Merine, lo sport scende in campo contro bullismo e violenza: «Nessuno è solo»

di Davide Tommasi

Domenica 18 ottobre 2026, al Parco Nelson Mandela di Lecce, una giornata di sport, spettacolo, inclusione e solidarietà.

Dall’autodifesa alla pole dance, dal tiro con l’arco alla pizzica, dal kick boxing alla break dance, fino al functional training: una giornata ricca di emozioni, energia e condivisione, promossa da UnimeditaTesi con il coinvolgimento di associazioni, cittadini e rappresentanti delle istituzioni.Tra i momenti più significativi, un’emozionante rappresentazione teatrale dedicata alla sensibilizzazione contro il bullismo e la violenza sulle donne, per ricordare quanto siano fondamentali il rispetto, la solidarietà e la vicinanza agli altri.Il Parco Nelson Mandela di Lecce ha fatto da cornice a un evento che ha saputo unire dimostrazioni sportive, esibizioni artistiche e momenti di riflessione, valorizzando lo sport come strumento di aggregazione, crescita e inclusione.A fare da filo conduttore alla manifestazione, il messaggio «Nessuno è solo»: un invito a contrastare ogni forma di discriminazione e a costruire, insieme, una comunità più accogliente, solidale e attenta ai bisogni di tutti.La giornata si è aperta con i saluti istituzionali e i ringraziamenti rivolti a tutte le associazioni, ai partecipanti e a quanti hanno contribuito, con entusiasmo e impegno, alla realizzazione di questa bellissima iniziativa.Una domenica speciale, ricca di sorrisi, emozioni e valori condivisi, che ha dimostrato come lo sport possa essere un potente strumento di unione, rispetto e solidarietà. Perché nessuno deve sentirsi solo.

I saluti istituzionali: lo sport come strumento di inclusione

Ad aprire la manifestazione è stata Alessandra Pepe, responsabile di UnimeditaTesi, che ha rivolto un sentito ringraziamento a tutti i partecipanti, alle istituzioni e a quanti, con il proprio impegno e la propria collaborazione, hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa. Un riconoscimento particolare è stato riservato ai Comuni di Lecce, Galatina e Lizzanello e alla Provincia di Lecce, che hanno concesso il proprio patrocinio, confermando l’attenzione e la sensibilità delle istituzioni verso iniziative capaci di valorizzare lo sport non soltanto come attività fisica, ma anche come strumento di aggregazione, partecipazione e inclusione sociale. Un’occasione importante per promuovere valori fondamentali come la condivisione, il rispetto reciproco e il senso di comunità, rafforzando il legame tra il mondo dello sport, le istituzioni e il territorio.

Nel corso dei saluti istituzionali, Fabiola De Giovanni, consigliera comunale di Lecce e presidente della IX Commissione, ha portato i saluti della sindaca Adriana Poli Bortone, sottolineando l’importanza dello sport come strumento di crescita, inclusione e coesione sociale. Nel suo intervento ha evidenziato come la pratica sportiva rappresenti un’opportunità concreta per favorire l’incontro tra le persone, valorizzare le diversità e abbattere le barriere, siano esse fisiche, culturali o sociali. Lo sport, infatti, non è soltanto un’attività legata al movimento e alla competizione, ma costituisce anche un importante veicolo di educazione, solidarietà e rispetto reciproco. Attraverso la partecipazione alle attività sportive è possibile promuovere il benessere individuale e collettivo, rafforzare il senso di appartenenza alla comunità e creare occasioni di condivisione, capaci di coinvolgere cittadini di tutte le età e condizioni. Un messaggio che richiama il valore dello sport come diritto e risorsa per la comunità, in grado di contribuire alla costruzione di una società più aperta, accessibile e attenta ai bisogni di tutti, nella quale ciascuno possa sentirsi parte attiva della vita cittadina.

Un messaggio di sostegno e vicinanza è arrivato anche dal Comune di Lizzanello, rappresentato dall’assessore Adele Ingrosso, che ha voluto sottolineare l’importanza di promuovere e valorizzare l’attività fisica come strumento fondamentale per il benessere della persona, in ogni fase della vita. Nel suo intervento è stato posto l’accento sulla necessità di incentivare la pratica sportiva e creare maggiori opportunità di movimento, favorendo la partecipazione di cittadini di tutte le età, senza distinzioni e nel segno dell’inclusione.

Particolare attenzione è stata dedicata alle persone anziane, per le quali l’attività motoria può rappresentare un’importante occasione non solo per mantenersi in salute, ma anche per vivere momenti di incontro, condivisione e socializzazione. Promuovere iniziative dedicate alla terza età significa, infatti, contribuire a mantenere attive le persone, rafforzare i legami sociali e contrastare il rischio di isolamento, favorendo una maggiore partecipazione alla vita della comunità.

In questa prospettiva, lo sport assume un valore che va ben oltre il semplice esercizio fisico: diventa uno strumento di aggregazione, inclusione e crescita collettiva, capace di mettere in relazione generazioni diverse e di favorire uno stile di vita più sano e consapevole. Il sostegno del Comune di Lizzanello si inserisce quindi in una visione dello sport come bene comune, un’opportunità da rendere sempre più accessibile a tutti, affinché ciascuno possa sentirsi parte attiva della comunità e trovare nell’attività fisica un’occasione concreta per migliorare la propria qualità della vita.

A sottolineare il ruolo fondamentale dello sport nella vita della comunità è stato anche il Centro Sportivo Italiano – Comitato di Lecce, con il suo rappresentante Maurizio Calogiuri, che ha posto l’accento sul valore degli spazi pubblici come luoghi di aggregazione, condivisione e partecipazione attiva. Un richiamo importante, che evidenzia come lo sport non rappresenti soltanto un’occasione per mantenersi in forma e migliorare il proprio benessere fisico, ma costituisca anche uno strumento prezioso per favorire l’incontro tra le persone, superare le distanze sociali e promuovere valori come il rispetto, la solidarietà, la collaborazione e l’inclusione.

