Otranto Jazz Festival 2026: tre notti di musica, emozioni e grandi protagonisti.

di Davide Tommasi

Il Lungomare degli Eroi si trasforma nel cuore pulsante del jazz del Mediterraneo

Tre serate, un solo grande protagonista: la musica. Dal 10 al 12 luglio 2026, il suggestivo Lungomare degli Eroi si è trasformato in un palcoscenico affacciato sul mare, regalando al pubblico uno spettacolo capace di fondere jazz, swing, soul, bossa nova e cultura in una delle cornici più affascinanti della Puglia.

L'Otranto Jazz Festival 2026 ha confermato ancora una volta il proprio prestigio, richiamando centinaia di spettatori tra appassionati, turisti e famiglie, tutti accomunati dalla voglia di vivere tre serate all'insegna della grande musica dal vivo.

A guidare il pubblico durante l'intera manifestazione è stato l'artista salentino Antonio Ancora, elegante padrone di casa del Festival. Con il suo stile coinvolgente, la sua esperienza artistica e la capacità di dialogare con il pubblico, ha accompagnato ogni momento della rassegna, raccontando gli artisti e creando un filo diretto tra palco e platea, contribuendo a rendere ogni serata ancora più speciale.

La magia dello swing apre il Festival: applausi per la Ragtime Bubu Band


Ad inaugurare il Festival è stata la trascinante Ragtime Bubu Band, che ha riportato Otranto nell’atmosfera vivace e raffinata della New Orleans degli anni d’oro, tra le sonorità autentiche del jazz delle origini e il fascino senza tempo delle grandi orchestre di strada.

Fin dalle prime note il pubblico si è lasciato conquistare da un repertorio elegante e coinvolgente, capace di attraversare epoche e suggestioni diverse attraverso swing, ragtime e jazz tradizionale. Ogni brano è stato interpretato con straordinaria energia, precisione e qualità musicale, restituendo tutta la freschezza e la vitalità di una musica nata per incontrare le persone e animare gli spazi urbani.

I musicisti hanno saputo trasformare ogni esecuzione in un vero e proprio spettacolo, alternando momenti di grande virtuosismo, improvvisazioni brillanti e irresistibili richiami all’ironia e alla teatralità tipiche della tradizione jazzistica. Il pubblico è stato accompagnato in un viaggio musicale ricco di ritmo, emozioni e fascino, dove ogni melodia ha raccontato una storia e ogni pausa ha lasciato spazio all’attesa di una nuova sorpresa.

Il Lungomare degli Eroi si è così trasformato in un grande salotto all’aperto, illuminato dalla musica e dall’entusiasmo dei presenti: un luogo d’incontro in cui generazioni diverse si sono ritrovate unite dalla stessa emozione. Tra applausi, sorrisi e tanta partecipazione, la serata inaugurale ha dato il via al Festival con un’atmosfera speciale, confermando ancora una volta il valore della musica dal vivo come strumento capace di creare connessioni, celebrare la cultura e regalare momenti indimenticabili.


Taryn conquista Otranto con il suo Blue Notes & Bossa Tour 2026

La seconda serata ha alzato ulteriormente il livello artistico della manifestazione grazie alla straordinaria esibizione di Taryn, protagonista del suo attesissimo Blue Notes & Bossa Tour 2026, un appuntamento che ha saputo unire eleganza, ricerca musicale e grande intensità interpretativa.

Accompagnata da una formazione di altissimo livello composta da Tamir Case alla batteria, Pedro Braga alla chitarra e Ciro Cruz al basso, l’artista ha dato vita ad uno spettacolo raffinato, coinvolgente e ricco di sfumature, capace di attraversare con naturalezza mondi sonori diversi come jazz, blues e bossa nova. Un percorso musicale costruito su atmosfere intime e suggestive, nel quale ogni brano è diventato occasione per raccontare emozioni, ricordi e storie attraverso il linguaggio universale della musica.

La presenza scenica di Taryn, unita alla profondità della sua voce calda e avvolgente, ha catturato l’attenzione del pubblico fin dal primo istante. Ogni interpretazione è stata accolta da lunghi applausi, testimonianza del forte coinvolgimento degli spettatori e della capacità dell’artista di creare un dialogo autentico con la platea.

La straordinaria sintonia con i musicisti sul palco ha dato vita a momenti di grande intensità, caratterizzati da equilibrio, sensibilità e una raffinata complicità musicale. La batteria di Tamir Case, le atmosfere ricercate della chitarra di Pedro Braga e il groove elegante del basso di Ciro Cruz hanno accompagnato la voce di Taryn in un intreccio sonoro capace di emozionare e sorprendere.

Una serata di grande classe, in cui il fascino del jazz internazionale ha incontrato la magia della location, regalando al pubblico un’esperienza musicale intensa e memorabile e confermando il Festival come spazio privilegiato per ospitare artisti di valore e spettacoli di assoluta qualità.

Grande emozione per l'Award OJF 2026 consegnato a Carlo Capasa

Uno dei momenti più intensi e significativi dell’intero Festival è stato senza dubbio la cerimonia di consegna dell’Award OJF 2026 a Carlo Capasa, protagonista di primo piano del panorama imprenditoriale italiano e figura autorevole di riferimento nel sistema moda internazionale.

Un riconoscimento prestigioso, che celebra non solo il suo straordinario percorso professionale, ma anche il contributo concreto e visionario offerto alla diffusione dell’eccellenza italiana nel mondo. Attraverso il suo impegno costante nella promozione della qualità, della creatività e dell’innovazione, Carlo Capasa ha saputo rappresentare e valorizzare i principi più autentici del Made in Italy, trasformandoli in un patrimonio riconosciuto e apprezzato a livello globale.

