Oltre la performance: il benessere psicofisico ridisegna il futuro dei giovani

di Davide Tommasi

A Lecce istituzioni, professionisti e mondo universitario insieme per un nuovo modello educativo tra salute, sport, mente e inclusione

Lecce – Sabato 16 maggio 2026, nella raffinata cornice dell’Hilton Garden Inn Lecce, si è svolta una delle più significative giornate di confronto dedicate al benessere delle nuove generazioni. Un appuntamento capace di unire cultura, salute, sport, formazione e impegno istituzionale in un’unica grande riflessione collettiva sul futuro dei giovani.

La tavola rotonda, patrocinata dal Comune di Lecce e promossa dal polo Unimeditatesi di Lecce e Galatina, ha acceso i riflettori su un tema sempre più centrale nella società contemporanea: il bisogno di ripensare il concetto di orientamento universitario non soltanto come scelta accademica o professionale, ma come percorso di crescita umana, equilibrio emotivo e costruzione consapevole della propria identità.

In un’epoca dominata dalla velocità, dalla pressione sociale della performance e dall’iperconnessione digitale, il convegno ha rappresentato una risposta concreta alla crescente fragilità che attraversa il mondo giovanile. Professionisti della salute, esperti del settore educativo, rappresentanti delle istituzioni, studenti e famiglie si sono confrontati attorno a una domanda che oggi appare imprescindibile: come accompagnare i ragazzi verso il futuro senza trascurare il loro benessere psicofisico?

L’evento, promosso dal network Unimeditatesi, realtà accreditata con Università Pegaso, Universitas Mercatorum e Università San Raffaele Roma, ha offerto al territorio salentino una visione innovativa e multidisciplinare della formazione, nella quale mente, corpo, alimentazione, relazioni sociali e attività sportiva diventano elementi strettamente interconnessi.

Alessandra Pepe: ascolto e accompagnamento al centro dell’orientamento

Ad aprire i lavori è stata l’avvocato Alessandra Pepe resp.Polo di Orientamento Mediatatesi , che ha dato voce alla necessità di un nuovo modello educativo fondato sull’ascolto e sull’accompagnamento umano.

«Oggi orientare un ragazzo — ha spiegato — non significa semplicemente suggerire un corso di laurea. Significa comprendere i suoi bisogni, sostenere le sue fragilità, valorizzare i suoi talenti e aiutarlo a costruire un percorso di vita sano e sostenibile. I giovani hanno bisogno di essere ascoltati, guidati e messi nelle condizioni di credere nelle proprie capacità».

Un intervento intenso, accolto con grande partecipazione da una platea numerosa composta da studenti, genitori, professionisti e rappresentanti del territorio.

Le istituzioni: il benessere come responsabilità condivisa

A testimoniare la vicinanza delle istituzioni è stata la presenza dell’avvocato Fabiola De Giovanni, intervenuta in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Lecce.

Nel suo intervento, la consigliera ha sottolineato come il concetto di benessere non possa più essere ridotto alla semplice assenza di patologie, ma debba trasformarsi in una cultura diffusa della prevenzione e della qualità della vita.

«Le istituzioni — ha dichiarato — hanno il dovere di costruire reti concrete con professionisti, scuole, università e famiglie per offrire ai giovani strumenti reali di crescita personale e sociale. Investire nel benessere delle nuove generazioni significa investire nel futuro della comunità».

Parole che hanno rafforzato il senso profondo dell’iniziativa: creare un’alleanza educativa stabile tra territorio, mondo sanitario e formazione.

Laura Marrocco: la mission del polo e la centralità della persona

A rafforzare la visione educativa del progetto è stato anche l’intervento della dottoressa Laura Marrocco, che ha illustrato la mission del polo.

La professionista ha sottolineato come la formazione debba andare oltre la semplice dimensione accademica, trasformandosi in un percorso globale di crescita personale e professionale.

«La nostra mission — ha spiegato — è accompagnare gli studenti non soltanto nella crescita accademica, ma soprattutto nella costruzione della propria identità personale e professionale. Crediamo in una formazione accessibile, inclusiva e attenta al benessere complessivo dello studente, perché oggi educare significa anche creare ascolto, motivazione e opportunità concrete per il futuro».

Ha inoltre evidenziato il ruolo sempre più centrale delle università come ponte tra territorio e mondo del lavoro, con una crescente attenzione alla persona nella sua interezza.