Parchi, giardini e aree verdi, in questa prospettiva, assumono un significato che va ben oltre quello di semplici luoghi dedicati al tempo libero. Si trasformano in spazi aperti alla cittadinanza, capaci di accogliere persone di tutte le età e di favorire occasioni di incontro, movimento e socializzazione. Sono luoghi in cui bambini, giovani, adulti e anziani possono condividere esperienze, partecipare ad attività comuni e riscoprire il piacere di vivere gli spazi della propria città in modo attivo e consapevole.

Promuovere lo sport all’interno degli spazi pubblici significa, dunque, investire nella qualità della vita e nella costruzione di una comunità più coesa, dinamica e inclusiva. La possibilità di praticare attività motorie all’aria aperta, di incontrarsi e di partecipare a iniziative condivise contribuisce, infatti, a diffondere stili di vita sani, contrastare la sedentarietà e rafforzare il legame tra i cittadini e il territorio. In questo senso, il valore dello sport si estende oltre la dimensione strettamente agonistica, diventando un mezzo di educazione, crescita personale e partecipazione civica.

Il messaggio sottolineato dal Centro Sportivo Italiano – Comitato di Lecce è quindi quello di riconoscere negli spazi verdi una risorsa fondamentale per il benessere collettivo, da valorizzare e rendere sempre più accessibile. Luoghi vissuti e condivisi, capaci di generare relazioni positive, stimolare la partecipazione e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità, contribuendo a costruire un ambiente urbano più accogliente, sano e attento alle esigenze di tutti.

A completare il quadro degli interventi è stato Samuele, gestore del Parco Nelson Mandela di Merine, che ha portato l’attenzione sul valore del parco come spazio aperto alla cittadinanza, in cui lo sport può diventare un’occasione concreta di incontro, condivisione e inclusione. Nel suo intervento ha sottolineato come un parco non rappresenti soltanto un’area dedicata al tempo libero e all’attività fisica, ma possa trasformarsi in un vero e proprio punto di riferimento per la comunità, un luogo in cui le persone possano ritrovarsi, conoscersi e costruire nuove relazioni attraverso esperienze condivise. In questa prospettiva, lo sport assume un ruolo che va oltre la dimensione puramente motoria, diventando uno strumento capace di abbattere le distanze, favorire il dialogo e promuovere valori fondamentali come il rispetto reciproco, la collaborazione e la solidarietà.

Il suo contributo ha richiamato inoltre l’importanza di valorizzare le aree verdi come luoghi di aggregazione accessibili e aperti a tutti, capaci di mettere in relazione persone di età, interessi e percorsi di vita differenti. Spazi come il Parco Nelson Mandela possono infatti favorire una partecipazione più attiva alla vita della comunità, offrendo opportunità di incontro anche a chi, per diverse ragioni, rischia di rimanere ai margini delle occasioni di socialità. La possibilità di praticare attività all’aperto, condividere momenti di svago e prendere parte a iniziative collettive contribuisce a rafforzare il senso di appartenenza al territorio e a promuovere una cultura dell’accoglienza, in cui ciascuno possa sentirsi parte integrante della comunità.

Da questo punto di vista, la cura e la valorizzazione dei parchi pubblici rappresentano un investimento non soltanto nella qualità degli spazi urbani, ma anche nel benessere delle persone e nella costruzione di legami sociali più solidi. L’esperienza del Parco Nelson Mandela di Merine si inserisce quindi in una riflessione più ampia sul ruolo degli spazi pubblici nella promozione di stili di vita attivi e nella creazione di occasioni concrete di partecipazione. Un luogo verde, vissuto e condiviso, può diventare un punto d’incontro tra generazioni e un contesto privilegiato in cui lo sport, il tempo libero e la socialità si intrecciano, contribuendo a rendere la comunità più coesa, inclusiva e attenta ai bisogni di tutti i cittadini.

Prima sessione: sport, movimento e scoperta di nuove discipline

La prima parte della manifestazione è stata dedicata alla scoperta di diverse discipline sportive, attraverso dimostrazioni e momenti di approfondimento. Dalla pole dance al tiro con l’arco, passando per l’autodifesa personale e la pizzica, il pubblico ha potuto conoscere attività differenti per tecnica, preparazione e finalità, in un contesto nel quale il valore della partecipazione ha prevalso su quello della competizione.

Pole dance: forza, coordinazione ed equilibrio

Tra le discipline presentate, la pole dance ha saputo attirare l’attenzione mettendo in evidenza la straordinaria combinazione di forza, flessibilità, coordinazione ed equilibrio che caratterizza questa pratica sportiva. I movimenti eseguiti sul palo richiedono, infatti, una preparazione fisica accurata, un costante controllo del corpo e un allenamento continuo, indispensabili per affrontare le diverse figure con precisione, fluidità e sicurezza. Ogni esercizio rappresenta il risultato di un percorso fatto di impegno, dedizione e progressiva acquisizione delle abilità tecniche necessarie.

La dimostrazione ha offerto al pubblico l’opportunità di conoscere più da vicino una disciplina che unisce la componente atletica a quella artistica ed espressiva, superando gli stereotipi che ancora possono accompagnarla. Attraverso sequenze di movimenti, figure e passaggi tecnici, è stato possibile apprezzare non soltanto la preparazione fisica richiesta, ma anche la capacità di trasformare la forza e il controllo in espressioni di eleganza e armonia. La pole dance si è così presentata come una pratica completa, capace di valorizzare le potenzialità individuali e di promuovere la consapevolezza del proprio corpo. La sua presenza tra le discipline proposte ha contribuito ad arricchire la manifestazione, sottolineando come lo sport possa assumere forme diverse e offrire a ciascuno l’opportunità di mettersi alla prova, sviluppare nuove competenze e scoprire modalità originali di esprimere sé stesso attraverso il movimento.

