Lecce, il teatro cambia pelle e guarda al presente: al via la stagione 2026/27 tra classici, nuove drammaturgie e grandi interpreti

di Vincenzo Sparviero

Dall’Apollo al Paisiello, quindici appuntamenti tra novembre e aprile. In scena Scarpetta, Brecht, Shakespeare, Wilde, Machiavelli, Svevo e Camilleri, accanto alla drammaturgia contemporanea. Torna anche il “Teatro Sottocasa” e si rafforza la collaborazione con l’Università del Salento

C’è un filo che attraversa la nuova stagione teatrale del Comune di Lecce: la capacità dei classici di cambiare pelle senza perdere la propria identità. Eduardo Scarpetta può così incontrare la stagione successiva alla Legge Basaglia, Machiavelli entrare in una città di vetro e acciaio dominata da manager e lobbisti, mentre il mondo di Montalbano, per la prima volta, trova una forma teatrale autonoma.

È un cartellone che guarda al passato senza trasformarlo in un museo e al presente senza inseguire necessariamente l'attualità. La Stagione teatrale 2026/27 del Comune di Lecce, realizzata con Puglia Culture, porterà da novembre 2026 ad aprile 2027 sui palcoscenici del Teatro Apollo e del Teatro Paisiello una geografia ampia di linguaggi, generazioni e sensibilità.

Un viaggio che mette uno accanto all'altro grandi nomi della scena italiana, testi della tradizione, nuova drammaturgia, musica e produzioni del territorio. E soprattutto questioni che appartengono alla vita di oggi: la malattia e la vecchiaia, il potere e il narcisismo, la famiglia, la migrazione, la guerra, l'identità e la libertà.

Dal diabete a Brecht, il sipario si alza sulla contemporaneità

Ad aprire la stagione, il 7 novembre al Teatro Paisiello, saranno Clio Evans e Lele Spedicato con Acqua e Zucchero. Un debutto affidato a un testo della stessa Evans, con la supervisione artistica di Pino Strabioli e la regia di Riccardo D'Alessandro.

È un viaggio emotivo e visionario dentro l'esperienza del diabete di tipo 1: dalla paura della diagnosi alla lenta conquista della consapevolezza. Un'apertura che chiarisce subito la direzione del cartellone: il teatro come luogo nel quale anche un'esperienza personale può diventare materia condivisa.

Il 17 novembre, all'Apollo, arriva invece Gianfelice Imparato protagonista de Il medico dei pazzi di Eduardo Scarpetta, nell'adattamento e con la regia di Leo Muscato. La celebre macchina comica degli equivoci viene spostata nei primi anni Ottanta, poco dopo la Legge Basaglia. Cambia il contesto e, con esso, cambia anche il modo di guardare alla sottile frontiera tra normalità e follia.

Il 1° dicembre sarà la volta di Breaking Brecht – Sing'n'Song Cabaret. Lo strano caso di Bertolt Brecht, con Veronica Pivetti, Manuela Mandracchia e Lucia Vasini. Scritto e diretto da Giovanna Gra, lo spettacolo costruisce un cabaret epico e satirico nel quale Brecht dialoga idealmente con Freud, Hitler, Marx ed Engels, fino a interrogare le contraddizioni del presente.

Falstaff, Dorian Gray e la vecchiaia: i classici come specchi

Il 15 dicembre, all'Apollo, Emilio Solfrizzi e Giorgio Borghetti saranno protagonisti di Falstaff – L'arte di farla franca, testo e regia di Davide Sacco, liberamente ispirato a Shakespeare e Molière.

Il personaggio diventa contemporaneo senza perdere la propria natura di grande affabulatore: seduttore, debitore cronico, maestro dell'inganno e della parola. Un uomo che prova a vivere sottraendosi alle conseguenze delle proprie scelte e che proprio attraverso il gioco della commedia finisce per rivelare qualcosa di molto serio sul potere delle parole.

Il 14 gennaio, ancora all'Apollo, Federica Luna Vincenti e Alessio Vassallo saranno invece protagonisti de Il ritratto di Dorian Gray, con drammaturgia e regia di Giancarlo Nicoletti. Non una semplice trasposizione del romanzo di Oscar Wilde, ma un tentativo di riportare al centro la sua dimensione morale: bellezza, desiderio, identità e responsabilità tornano così a parlare al pubblico contemporaneo.

Il 19 gennaio, Alessandro Haber porterà in scena Le ultime lune di Furio Bordon, con Silvia Siravo e Francesco Godina, per la regia di Paolo Valerio. La vecchiaia, il rapporto fra genitori e figli, la solitudine e il tempo diventano materia teatrale con uno sguardo insieme tenero e impietoso.

