Palazzo Orsini, cambia la Giunta: più che una rivoluzione, una pagina che si volta
di Davide Tommasi
Tra nuovi assessori, conferme e qualche strappo, la politica cittadina cambia passo senza cambiare rotta
A Galatina non soffia aria di rivoluzione. Piuttosto, si ha la sensazione di una pagina che si volta con calma, quasi con cautela, tra equilibri politici da preservare, rapporti personali da gestire e qualche ferita che, inevitabilmente, resta aperta. A Palazzo Orsini il sindaco Fabio Vergine ha rimodulato la Giunta comunale: fuori Camilla Palombini, Guglielmo Stasi e Giuseppe Spoti, dentro Pierluigi Mandorino, Diego Garzia e Francesco Sabato. Un cambio che non scuote le fondamenta del governo cittadino, ma che ne ridisegna gli assetti interni.
Il rimpasto arriva a metà mandato, in un momento in cui l’Amministrazione è chiamata a trasformare progetti e finanziamenti in risultati concreti. Il primo cittadino lo presenta come un passaggio necessario per rilanciare l’azione amministrativa, ribadendo la volontà di proseguire nel solco della continuità politica. Nessun cambio di rotta, dunque, ma una redistribuzione di ruoli concordata — almeno sulla carta — all’interno della maggioranza “Avanti Insieme”. Un’operazione che, se letta nei documenti ufficiali, appare lineare; se osservata da vicino, restituisce invece un quadro più articolato, fatto di sensibilità diverse e aspettative non sempre coincidenti.
L’uscita di Giuseppe Spoti rientrava già in un avvicendamento programmato fin dall’inizio del mandato, un passaggio condiviso e messo nero su bianco tra le forze della maggioranza. Diverso, però, è il clima che accompagna le altre scelte, maturate in un contesto politico più complesso e carico di implicazioni personali.
Restano saldi alcuni punti fermi dell’esecutivo. Maria Grazia Anselmi continua a ricoprire il ruolo di vicesindaco con le deleghe a Turismo e Attività produttive, confermandosi figura centrale nella strategia di promozione e sviluppo della città. Anna Maria Congedo mantiene un pacchetto di deleghe ampio e delicato che va dall’Attuazione del programma all’Innovazione tecnologica, dal Contenzioso alle Pari opportunità, fino all’Edilizia residenziale pubblica: settori chiave che richiedono continuità e visione di lungo periodo.
I nuovi assessori entrano in una fase amministrativa già avviata, con cantieri aperti, scadenze serrate e risorse da governare con attenzione. Diego Garzia prende in carico settori particolarmente sensibili come i Servizi sociali e la Pubblica istruzione, oltre alla responsabilità delle frazioni di Collemeto e Santa Barbara, territori che chiedono attenzione costante e risposte concrete. Pierluigi Mandorino si occuperà di Lavori pubblici, Ambiente, Patrimonio e manutenzioni, un ambito cruciale per la percezione quotidiana dell’azione amministrativa. A Francesco Sabato vanno deleghe strategiche come PNRR, sviluppo economico, sport e politiche giovanili, con lo sguardo rivolto alle opportunità future e alla capacità del Comune di intercettare risorse sovracomunali.
Ma il rimpasto non è solo una questione di deleghe e incarichi. È anche, e forse soprattutto, una questione di rapporti umani e politici. Lo dimostra la lunga e sentita presa di posizione di Camilla Palombini, che ha affidato ai social il suo congedo dall’esecutivo. Parole dense, che raccontano anni di lavoro, responsabilità e risultati raggiunti: finanziamenti ottenuti, progetti avviati, reti costruite con istituzioni e associazioni. Accanto all’orgoglio per il lavoro svolto, però, emerge anche l’amarezza per una decisione che Palombini contesta nel merito. Rivendica una scelta di coerenza, quella di aver preferito l’impegno amministrativo quotidiano a una candidatura elettorale, e chiama in causa direttamente il rapporto di fiducia con i cittadini. «Lascio a testa alta», scrive, lasciando intravedere una frattura che va oltre il semplice avvicendamento politico.
Intanto, sullo sfondo, la macchina amministrativa continua a muoversi. Guglielmo Stasi esce formalmente dalla Giunta, ma resta al fianco del sindaco come Capo di Gabinetto, segno evidente che l’asse politico-amministrativo non si spezza e che alcune figure continuano a giocare un ruolo centrale, seppur in forme diverse. In Consiglio comunale entrano Luigi Masciullo, Francesca Tundo e Daniela Sindaco, chiamati ora a rappresentare la maggioranza tra i banchi dell’assise, in un momento in cui il confronto politico sarà inevitabilmente più acceso.
C’è anche chi guarda avanti con entusiasmo, come il consigliere Andrea Gatto, che accanto alla delega all’ASI riceve quella agli Eventi. Le sue parole parlano di fiducia, di energia nuova e di responsabilità verso la città, in netto contrasto con le ombre e le tensioni che accompagnano alcune uscite dall’esecutivo.
Alla fine, a Palazzo Orsini non è andata in scena una rivoluzione. È stato piuttosto un passaggio politico complesso, fatto di scelte legittime, equilibri delicati e sentimenti contrastanti. Galatina va avanti, come sempre, tra continuità e cambiamento. Ma non senza lasciare tracce di ciò che è stato, e interrogativi su ciò che sarà.