Kick Boxing: energia, tecnica e coinvolgimento con Eros Rollo

Durante la sessione mattutina si è svolta una coinvolgente esibizione di kick boxing a cura di Eros Rollo, che ha visto protagonisti due atleti impegnati nel mostrare alcune delle tecniche caratteristiche di questa disciplina. L’esibizione ha attirato l’attenzione dei presenti, offrendo un momento di sport, energia e spettacolo, nel quale precisione, coordinazione e controllo dei movimenti hanno avuto un ruolo fondamentale. I due atleti, guidati da Eros, hanno dato dimostrazione delle proprie capacità, permettendo al pubblico di osservare da vicino le dinamiche e le peculiarità della kick boxing, uno sport che richiede preparazione fisica, concentrazione e determinazione.

A rendere l’iniziativa ancora più interessante è stato il coinvolgimento diretto del pubblico. Sotto la guida di Eros Rollo, alcuni spettatori hanno infatti avuto l’opportunità di indossare e provare ai polsi i guantoni da kick boxing, avvicinandosi in prima persona a questa disciplina. Un’esperienza che ha suscitato curiosità ed entusiasmo, trasformando il pubblico da semplice osservatore a parte attiva del momento sportivo. Eros ha accompagnato questa fase con disponibilità e attenzione, mostrando l’attrezzatura e consentendo ai presenti di familiarizzare con i guantoni e con alcuni aspetti pratici della disciplina.

L’esibizione si è così trasformata in un’occasione di condivisione e partecipazione, capace di unire la dimostrazione tecnica degli atleti alla curiosità degli spettatori. Grazie alla professionalità e alla guida di Eros Rollo, la kick boxing ha trovato spazio all’interno della sessione mattutina come espressione di impegno, disciplina e passione sportiva, regalando ai presenti un momento dinamico e coinvolgente.

Tiro con l’arco: concentrazione e precisione

Spazio anche al tiro con l’arco, una disciplina che unisce precisione, concentrazione e controllo del corpo, illustrata durante l’iniziativa da un istruttore di una società sportiva di San Cesario. La dimostrazione ha offerto ai partecipanti l’opportunità di conoscere più da vicino questo sport, scoprendone le tecniche di base, l’importanza di una postura corretta e il ruolo fondamentale della coordinazione tra mente e movimento.

Nel tiro con l’arco, infatti, ogni gesto richiede attenzione e consapevolezza: dalla posizione del corpo alla presa dell’arco, fino alla gestione della respirazione e al momento del rilascio della freccia. Raggiungere il bersaglio non significa soltanto mirare con precisione, ma imparare a controllare i propri movimenti, mantenere la concentrazione e ripetere correttamente ogni fase dell’azione. Si tratta di abilità che si sviluppano gradualmente attraverso l’esercizio, la costanza e il confronto con istruttori qualificati.

L’attività ha permesso inoltre di mettere in luce il carattere inclusivo di questa disciplina, praticabile a diverse età e con percorsi adattabili alle capacità e alle esigenze individuali. Il tiro con l’arco rappresenta così un’occasione per migliorare la coordinazione, allenare la pazienza e rafforzare l’autocontrollo, imparando a gestire le proprie emozioni e a concentrarsi sull’obiettivo. Una dimostrazione che ha avvicinato i partecipanti a uno sport in cui tecnica, equilibrio e consapevolezza personale si incontrano, valorizzando non soltanto il risultato finale, ma anche il percorso di apprendimento necessario per raggiungerlo.

Autodifesa personale: consapevolezza e sicurezza

Tra gli appuntamenti che hanno caratterizzato la prima sessione della giornata è stata proposta una dimostrazione di autodifesa personale, condotta dal maestro Danilo Inglese, che ha illustrato alcune tecniche di base e sottolineato l’importanza di acquisire maggiore consapevolezza delle proprie capacità fisiche e delle situazioni che possono presentare elementi di rischio. L’iniziativa ha rappresentato un’occasione di approfondimento e riflessione su un tema di grande attualità, richiamando l’attenzione non soltanto sugli aspetti pratici dell’autodifesa, ma anche sul valore della prevenzione e sulla necessità di sviluppare comportamenti responsabili.

Nel corso della dimostrazione, l’autodifesa è stata presentata come uno strumento utile per imparare a riconoscere le situazioni potenzialmente pericolose, mantenere il controllo e affrontare con maggiore lucidità eventuali momenti di difficoltà. Conoscere alcune tecniche fondamentali, infatti, può contribuire a rafforzare la fiducia in sé stessi e a sviluppare una più attenta percezione del proprio corpo, dello spazio circostante e dei segnali che possono indicare una possibile situazione di pericolo.

L’attività ha inoltre offerto l’opportunità di soffermarsi sull’importanza di un approccio consapevole alla sicurezza personale, evidenziando come la prevenzione, la capacità di valutare le circostanze e la scelta delle risposte più adeguate siano elementi fondamentali per tutelare sé stessi e gli altri. L’obiettivo non è quello di promuovere il confronto fisico, ma di comprendere come comportarsi in situazioni delicate, privilegiando, quando possibile, l’allontanamento dal pericolo e la richiesta di aiuto.

In questo senso, l’autodifesa si inserisce in un più ampio percorso educativo che comprende la conoscenza di sé, il rispetto dei propri limiti, la fiducia nelle proprie risorse e la capacità di affrontare le difficoltà senza ricorrere alla violenza. Si tratta di aspetti strettamente legati anche alla costruzione di relazioni sane ed equilibrate, fondate sul rispetto reciproco e sulla consapevolezza del valore e della dignità di ogni persona.

La dimostrazione guidata dal maestro Danilo Inglese ha quindi contribuito ad arricchire il programma della prima sessione, offrendo spunti di riflessione che vanno oltre la dimensione strettamente tecnica. Un momento particolarmente significativo in una giornata dedicata al rispetto della persona e al contrasto della violenza, durante la quale la prevenzione, la consapevolezza e la capacità di proteggersi diventano strumenti importanti per promuovere una cultura della sicurezza, della responsabilità e del rispetto reciproco.