Mindfulness e salute mentale: imparare a rallentare in una società che corre

Tra gli interventi più seguiti quello della dottoressa Elisabetta Macchia, che ha affrontato il tema della mindfulness come strumento concreto di gestione dello stress e potenziamento delle capacità attentive.

La professionista ha spiegato come il sovraccarico informativo e la continua esposizione agli stimoli digitali stiano incidendo profondamente sull’equilibrio emotivo dei giovani, generando ansia, insicurezza e difficoltà di concentrazione.

La mindfulness, basata sulla consapevolezza del momento presente, si propone così come una pratica utile per recuperare lucidità mentale, migliorare l’attenzione e ristabilire un rapporto più sano con se stessi.

In una società che impone ritmi sempre più frenetici, rallentare diventa un vero atto di tutela della salute mentale.

Nutrizione e cervello: il cibo come alleato del benessere

Molto apprezzato anche l’intervento della biologa nutrizionista Maria Rita Caputo, che ha illustrato il profondo legame tra alimentazione e funzioni cognitive.

La specialista ha evidenziato come il cervello consumi una quantità significativa dell’energia corporea e come abitudini alimentari scorrette possano compromettere memoria, lucidità, concentrazione e rendimento scolastico.

Ampio spazio è stato dedicato ai principi della Dieta Mediterranea, ancora oggi considerata uno dei più importanti strumenti di prevenzione sanitaria e di promozione del benessere psicofisico.

Visione, postura e apprendimento: il corpo come sistema integrato

A completare il quadro multidisciplinare è stato il dottor Giuseppe Cordella, che ha approfondito il rapporto tra funzione visiva, postura e apprendimento.

L’esperto ha spiegato come molti disturbi scolastici possano derivare da problematiche visive non diagnosticate e aggravate dall’uso precoce e prolungato dei dispositivi digitali.

Eros Rollo: lo sport come scuola di vita

Eros Rollo, che ha ribadito il valore educativo dello sport come strumento di crescita.

Lo sport rappresenta una vera scuola di vita, capace di insegnare disciplina, rispetto e resilienza.

«Lo sport — ha dichiarato — insegna il rispetto, la disciplina, il sacrificio e soprattutto la capacità di rialzarsi dopo una sconfitta. Oggi più che mai i ragazzi hanno bisogno di spazi sani nei quali sentirsi accolti, valorizzati e motivati».Markour: la fragilità come punto di forza

Markour a Lecce: “La fragilità non è una debolezza, ma la vera forza dell’autenticità”

Grande entusiasmo anche per la presenza dell’ospite d’eccezione Markour, che è intervenuto portando l’attenzione su uno dei temi più delicati per le nuove generazioni: la pressione sociale esercitata dai social network e la costruzione di un’immagine personale spesso filtrata, idealizzata e distante dalla realtà quotidiana.

Nel suo intervento, Markour ha utilizzato un linguaggio diretto, autentico e immediatamente riconoscibile dai più giovani, riuscendo a instaurare un dialogo empatico con la platea. Ha invitato i ragazzi a non nascondere le proprie fragilità e a non sentirsi costretti a inseguire modelli irrealistici imposti dalle piattaforme digitali, sottolineando come il continuo confronto con vite apparentemente perfette possa alimentare insicurezza, ansia e un crescente senso di inadeguatezza.

«Viviamo in una società — ha raccontato — che spesso ci obbliga a mostrare soltanto la parte migliore di noi stessi. Ma i ragazzi devono capire che la fragilità non è una debolezza. È dall’autenticità che nasce la vera forza».

Verso un nuovo paradigma educativo

L’appuntamento del 16 maggio all’Hilton Garden Inn Lecce ha lasciato un messaggio chiaro: il futuro dei giovani non può essere costruito esclusivamente sulla competizione e sulla ricerca della performance.Servono ascolto, prevenzione, inclusione, educazione emotiva, salute mentale, sport, relazioni sane e qualità della vita.

Il progetto promosso dal polo Unimeditatesi di Lecce e Galatina punta proprio a questo: creare una rete territoriale capace di accompagnare le nuove generazioni verso il futuro senza lasciare indietro la dimensione umana.

Perché dietro ogni studente non esiste soltanto una carriera da costruire, ma una persona con sogni, paure, talenti e fragilità.Ed è proprio dalla cura di quella persona che passa il futuro dell’intera società.

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