Monteroni celebra il vernacolo: una serata di emozioni, memoria e vittoria culturale al Palazzo Baronale

di Davide Tommasi

Tra giovani talenti, musica e tradizione salentina, la serata al Palazzo Baronale celebra il teatro in vernacolo e rende omaggio alla memoria dell’attrice Liliana D’Arpe, figura amata della scena teatrale locale.

MONTERONI DI LECCE – Una serata intensa, 7 mazo 2026 ricca di emozioni e significato, in cui teatro, musica e memoria si sono fusi in un unico grande racconto collettivo. Il Salone delle Feste del Palazzo Baronale si è trasformato in un luogo simbolico dove la tradizione salentina ha incontrato il futuro, grazie alla conclusione del laboratorio teatrale per ragazzi e alla cerimonia dell’XI Concorso in Vernacolo.L’iniziativa, promossa dal Comune di Monteroni insieme all’Associazione Culturale Teatro Valle della Cupa, ha richiamato un pubblico numeroso e partecipe. Ma tra spettacolo, applausi e momenti di festa, un nome ha attraversato tutta la serata con una presenza forte e sentita: Liliana D’Arpe, attrice salentina amatissima, ricordata con affetto e commozione dalla comunità.

Liliana D’Arpe: un’eredità che continua a vivere

Il momento più intenso e significativo della serata è stato senza dubbio il tributo dedicato a Liliana D’Arpe, figura centrale nella storia del teatro vernacolare salentino.

Attrice appassionata, interprete sensibile e donna profondamente legata alla cultura della sua terra, Liliana D’Arpe ha lasciato un segno importante nel panorama teatrale locale. Per anni ha portato sul palco storie, personaggi e tradizioni della vita salentina, contribuendo a mantenere viva una forma di teatro che rappresenta l’anima stessa del territorio.

La sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo tra colleghi, amici e spettatori che l’hanno seguita e amata nel corso della sua carriera. Per questo motivo l’omaggio organizzato durante la serata ha assunto un valore speciale, trasformandosi in un momento di autentica condivisione emotiva.

A rendere ancora più toccante il ricordo è stata la presenza della figlia Lara Cataldo, che ha letto davanti al pubblico una favola scritta per la madre dopo la sua scomparsa. Le parole, cariche di affetto e nostalgia, hanno riempito la sala di emozione.

Il pubblico ha ascoltato in silenzio, con rispetto e partecipazione, dimostrando quanto Liliana D’Arpe sia rimasta nel cuore della comunità. Gli applausi finali sono stati lunghi e sinceri, quasi un abbraccio collettivo rivolto alla memoria di un’artista che ha dedicato la sua vita al teatro.

In molti hanno sottolineato come il suo esempio continui ancora oggi a ispirare chi ama il teatro vernacolare e crede nel valore della cultura popolare.

I giovani sul palco: la tradizione passa di mano

Accanto al ricordo di Liliana D’Arpe, la serata ha celebrato anche il futuro del teatro salentino. Protagonisti sono stati i ragazzi del laboratorio teatrale guidato dalla direttrice artistica Dora Solini, che con passione e dedizione ha accompagnato i giovani in un percorso di scoperta del palcoscenico e del dialetto.

Gli sketch portati in scena – “Malasanità”, “Le Mutuate”, “Cu la fatia aggiu uta la fortuna mia” e “O la borsa o la vita” – hanno conquistato il pubblico per ironia, spontaneità e freschezza.

Tra risate e applausi, i giovani attori hanno dimostrato che il vernacolo può ancora parlare alle nuove generazioni. In un mondo dominato dalla tecnologia e dai social, vedere ragazzi interpretare con naturalezza la lingua dei nonni è stato uno dei segnali più belli della serata.

Una vera vittoria culturale che conferma quanto il teatro possa essere uno strumento straordinario di trasmissione delle tradizioni.

Il Maestro Ronzino Invitto, memoria viva del teatro

Tra gli ospiti presenti in sala anche il Maestro Ronzino Invitto, figura storica del teatro in vernacolo e punto di riferimento per tanti artisti del territorio.

Da anni impegnato nella scrittura e nella messa in scena di opere dialettali, continua a portare avanti con energia e passione una tradizione teatrale che rappresenta una parte fondamentale della cultura salentina.

La sua presenza ha dato ulteriore valore alla serata, simboleggiando il legame tra passato, presente e futuro del teatro locale.

Il sostegno delle istituzioni

Grande soddisfazione è stata espressa anche dall’amministrazione comunale, che ha sostenuto con convinzione l’iniziativa.

Il sindaco Mariolina Puzzovio ha parlato di una serata che rende orgogliosa l’intera comunità, sottolineando l’importanza di eventi capaci di valorizzare la cultura e coinvolgere i giovani.

L’assessore alla Cultura Ramona Visconti ha invece evidenziato come il teatro in vernacolo rappresenti un patrimonio identitario prezioso, da preservare e promuovere anche attraverso iniziative dedicate alle nuove generazioni.

Musica e tradizione: il cuore del Salento

Ad accompagnare i diversi momenti della serata anche gli intermezzi musicali che hanno contribuito a creare un’atmosfera suggestiva e coinvolgente.

Le composizioni del Maestro Antonio Martino si sono intrecciate con la voce intensa di Gianni Leucci, regalando al pubblico momenti di grande partecipazione emotiva e rafforzando il legame tra musica, teatro e tradizione.

Le compagnie premiate

Durante la serata sono state premiate alcune delle compagnie teatrali che hanno partecipato all’XI Concorso in Vernacolo, riconoscendo il loro impegno nel mantenere viva questa forma d’arte.

Tra le realtà premiate:

  • Rote Pacce di Lecce

  • Nuovo Teatro e Vita di San Cassiano

  • Alitzai di Alliste

  • Don Leopoldo di Magliano

Una serata che unisce memoria e futuro

Quando le luci del Palazzo Baronale si sono abbassate, la sensazione condivisa dal pubblico era quella di aver vissuto qualcosa di più di uno spettacolo.

La serata di Monteroni è stata un viaggio nella cultura salentina, ma soprattutto un grande abbraccio alla memoria di Liliana D’Arpe, artista che con il suo talento e la sua passione ha contribuito a scrivere una pagina importante della storia del teatro locale.

Il suo ricordo continuerà a vivere non solo nella memoria di chi l’ha conosciuta, ma anche nelle nuove generazioni che oggi salgono sul palco, portando avanti quella stessa passione per il teatro e per il vernacolo.

E proprio in questo passaggio di testimone si trova il significato più profondo della serata: la tradizione continua a vivere, grazie alla memoria di chi l’ha costruita e all’entusiasmo di chi la porterà nel futuro

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