La pizzica di Focu d’Amore: la tradizione salentina protagonista

A portare nel parco i ritmi travolgenti, i colori e le suggestioni della tradizione salentina sono state le ragazze della scuola di danza Focu d’Amore, protagoniste di un’esibizione interamente dedicata alla pizzica e ai balli popolari. Con la loro energia, la passione per la danza e la cura dei movimenti, le giovani ballerine hanno regalato al pubblico un momento di spettacolo capace di richiamare le radici culturali del territorio e di far rivivere una delle espressioni più caratteristiche della tradizione pugliese.

La performance ha trasformato lo spazio verde in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto, animando il parco con il ritmo della musica popolare e con l’entusiasmo delle danzatrici. I passi della pizzica, le movenze tradizionali e l’energia trasmessa durante l’esibizione hanno contribuito a creare un’atmosfera coinvolgente e festosa, nella quale il pubblico ha potuto avvicinarsi a una forma d’arte che continua a mantenere vivo il legame tra passato e presente. La danza si è così inserita nel contesto del parco come occasione di incontro, capace di valorizzare gli spazi pubblici attraverso la cultura, la musica e la partecipazione.

Attraverso la loro esibizione, le ragazze di Focu d’Amore hanno portato in scena non soltanto una sequenza di passi e coreografie, ma anche un patrimonio di gesti, suoni e significati che appartengono profondamente all’identità salentina. La pizzica, infatti, rappresenta una delle espressioni più riconoscibili della cultura popolare locale: una danza che, attraverso il ritmo e il movimento, racconta storie, tradizioni e consuetudini tramandate nel tempo. La sua forza risiede proprio nella capacità di rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie origini, continuando a coinvolgere generazioni diverse e a suscitare curiosità anche in chi si avvicina per la prima volta a questo mondo.

L’iniziativa ha offerto anche l’occasione per riflettere sul valore della danza e dell’attività fisica come strumenti di benessere, socializzazione e inclusione. Ballare significa, infatti, mettere in movimento il corpo, sviluppare coordinazione e ritmo, ma anche condividere emozioni, creare relazioni e sentirsi parte di un gruppo. In questo senso, la pizzica si è rivelata un linguaggio immediato e universale, capace di superare le differenze e favorire la partecipazione, trasformando un’esibizione artistica in un momento di autentica condivisione.

La presenza della scuola di danza Focu d’Amore ha quindi contribuito ad arricchire la vita del parco, dimostrando come la valorizzazione delle tradizioni popolari possa convivere con la promozione di stili di vita attivi e con la riscoperta degli spazi comuni. Un’occasione per celebrare la cultura salentina attraverso il movimento e la musica, mantenendo viva una tradizione che continua a essere parte integrante dell’identità del territorio e un elemento di aggregazione per la comunità.

Seconda sessione: spettacolo, sport e messaggi di sensibilizzazione

Nel pomeriggio la manifestazione è proseguita con nuove dimostrazioni sportive e artistiche. Il programma ha alternato attività dinamiche, danza urbana, spettacoli a forte contenuto sociale e momenti dedicati al benessere fisico, mantenendo alta l’attenzione del pubblico.

Power Jump: energia e divertimento a ritmo di musica

Tra gli appuntamenti più dinamici e coinvolgenti del pomeriggio, il Power Jump ha portato nel parco una carica di energia, ritmo ed entusiasmo, trasformando lo spazio in un luogo di movimento, condivisione e divertimento. Accompagnata dalla musica, l’attività ha dato vita a una dimostrazione vivace e ricca di intensità, capace di catturare l’attenzione dei presenti e di trasmettere tutta la vitalità di questa disciplina. I movimenti, eseguiti seguendo il ritmo musicale, hanno creato un’atmosfera positiva e stimolante, nella quale il piacere di fare attività fisica si è unito alla voglia di partecipare e di lasciarsi coinvolgere.

La dimostrazione ha rappresentato un’occasione per avvicinare il pubblico a una pratica sportiva dinamica e divertente, mettendo in evidenza come il movimento possa diventare un’esperienza accessibile, motivante e ricca di benefici. Il Power Jump ha mostrato, infatti, come l’allenamento non debba essere vissuto esclusivamente come un momento di fatica e impegno, ma possa trasformarsi anche in un’attività piacevole, capace di stimolare la partecipazione, favorire la socializzazione e rendere ogni esercizio un’opportunità per esprimere energia e vitalità.

Attraverso il connubio tra musica, coordinazione e attività fisica, la disciplina ha saputo trasmettere un messaggio importante: prendersi cura del proprio benessere può essere anche un’occasione di divertimento e condivisione. Il ritmo ha accompagnato ogni movimento, contribuendo a creare un clima di entusiasmo e partecipazione, mentre la dimostrazione ha evidenziato il valore dello sport come strumento per promuovere uno stile di vita attivo e consapevole.

Il Power Jump si è così inserito tra i momenti più vivaci del pomeriggio, contribuendo ad arricchire il programma con una proposta capace di unire spettacolo, movimento e coinvolgimento. Un’esperienza che ha ricordato come lo sport possa rappresentare non soltanto un’opportunità per migliorare la propria forma fisica, ma anche un modo per stare insieme, condividere emozioni e riscoprire il piacere di muoversi, lasciandosi guidare dalla musica e dalla voglia di mettersi in gioco.

Break dance: il linguaggio urbano del movimento

A seguire, spazio alla break dance, forma di danza urbana legata alla cultura hip-hop, che combina ritmo, tecnica, acrobazie e creatività. Una disciplina dinamica e coinvolgente, nata come espressione della cultura di strada e diventata nel tempo un linguaggio artistico riconosciuto a livello internazionale. La sua pratica richiede coordinazione, equilibrio, preparazione fisica, agilità e controllo del corpo, oltre alla capacità di interpretare la musica attraverso movimenti originali e sequenze sempre diverse.