La cerimonia, introdotta dal saluto istituzionale del sindaco di Otranto Francesco Bruni, ha rappresentato un momento di particolare rilievo per il Festival, ponendo al centro il rapporto tra cultura, territorio e capacità di generare nuove prospettive di crescita. Nel suo intervento, il primo cittadino ha evidenziato il valore di iniziative capaci di creare dialogo tra istituzioni, imprese, creatività e comunità, sottolineando come la cultura possa essere uno strumento fondamentale per rafforzare l’identità dei luoghi e promuovere una visione aperta e internazionale del territorio.

A seguire, il patron del Festival Prof.Francesco Bortone ha sottolineato la missione dell’OJF come spazio di incontro e confronto tra personalità provenienti da mondi diversi, accomunate dalla volontà di valorizzare talento, innovazione e bellezza. Nel suo intervento ha rimarcato l’importanza di costruire occasioni in cui la cultura non sia soltanto celebrazione, ma diventi un elemento dinamico capace di favorire relazioni, stimolare nuove idee e contribuire allo sviluppo economico e sociale. Ha inoltre evidenziato come il Festival rappresenti un luogo in cui le eccellenze italiane possono incontrarsi e raccontare il proprio percorso, creando connessioni tra passato, presente e futuro.

Anche Giorgia Marocco di Pimar ha posto l’attenzione sul ruolo della cultura come patrimonio condiviso e come leva strategica per la crescita dei territori. Nel suo intervento ha evidenziato il valore della collaborazione tra realtà produttive, istituzioni e mondo creativo, ricordando come la capacità di fare rete rappresenti una delle chiavi fondamentali per valorizzare le eccellenze italiane. La cultura, insieme alla ricerca, alla progettualità e all’innovazione, è stata indicata come un elemento capace di generare nuove opportunità e di rafforzare il legame tra identità locale e scenari internazionali.

Nel ricevere il premio, Carlo Capasa ha ribadito quanto creatività, impresa, moda e cultura rappresentino linguaggi diversi ma profondamente connessi, capaci di raccontare nel mondo il valore dell’Italia. Un messaggio che ha restituito il senso più profondo del riconoscimento ricevuto: celebrare la capacità italiana di trasformare idee, competenze e tradizioni in un racconto universale di qualità, talento e visione.

Un momento di grande valore simbolico, che ha celebrato una personalità capace di unire esperienza, leadership e passione, confermando il ruolo centrale della creatività italiana come forza propulsiva e ambasciatrice dell’identità del Paese nel panorama globale.

Cristina Russo & Neo Soul Combo chiudono il Festival con una scarica di energia

Il gran finale del 12 luglio è stato affidato alla straordinaria energia di Cristina Russo & Neo Soul Combo, protagonisti di uno spettacolo che ha infiammato il Lungomare degli Eroi.

Cristina Russo ha conquistato il pubblico con una voce potente, raffinata e ricca di sfumature, accompagnando gli spettatori in un viaggio musicale tra soul, neo soul, jazz e funk.

Ad affiancarla una band di musicisti di assoluto livello: Tommaso Nece al basso, Angelo Di Marco alle tastiere e Marco Di Dio alla batteria, protagonisti di una performance intensa, moderna e ricca di groove.

Tra improvvisazioni, ritmi coinvolgenti e sonorità sofisticate, il concerto finale ha trasformato il lungomare in una grande festa della musica, raccogliendo applausi a scena aperta e regalando al pubblico un finale all'altezza di una manifestazione di grande prestigio.

Otranto sempre più capitale del jazz

Per tre giorni Otranto ha respirato musica.

Il mare, il Castello Aragonese, il centro storico e il Lungomare degli Eroi hanno fatto da cornice a un Festival che ormai rappresenta uno degli eventi culturali più importanti dell'estate pugliese.

L'Otranto Jazz Festival continua a crescere anno dopo anno grazie alla visione del patron Francesco Bortone, alla collaborazione delle istituzioni, degli sponsor e di tutti coloro che credono nella cultura come strumento di sviluppo del territorio.

Determinante anche la conduzione di Antonio Ancora, che con professionalità, simpatia e grande sensibilità artistica ha saputo accompagnare il pubblico lungo tutte le serate, rendendo ancora più coinvolgente il racconto del Festival.

Tra il ritmo dello swing, l'eleganza della bossa nova, l'intensità del soul e la forza del jazz contemporaneo, l'Otranto Jazz Festival 2026 ha scritto un'altra pagina importante della cultura musicale del Salento.

Tre serate sold out, artisti di altissimo livello, ospiti prestigiosi e un pubblico partecipe hanno confermato che la musica dal vivo continua ad essere uno straordinario strumento di incontro, emozione e condivisione.

Quando il sipario è calato sull'ultima nota, Otranto non ha salutato soltanto un Festival: ha dato appuntamento al prossimo capitolo di un percorso musicale che continua a crescere e a coinvolgere pubblico e artisti.

L'Otranto Jazz Festival 2026 prosegue infatti il suo viaggio con una nuova e suggestiva tappa: giovedì 16 luglio 2026, il Festival si sposterà nella splendida cornice del Convento dei Cappuccini, luogo ricco di fascino e storia, che per una sera si trasformerà in un esclusivo teatro sotto le stelle.

Una nuova location, una nuova atmosfera e nuove emozioni attendono gli appassionati, confermando la volontà dell'organizzazione di portare il jazz in luoghi simbolo del patrimonio storico e culturale di Otranto, creando un perfetto dialogo tra musica, arte e territorio.

L'Otranto Jazz Festival continua così il suo percorso, portando il pubblico in un viaggio fatto di note, bellezza e condivisione, con la promessa di regalare ancora una volta una serata indimenticabile nella magica atmosfera del Convento dei Cappuccini, il 16 luglio 2026.

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