinanza, l'uomo è stato tradotto presso la locale Casa Circondariale.

 

Infine, nelle prime ore del mattino del 2 agosto, la Polizia di Stato ha tratto in arresto in flagranza di reato una donna di 50 anni, nata e residente a Gallipoli, ritenuta responsabile di tentato omicidio e porto di arma atta ad offendere.

L'intervento degli agenti del Commissariato di P.S. di Gallipoli è scattato intorno alle 3:30 a seguito di una segnalazione giunta alla centrale operativa della Questura di Lecce che indicava la presenza di un uomo ferito all'addome con un coltello. Giunti sul posto, i poliziotti hanno riscontrato la presenza dell'aggredito: l'uomo, con gli abiti intrisi di sangue, è stato medicato dal personale del 118 e successivamente trasportato in ospedale, in gravi condizioni ma non in pericolo di vita.

Sul luogo dell'aggressione gli agenti hanno rilevato evidenti segni di violenza, tra cui i vetri infranti del portone d'ingresso dell'abitazione della vittima. Gli accertamenti della Polizia Giudiziaria, condotti ascoltando i testimoni presenti sul posto, hanno consentito di identificare l'autrice del gesto, una donna del luogo già nota agli uffici di Polizia. La cinquantenne è stata rintracciata alle prime luci dell'alba dagli agenti rimasti a presidio dell'area.

La ricostruzione delle forze dell'ordine ha permesso di accertare che la donna, subito dopo l'accoltellamento, si era rifugiata nella propria abitazione situata a breve distanza da quella della vittima. Nel corso della successiva perquisizione domiciliare, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato l'arma utilizzata per l'aggressione, un coltello subacqueo della lunghezza di 18 centimetri.

In base alla prima ricostruzione dei fatti, l'episodio non sarebbe riconducibile a contrasti specifici, bensì a una pregressa richiesta di somme di denaro che la donna aveva insistito per ottenere nei giorni precedenti dai familiari della vittima, con l'intento di acquistare alcol e sostanze stupefacenti. Le indagini hanno evidenziato come la donna avesse recentemente rivolto analoghe richieste economiche a diversi residenti della zona per sostenere la propria dipendenza.

Al termine delle formalità di rito, il Pubblico Ministero di turno ha disposto il trasferimento della donna presso la casa circondariale di Lecce, dove resta a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

 

Si specifica che i provvedimenti adottati in fase investigativa e /o dibattimentale non implicano alcuna responsabilità dei soggetti sottoposti ad indagini ovvero imputati e che le informazioni su entrambi i procedimenti in corso sono fornite nel rispetto dei diritti delle persone indagate e della loro presunzione di innocenza.

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