La dimostrazione ha portato nel Parco Nelson Mandela un linguaggio espressivo contemporaneo, nel quale il movimento incontra l’identità personale e la dimensione artistica. I partecipanti hanno avuto modo di mostrare come ogni gesto possa trasformarsi in uno strumento di comunicazione, dando vita a una performance in cui tecnica, energia e interpretazione si fondono in un’unica esperienza. La break dance, infatti, non si limita all’esecuzione di passi e figure acrobatiche, ma lascia spazio alla creatività individuale, all’improvvisazione e alla ricerca di uno stile personale.

Attraverso il ritmo e il movimento, questa disciplina favorisce anche la consapevolezza del proprio corpo, la concentrazione e la capacità di confrontarsi con gli altri. Ogni esibizione diventa così un’occasione per valorizzare le abilità personali, sperimentare nuove forme di espressione e condividere la passione per la danza all’interno di un contesto collettivo.

La break dance ha arricchito il programma pomeridiano del Parco Nelson Mandela, contribuendo a creare un momento di incontro tra sport, arte e cultura urbana. Una dimostrazione che ha evidenziato come la danza possa rappresentare non soltanto un’attività di allenamento e preparazione fisica, ma anche un’opportunità di espressione, socializzazione e partecipazione, capace di coinvolgere pubblici diversi attraverso il linguaggio universale della musica e del movimento.

Danza e teatro contro il bullismo e la violenza sulle donne

Uno dei momenti più intensi, emozionanti e significativi del pomeriggio è stato senza dubbio lo spettacolo di danza teatrale coordinato dalla maestra Ilenia, dedicato a due tematiche di grande rilevanza sociale e di forte attualità: il bullismo e la violenza contro le donne. Attraverso una rappresentazione capace di coinvolgere il pubblico sul piano emotivo e umano, le protagoniste hanno portato in scena problematiche che, purtroppo, continuano a interessare la nostra società e che richiedono attenzione, sensibilità e un impegno concreto da parte di tutti.

Lo spettacolo ha saputo intrecciare con grande efficacia il linguaggio del corpo, la musica e la parola, dando vita a una narrazione intensa e profonda. Ogni movimento, ogni gesto e ogni espressione delle interpreti hanno contribuito a raccontare situazioni di sopraffazione, paura, solitudine e sofferenza, rendendo visibili emozioni che spesso rimangono nascoste o difficili da esprimere. La danza si è così trasformata in un mezzo comunicativo potente, capace di trasmettere messaggi importanti anche senza bisogno di molte parole, raggiungendo direttamente la sensibilità di chi osservava.

Attraverso le coreografie e l'interpretazione delle danzatrici, il pubblico è stato accompagnato in un percorso di riflessione sulle conseguenze che il bullismo e la violenza possono avere sulla vita delle persone. Due fenomeni diversi, ma accomunati dalla negazione del rispetto, della libertà e della dignità dell'altro. Da una parte, il bullismo, che può manifestarsi attraverso comportamenti aggressivi, umiliazioni, esclusione e prevaricazioni, lasciando ferite profonde soprattutto nei più giovani; dall'altra, la violenza contro le donne, una drammatica realtà che richiama la necessità di contrastare ogni forma di abuso, controllo e discriminazione.

La forza della rappresentazione è stata proprio quella di riuscire a raccontare queste esperienze attraverso il movimento, trasformando il palcoscenico in uno spazio di testimonianza e consapevolezza. I gesti delle interpreti hanno dato forma al dolore, alla fragilità e alla difficoltà di chi subisce violenza, ma hanno anche suggerito l'importanza di trovare il coraggio di reagire, chiedere aiuto e rompere il silenzio. Ogni sequenza ha contribuito a costruire un racconto che non si è limitato a mostrare la sofferenza, ma ha invitato a interrogarsi sul ruolo di ciascuno nella prevenzione e nel contrasto di comportamenti ingiusti e inaccettabili.

A rendere ancora più coinvolgente e toccante lo spettacolo è stata la voce di Marika, che ha accompagnato la rappresentazione aggiungendo intensità e profondità al messaggio delle coreografie. Le sue parole, unite alle immagini create dai corpi in movimento, hanno contribuito a sottolineare il significato delle scene, amplificandone il valore emotivo e favorendo un legame ancora più diretto con il pubblico. La voce e la danza si sono così incontrate in un dialogo armonioso, nel quale ogni elemento ha trovato il proprio spazio, contribuendo a rendere la performance un'esperienza capace di lasciare il segno.

L'alternanza tra movimento e parola ha permesso di affrontare argomenti complessi con un linguaggio accessibile e immediato, capace di arrivare al cuore degli spettatori e, allo stesso tempo, di stimolare una riflessione più consapevole. L'emozione suscitata dalla rappresentazione ha dimostrato come l'arte possa diventare uno strumento prezioso per affrontare questioni delicate, superare l'indifferenza e favorire una maggiore comprensione delle esperienze vissute da chi si trova in situazioni di difficoltà.

Il messaggio emerso è stato chiaro: nessuna forma di bullismo, abuso o violenza può essere giustificata o sottovalutata. È fondamentale imparare a riconoscere i segnali del disagio, ascoltare chi trova il coraggio di parlare, non rimanere indifferenti di fronte alle ingiustizie e promuovere, soprattutto tra le nuove generazioni, una cultura fondata sull'empatia, sull'uguaglianza e sulla valorizzazione delle differenze. Il rispetto non deve essere considerato soltanto un principio da affermare a parole, ma un valore da tradurre quotidianamente nei gesti, nei comportamenti e nelle relazioni con gli altri.

In questo senso, il lavoro coordinato dalla maestra Ilenia ha rappresentato anche un'importante occasione educativa, capace di unire l'espressione artistica alla trasmissione di valori fondamentali per la crescita individuale e collettiva. Attraverso la danza teatrale, le interpreti hanno dato voce a problematiche che non possono essere ignorate, ricordando quanto sia importante costruire ambienti in cui ogni persona possa sentirsi accolta, rispettata e libera di esprimere sé stessa senza paura di essere giudicata, umiliata o ferita.