Musica, narcisismo e famiglia

Il 29 gennaio, al Paisiello, Pino Ingrosso sarà protagonista di Serenate sincere, un percorso tra musica, racconto e ironia dedicato alla storia della serenata.

Il 5 febbraio, invece, Lorenzo Paladini e Miriana Moschetti porteranno in scena Ego, Ego, Ego... Tre riflessi di una stessa immagine. Narciso, Riccardo e Ubu diventano tre figure attraverso le quali osservare l'ossessione per se stessi e le sue conseguenze individuali e politiche.

Al Teatro Apollo, il 18 febbraio, il teatro torna a guardare dentro la famiglia con Cari Genitori di Emmanuel e Armelle Patron. Giulio Scarpati e Amanda Sandrelli, diretti da Antonio Zavatteri, sono al centro di una commedia che in Francia ha superato le 900 repliche e i 450mila spettatori. Una rivelazione improvvisa mette alla prova gli equilibri di una famiglia apparentemente solida, facendo emergere il rapporto ambiguo tra amore, denaro e rivalità.

Machiavelli diventa contemporaneo, Montalbano arriva a teatro

Uno dei passaggi più radicali della stagione è quello del 25 febbraio. Massimo Venturiello, con la partecipazione di Maurizio Micheli, sarà protagonista de La Mandragola di Niccolò Machiavelli, diretta da Guglielmo Ferro.

La Firenze rinascimentale lascia spazio a una contemporanea City globale. Callimaco diventa un manager rampante, Nicia un amministratore delegato incapace di comprendere il cambiamento, Ligurio un lobbista. La commedia machiavelliana si trasforma così in una satira del capitalismo, del potere e di una morale spesso piegata alla convenienza.

Ma il 5 marzo è probabilmente la data destinata a catturare maggiormente la curiosità del pubblico: per la prima volta il Commissario Montalbano approda in teatro.

Vincenzo Pirrotta sarà protagonista de Il Commissario Montalbano di Andrea Camilleri, con adattamento di Micaela Miano e regia di Guglielmo Ferro, insieme a Marianella Bargilli.

Non la riproduzione di un singolo episodio televisivo, ma un mosaico drammaturgico costruito attraverso più racconti. Il teatro proverà così a restituire l'universo di Camilleri concentrandosi non soltanto sui delitti, ma sulla coscienza del commissario, sul tempo, sulla giustizia e sull'umanità.

Dalle ferite del Mediterraneo alla guerra

L'11 marzo, al Paisiello, Carla Guido sarà interprete di Kirie di Ugo Chiti, con la regia di Antonio De Carlo. Un lavoro per voce sola nel quale figure femminili mediterranee diventano il tramite per raccontare il dolore come esperienza universale e possibile terreno d'incontro tra Oriente e Occidente.

Il 17 marzo, all'Apollo, Nello Mascia porterà in scena La rigenerazione, ultimo testo teatrale di Italo Svevo, diretto da Valerio Santoro. Ancora una volta è il tempo a entrare in scena, questa volta attraverso il desiderio paradossale di ringiovanire e la difficoltà dell'uomo di accettare il proprio invecchiamento.

Due giorni dopo, il 19 marzo, Massimiliano Gallo tornerà nei panni di uno dei personaggi più amati di Diego De Silva con Malinconico. Moderatamente felice, appuntamento fuori abbonamento. L'avvocato d'insuccesso, sospeso tra una vita professionale complicata e una dimensione sentimentale altrettanto accidentata, torna a raccontare con ironia quella sensazione molto contemporanea di non essere mai davvero all'altezza delle parti che la vita ci assegna.

Il 3 aprile, al Paisiello, Salvatore Cosentino proporrà I giardinieri del dolore, un viaggio ironico e amaro attraverso le diverse forme dell'autosabotaggio individuale e collettivo, fino alla sua manifestazione più drammatica: la guerra.

Tosca e Ippolito Chiarello, tra identità, libertà e accoglienza

Il 9 aprile, fuori abbonamento, l'Apollo accoglierà FEMINAE a Teatro di Tosca, spettacolo legato all'album pubblicato nel 2026.

Musica, parola e luce saranno gli strumenti di un racconto dedicato alle diverse declinazioni del femminile, tra memoria, creazione, identità e libertà. Un progetto che si inserisce nel percorso di un'artista insignita nel 2025 del Premio Tenco alla carriera e da sempre impegnata nel dialogo fra culture e tradizioni musicali.

