NUOVO OSPEDALE MAGLIE-MELPIGNANO
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PAGLIARO E BASILE (FDI): “ANCORA SULLA CARTA DOPO QUASI 15 ANNI. VOGLIAMO RISPOSTE IN AUDIZIONE”
Il nuovo ospedale del Sud Salento Maglie-Melpignano è la cenerentola dei cinque grandi presìdi sanitari da costruire in tutta la regione: quello più indietro, ancora sulla carta e in attesa di rifinanziamento.
Colpa di ritardi, errori, rinvii e lungaggini tutte da chiarire. Perciò abbiamo chiesto un’audizione nelle commissioni Sanità e Bilancio, per avere risposte certe su progettazione, finanziamento e tempi di realizzazione del nuovo grande ospedale da quasi 400 posti letto, atteso da 43 Comuni e quasi 210mila abitanti.
Il primo atto di questa telenovela risale al 2002: l’accordo Stato-Regione integrato nel 2008 e poi il 18 novembre 2020, con lo stanziamento di 134,9 milioni a carico del Ministero della Salute.
Nel 2011 la Regione Puglia ha avviato le procedure per individuare l'area su cui edificare l'ospedale: alcuni terreni nell’area industriale tra Maglie e Melpignano, che però presentavano interferenze con Acquedotto Pugliese per la rete idrica, con Anas per la statale 275, con Fse per la linea ferroviaria. Il Nucleo di valutazione del Ministero ha chiesto di risolvere queste criticità, e nel 2019 – ben otto anni dopo – è stato presentato un nuovo studio di fattibilità tecnico-economica costato 1,6 milioni, che l’Asl Lecce ha messo a gara solo nel 2021 e aggiudicato nel 2022.
Di rinvio in rinvio, il 6 giugno 2024 l’accordo Stato-Regione è stato revocato con decreto del Ministro della Salute perché l’Asl Lecce non ha ottenuto in tempo utile l’approvazione del progetto da porre a base di gara lavori, necessario per il decreto di ammissione a finanziamento. Nel frattempo era stato redatto un nuovo progetto definitivo dell’opera, con costo triplicato fino a 388 milioni di euro, mentre restano ancora da espropriare alcuni terreni di proprietà privata su cui dovrà sorgere il nuovo ospedale.
Il 14 gennaio 2025 il Dipartimento Salute della Regione ha sollecitato l’Asl Lecce a trasmettere tutta la documentazione da ripresentare a valutazione del Nucleo degli investimenti pubblici presso il Ministero della Salute. Ma, dopo oltre sei mesi, al 28 luglio 2025 (stando al riscontro della Direzione del Dipartimento Salute ad una nostra interrogazione urgente sullo stato di attuazione del nuovo ospedale del Sud Salento), l’Asl Lecce non aveva ancora trasmesso l’atto approvativo della documentazione progettuale da parte della stazione appaltante, né risultavano ancora completate le procedure di verifica, la cui gara, aggiudicata il 5 giugno 2025, è stata contrattualizzata alla società Bureau Veritas nel mese di luglio scorso.
Nel frattempo è andato perduto il lascito di 3 milioni di euro disposto dalla benefattrice Vita Carrapa di Maglie, scomparsa a 95 anni il 16 febbraio 2019. La cospicua eredità, anziché essere destinata come da volontà testamentarie all’ospedale del Sud Salento, è stata dirottata dalla Asl per la realizzazione di un presidio riabilitativo nell’ex ospedale di Maglie, altro progetto ancora sulla carta. Da qui la possibilità che la somma – come indicato nel testamento in alternativa all’Ospedale Maglie-Melpignano – passi nelle casse dell'ISPE, l'Istituto per i servizi alla persona per l'Europa, incaricato di gestire la casa di riposo di Maglie o, eventualmente, di crearne una nuova.
Insomma, una serie di pasticci burocratici e ritardi che hanno impantanato la realizzazione dell’ospedale, ferma ancora alla fase progettuale. Di tutto questo chiederemo conto nell’audizione congiunta nelle commissioni Sanità e Bilancio, al presidente Decaro e agli assessori Pentassuglia e Leo, al direttore del Dipartimento Salute Montanaro, al direttore dell’Asl Lecce Rossi e ai progettisti, in presenza dei sindaci di Maglie e Melpignano e del rappresentante del Comitato Nuovo Ospedale del Sud Salento. Vogliamo far luce sulle responsabilità che hanno paralizzato non soltanto quest’opera, ma anche tutti gli interventi di ammodernamento e potenziamento delle strutture sanitarie territoriali, bloccati con la promessa del nuovo ospedale fantasma, che chissà mai se vedrà la luce».