L'esibizione ha lasciato nei presenti un messaggio di grande valore, sottolineando che il cambiamento culturale nasce anche da momenti come questo: occasioni in cui la comunità si ritrova, si emoziona e viene invitata a guardare con maggiore attenzione ciò che accade intorno a sé. Perché contrastare la violenza e il bullismo significa innanzitutto educare al rispetto, promuovere il dialogo e imparare a riconoscere nell'altro una persona da ascoltare e tutelare.

Non una semplice esibizione artistica, dunque, ma un autentico momento di sensibilizzazione e partecipazione, in cui la danza e la voce si sono unite per trasmettere un messaggio forte e universale. Uno spettacolo che ha saputo emozionare, far riflettere e ricordare a tutti che l'arte, quando si mette al servizio di temi così importanti, può diventare uno strumento concreto di consapevolezza, contribuendo a diffondere valori positivi e a incoraggiare una società più giusta, inclusiva e rispettosa.

Catch’n Serve Ball: collaborazione e spirito di squadra

Il programma è proseguito con il Catch’n Serve Ball, una disciplina sportiva praticata sul campo da pallavolo che propone modalità di gioco differenti rispetto a quelle della pallavolo tradizionale, introducendo un approccio originale e accessibile al movimento. La dimostrazione ha rappresentato un’occasione per avvicinare il pubblico a questa particolare forma di attività sportiva, illustrandone le caratteristiche e le dinamiche attraverso un’esperienza capace di mettere in risalto il valore della partecipazione e della condivisione.

Il Catch’n Serve Ball si distingue per l’attenzione rivolta alla collaborazione tra i partecipanti, alla comunicazione e alla costruzione di un’intesa all’interno della squadra. Durante la dimostrazione, il campo è diventato uno spazio di incontro e di confronto, nel quale il gioco ha assunto un significato che va oltre il semplice gesto atletico. Ogni azione ha offerto l’opportunità di sperimentare l’importanza dell’ascolto reciproco, del coordinamento e della capacità di perseguire un obiettivo comune, valorizzando il contributo di ciascun componente del gruppo.

La disciplina ha permesso, inoltre, di evidenziare come lo sport possa essere uno strumento efficace per favorire la socializzazione e creare occasioni di partecipazione condivisa. Attraverso il coinvolgimento diretto e la presentazione delle diverse modalità di gioco, il pubblico ha potuto scoprire una proposta capace di coniugare movimento, divertimento e spirito di squadra, in un contesto nel quale la dimensione collettiva assume un ruolo centrale. L’esperienza ha richiamato l’attenzione sull’importanza di vivere l’attività sportiva non soltanto come esercizio fisico, ma anche come opportunità per instaurare relazioni, rafforzare la fiducia reciproca e condividere momenti positivi.

La presenza del Catch’n Serve Ball ha così arricchito il ventaglio delle attività proposte nel corso della manifestazione, contribuendo a offrire al pubblico una panoramica più ampia delle possibilità che lo sport può mettere a disposizione. Accanto alle discipline più conosciute, questa proposta ha portato in evidenza una modalità di gioco alternativa, capace di stimolare la curiosità e di coinvolgere persone con interessi, abilità ed esperienze differenti.

La dimostrazione si è inserita pienamente nello spirito dell’iniziativa, confermando l’attenzione verso uno sport inteso come occasione di incontro, inclusione e partecipazione attiva. Un momento che ha sottolineato il valore del giocare insieme, della collaborazione e della condivisione, elementi fondamentali per rendere l’attività sportiva un’esperienza aperta e significativa per tutti.

Functional training: il binomio tra corpo e musica

Corpo, ritmo e intensità sono stati gli elementi caratterizzanti della sessione di functional training coordinata dal maestro Luca De Razza, che ha guidato i partecipanti in un’attività dinamica e coinvolgente, mettendo al centro il movimento, l’energia e la consapevolezza del proprio corpo. La sessione ha rappresentato un momento dedicato al benessere fisico e alla promozione di uno stile di vita attivo, offrendo ai presenti l’opportunità di sperimentare una forma di allenamento capace di coniugare impegno, divertimento e partecipazione collettiva.

L’allenamento funzionale ha proposto esercizi pensati per coinvolgere diverse capacità fisiche, dalla forza alla coordinazione, dalla resistenza al controllo dei movimenti. Attraverso una sequenza di attività differenti, i partecipanti sono stati accompagnati in un percorso di movimento volto a stimolare il corpo nella sua globalità, valorizzando l’importanza dell’equilibrio, della precisione e della capacità di adattarsi ai diversi esercizi. Il functional training si è così presentato come una proposta versatile, nella quale ogni movimento contribuisce a sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità e delle proprie capacità fisiche.

A rendere ancora più vivace la sessione è stata la presenza della musica, che ha accompagnato l’allenamento scandendone il ritmo e contribuendo a creare un’atmosfera energica e motivante. Le sonorità hanno sostenuto lo svolgimento delle attività, favorendo il coinvolgimento dei partecipanti e trasformando il momento dell’esercizio fisico in un’esperienza condivisa. Il ritmo musicale ha aggiunto dinamicità alla proposta, rafforzando il legame tra movimento ed espressione corporea e contribuendo a rendere l’attività più stimolante.

Il binomio tra corpo e musica ha rappresentato uno degli aspetti centrali dell’iniziativa, dimostrando come l’attività fisica possa andare oltre la dimensione individuale dell’allenamento per diventare un’occasione di incontro, socializzazione e condivisione. L’energia trasmessa dal gruppo, unita alla successione degli esercizi e al coinvolgimento generale, ha contribuito a creare un contesto positivo, nel quale la motivazione personale si è intrecciata con quella collettiva. In questo modo, il movimento è diventato un linguaggio comune, capace di unire i partecipanti attraverso il ritmo, l’impegno e il piacere di svolgere attività insieme.