Il 16 aprile, al Paisiello, sarà invece Ippolito Chiarello, accompagnato alla fisarmonica da Bruno Galeone, a portare in scena Unouno. La cantata dell'eroe. Un viaggio che assume la forma di una via crucis contemporanea e di un invito all'accoglienza, ispirato anche alla storia vera di Mohammed Ibrahim Ali, partito tredicenne dal Sudan e arrivato in Italia dieci anni più tardi.

In chiusura, una commedia sulle amicizie e sulle fragilità

Il sipario sulla stagione 2026/27 calerà il 22 aprile al Teatro Apollo con Le nostre donne di Eric Assous, interpretato da Luca Bizzarri, Enzo Paci e Antonio Zavatteri, con la regia di Alberto Giusta.

Tre amici, trent'anni di rapporto alle spalle e una confessione improvvisa destinata a mettere tutto in discussione. Le donne evocate dal titolo non entrano mai fisicamente in scena, ma diventano presenze invisibili e potentissime: attraverso di loro passano desideri, tradimenti, rimpianti e fragilità.

Una conclusione affidata alla commedia, ma non per questo distante dalle domande che attraversano l'intera stagione.

Il teatro esce dai suoi confini

Accanto agli spettacoli di Apollo e Paisiello torna anche Il Teatro Sottocasa, progetto di teatro diffuso che nelle precedenti edizioni ha portato il pubblico e gli artisti fuori dai luoghi teatrali tradizionali, raggiungendo quartieri periferici e spazi di aggregazione.

La nuova edizione proporrà spettacoli, laboratori e percorsi partecipativi con il coinvolgimento delle compagnie teatrali salentine. Parrocchie, auditorium e luoghi di prossimità diventeranno così piccoli palcoscenici, con un biglietto simbolico di 1 euro, soprattutto per bambini e famiglie.

Il progetto sarà presentato in una successiva conferenza stampa.

Si rinnova inoltre la collaborazione con l'Università del Salento. In particolare, insieme al DAMS saranno organizzate attività di formazione e incontri di approfondimento collegati ad alcuni appuntamenti della stagione, con l'obiettivo di trasformare lo spettacolo non in un punto di arrivo, ma nell'inizio di una conversazione.

In questa direzione si colloca anche La Grande Magia – Il teatro raccontato alla radio, il podcast nato dalla collaborazione tra Puglia Culture e SUR Salento University Radio, dedicato agli spettacoli del cartellone e pensato come strumento di formazione del pubblico. Gli episodi sono disponibili sul sito di SUR: La Grande Magia – Il teatro raccontato alla radio

Abbonamenti, biglietti e il “biglietto sospeso”

La campagna abbonamenti partirà il 19 settembre, con la prelazione per i vecchi abbonati, che resterà attiva fino al 10 ottobre.

I nuovi abbonamenti saranno disponibili dal 12 ottobre e comprenderanno 12 spettacoli: 10 al Teatro Apollo e 2 a scelta al Teatro Paisiello.

Dal 19 ottobre sarà invece possibile acquistare i biglietti per i singoli spettacoli, al botteghino del Teatro Paisiello, nei punti vendita Vivaticket e online.

Il botteghino del Paisiello sarà aperto il lunedì e il venerdì dalle 16.30 alle 19.30 e il sabato dalle 10.30 alle 12.30. Per informazioni è disponibile il numero 0832 242389.

Confermato anche il “biglietto sospeso” da 8 euro: chi acquista un biglietto può lasciarlo al botteghino affinché venga destinato a chi non ha la possibilità economica di assistere a uno spettacolo. Saranno associazioni, case famiglia e cooperative sociali a facilitare l'accesso alle persone che ne faranno richiesta.

Previste inoltre riduzioni per gli under 35, per gli accompagnatori di persone con disabilità e agevolazioni per gruppi e scolaresche. Puglia Culture è inoltre accreditata per l'utilizzo della Carta della Cultura Giovani, della Carta del Merito e della Carta del Docente.

Una stagione che prova a non lasciare nessuno fuori

Dai grandi classici alla nuova drammaturgia, dal teatro d'attore alla musica, dalla radio al teatro diffuso nei quartieri, la stagione leccese prova dunque a costruire qualcosa di più di una semplice successione di spettacoli.

Il tratto più interessante del programma è forse proprio questo: il tentativo di fare del teatro uno spazio di relazione. Tra passato e presente, tra generazioni, tra centro e periferie, tra chi il teatro lo frequenta da sempre e chi potrebbe entrarci per la prima volta.

E se un cartellone riesce davvero nel suo intento, il sipario non cala quando finiscono gli applausi. È lì, piuttosto, che comincia la parte più importante: quella in cui gli spettatori portano fuori dal teatro le domande che la scena ha lasciato loro.


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