La conduzione del maestro Luca De Razza ha accompagnato la sessione, richiamando l’attenzione sull’importanza di praticare attività fisica con continuità e di dedicare tempo alla cura del proprio benessere. L’allenamento ha offerto uno spunto per riflettere sul ruolo del movimento nella vita quotidiana e sui benefici di uno stile di vita attivo, nel quale l’esercizio fisico rappresenta un elemento importante per mantenere un buon equilibrio tra corpo e mente.

La sessione di functional training si è inserita così nel programma della manifestazione come un momento di grande dinamismo, capace di trasmettere entusiasmo e di coinvolgere il pubblico attraverso un’esperienza in cui intensità, musica e partecipazione hanno trovato un punto d’incontro. Un’attività che ha valorizzato il piacere di muoversi, la condivisione dell’energia e l’importanza di prendersi cura di sé, confermando il ruolo dello sport come strumento di benessere, aggregazione e promozione di abitudini sane.

Difesa personale: il maestro Danilo Inglese illustra come affrontare le situazioni di rischio

A concludere il percorso delle dimostrazioni è stato il maestro Danilo Inglese, che ha proposto una serie di simulazioni pratiche dedicate alla difesa personale e alla gestione di situazioni potenzialmente pericolose. Un momento particolarmente significativo, pensato per avvicinare i partecipanti a tematiche di grande attualità e per offrire spunti di riflessione sull’importanza della prevenzione, della sicurezza e della capacità di affrontare con consapevolezza eventuali situazioni di rischio.

Gli esempi proposti hanno riguardato circostanze che possono verificarsi nella vita quotidiana, dalle aggressioni ai tentativi di furto, con particolare attenzione al tema della violenza contro le donne. Attraverso scenari simulati e dimostrazioni concrete, Inglese ha illustrato alcuni principi fondamentali della difesa personale, mostrando come sia importante imparare a riconoscere tempestivamente i segnali di pericolo, mantenere la lucidità e valutare con attenzione le possibili reazioni. L’obiettivo non è stato soltanto quello di presentare alcune tecniche pratiche, ma anche di sensibilizzare i presenti sull’importanza di prevenire i rischi e di non sottovalutare comportamenti o situazioni potenzialmente minacciose.

Nel corso della sessione, particolare rilievo è stato dato alla consapevolezza dell’ambiente circostante, alla capacità di osservare ciò che accade intorno a sé e all’individuazione di possibili vie di fuga. Aspetti che, in una situazione di emergenza, possono rivelarsi determinanti per proteggere la propria incolumità. Le simulazioni hanno permesso di evidenziare come, in presenza di un pericolo, sia fondamentale cercare di conservare il controllo, valutare rapidamente le circostanze e individuare la soluzione più sicura, evitando, quando possibile, di alimentare il confronto o di esporsi a ulteriori rischi.

Le dimostrazioni hanno affrontato anche le tecniche di difesa e di reazione fisica, mostrando come determinati movimenti e strategie possano essere utilizzati per cercare di sottrarsi a una situazione di aggressione. Il maestro Inglese ha così richiamato l’attenzione sulla necessità di conoscere le modalità di applicazione delle tecniche e, soprattutto, i loro limiti, considerando che ogni situazione presenta caratteristiche differenti e richiede una valutazione attenta delle circostanze. La preparazione fisica, infatti, rappresenta soltanto una parte del percorso: altrettanto importanti sono la prontezza mentale, la capacità di riconoscere il pericolo e la consapevolezza delle proprie possibilità.

Un’attenzione specifica è stata riservata alla violenza contro le donne, un fenomeno che richiede sensibilizzazione, informazione e strumenti concreti per promuovere una maggiore cultura della sicurezza. In questo contesto, la difesa personale è stata presentata non come una garanzia assoluta contro le aggressioni, ma come un insieme di conoscenze e competenze che possono contribuire a sviluppare maggiore consapevolezza, a riconoscere situazioni rischiose e a individuare possibili strategie per sottrarsi al pericolo. L’aspetto centrale rimane sempre la tutela della persona, senza attribuire a chi subisce una violenza la responsabilità di quanto accaduto.

Le simulazioni pratiche hanno quindi rappresentato un’occasione per comprendere quanto la prevenzione e la capacità di osservazione siano importanti nella vita di tutti i giorni. In una situazione reale, la priorità resta infatti la sicurezza personale: quando possibile, allontanarsi dal pericolo, raggiungere un luogo sicuro e chiedere aiuto sono comportamenti fondamentali. La reazione fisica deve essere considerata soltanto quando necessaria e nei limiti delle possibilità e delle circostanze, senza dimenticare che non esiste una tecnica valida in ogni situazione.

Con questo intervento si è concluso il percorso delle dimostrazioni, lasciando ai partecipanti un messaggio chiaro: la difesa personale non si esaurisce nell’apprendimento di gesti e tecniche, ma comprende un insieme più ampio di competenze, che spaziano dalla prevenzione alla consapevolezza, dalla gestione della paura alla capacità di prendere decisioni in condizioni di difficoltà. Un momento formativo che ha sottolineato il valore della conoscenza e della preparazione come strumenti per affrontare con maggiore attenzione le situazioni quotidiane e promuovere una cultura della sicurezza fondata sulla responsabilità, sul rispetto e sulla tutela della propria incolumità.

Alimentazione e benessere: l’intervento del dottor Simone Petrarca

Accanto alle attività pratiche e alle dimostrazioni, la manifestazione ha dedicato uno spazio importante anche al tema della salute e della prevenzione, grazie all’intervento del dottor Simone Petrarca, che ha approfondito il rapporto tra corretta alimentazione e attività fisica. Un momento di informazione e confronto pensato per sottolineare quanto le scelte quotidiane possano incidere sul benessere generale della persona e contribuire a migliorare la qualità della vita.

Nel corso dell’approfondimento è stato posto l’accento sull’importanza di adottare uno stile di vita sano ed equilibrato, basato sulla combinazione di diversi fattori: praticare attività fisica con regolarità, seguire un’alimentazione varia e bilanciata e garantire al proprio organismo il giusto riposo. Si tratta di abitudini che, se inserite con costanza nella vita di tutti i giorni, possono contribuire a mantenere il corpo in salute e a favorire una maggiore consapevolezza del proprio benessere.

Il tema dell’alimentazione, in particolare, rappresenta un aspetto fondamentale nella gestione dell’attività fisica, sia per chi pratica sport a livello agonistico sia per chi sceglie il movimento come occasione per mantenersi in forma. Prestare attenzione a ciò che si mangia, rispettare le esigenze del proprio organismo e associare una corretta alimentazione a un’adeguata attività motoria sono elementi importanti per sostenere uno stile di vita attivo e responsabile.

Il messaggio proposto dal dottor Petrarca si è rivolto, quindi, a un pubblico ampio, non limitato agli sportivi, ma esteso a tutte le persone interessate a prendersi cura della propria salute attraverso comportamenti consapevoli. La prevenzione, infatti, passa anche dalla capacità di riconoscere il valore delle piccole scelte quotidiane e di trasformarle in abitudini durature, capaci di accompagnare le diverse fasi della vita.

L’intervento ha completato il programma della giornata, affiancando alle dimostrazioni pratiche un momento di approfondimento dedicato all’informazione, alla prevenzione e alla promozione della salute. Un’occasione per ribadire come lo sport non rappresenti soltanto un’attività fisica, ma possa diventare anche uno strumento di educazione al benessere, favorendo una maggiore attenzione al proprio corpo e all’importanza di uno stile di vita equilibrato.

Attraverso iniziative di questo tipo, la manifestazione ha confermato il valore di un approccio che unisce pratica, conoscenza e sensibilizzazione, offrendo ai partecipanti spunti utili da portare nella quotidianità. Un percorso che mette al centro la persona e la consapevolezza che il benessere si costruisce giorno dopo giorno, attraverso il movimento, una corretta alimentazione, il riposo e la cura di sé.

Durante la sessione mattutina era presente lo stand dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri), Sezione di Lecce, intitolata a Daniele De Santis, un’importante occasione per far conoscere più da vicino il mondo arbitrale, le attività dell’associazione e i valori che ne guidano l’impegno quotidiano. La presenza dello stand ha rappresentato un momento significativo di incontro, informazione e sensibilizzazione, permettendo ai partecipanti di avvicinarsi alla figura dell’arbitro e di comprenderne meglio il ruolo fondamentale nello svolgimento delle competizioni sportive. L’arbitro, infatti, non è soltanto colui che applica il regolamento durante una partita, ma è anche una figura chiamata a garantire imparzialità, correttezza e rispetto delle regole, contribuendo alla realizzazione di un ambiente sportivo sano e positivo.

Attraverso questa iniziativa è stato possibile mettere in evidenza i principi fondamentali che caratterizzano l’attività arbitrale, come la lealtà, la responsabilità, la capacità di prendere decisioni, la gestione delle situazioni difficili e il rispetto reciproco tra tutti i protagonisti dello sport. Si tratta di valori che non riguardano esclusivamente il campo da gioco, ma che possono essere applicati anche nella vita quotidiana, a scuola e nelle relazioni con gli altri. La presenza dell’AIA ha quindi offerto un’occasione per riflettere sull’importanza dell’educazione sportiva e sul contributo che lo sport può dare alla formazione personale e sociale dei giovani.

Particolare rilievo assume anche il riferimento a Daniele De Santis, il cui nome è legato alla memoria e all’identità della sezione leccese. La sua figura richiama l’importanza della passione, della dedizione e dell’impegno che caratterizzano chi sceglie di intraprendere il percorso arbitrale. Lo stand ha così contribuito a valorizzare il lavoro svolto dall’Associazione Italiana Arbitri nella promozione di uno sport fondato sul rispetto delle regole e sulla correttezza, sottolineando quanto sia importante riconoscere il valore e la responsabilità di chi opera per garantire il regolare svolgimento delle competizioni.

Nel complesso, la partecipazione della Sezione AIA di Lecce alla sessione mattutina ha arricchito l’iniziativa, offrendo ai presenti un’opportunità per conoscere meglio il mondo dell’arbitraggio e per approfondire il significato dei valori sportivi. La presenza dello stand ha contribuito a diffondere un messaggio importante: lo sport non è soltanto competizione e ricerca del risultato, ma anche educazione, rispetto, collaborazione e crescita personale. Promuovere questi principi significa favorire una cultura sportiva più consapevole e inclusiva, nella quale ogni partecipante, dall’atleta all’arbitro, possa sentirsi parte integrante di un’esperienza condivisa, basata sulla correttezza e sul rispetto reciproco.

«Nessuno è solo»: lo sport unisce la comunità

Dalle discipline sportive alle esibizioni di danza, passando per l’allenamento funzionale e le dimostrazioni di autodifesa, la giornata al Parco Nelson Mandela ha proposto un percorso nel quale il movimento si è intrecciato con temi educativi e sociali.

L’iniziativa di Unimedita Tesi ha valorizzato il ruolo dello sport come occasione di incontro, capace di favorire relazioni, promuovere stili di vita attivi e sensibilizzare su questioni importanti come il bullismo e la violenza contro le donne.

Il messaggio «Nessuno è solo» ha accompagnato le diverse attività, ricordando che l’inclusione si costruisce attraverso la partecipazione, il rispetto e la possibilità di sentirsi parte di una comunità.

Al Parco Nelson Mandela, lo sport ha così mostrato il proprio valore anche al di fuori della competizione: non soltanto prestazioni e risultati, ma occasioni concrete per stare insieme, condividere esperienze e contribuire a una società più consapevole e solidale.














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