La piazza parla, Calimera risponde: nasce un nuovo tempo politico

di Davide Tommasi

Partecipazione, autonomia e comunità al centro dell’incontro pubblico che lancia la candidatura a sindaco di Giuseppe Mattei per le amministrative 2026.

Calimera torna a interrogarsi sul proprio futuro con serietà e senso di responsabilità. Domenica 11 gennaio 2026, Piazza del Sole non è stata soltanto lo scenario di un incontro pubblico, ma il luogo simbolico in cui una comunità ha scelto di rimettere al centro il confronto politico, quello vero, fatto di ascolto reciproco, memoria condivisa e progettualità concreta. La lista civica “Calimera al Centro” ha aperto ufficialmente un percorso che guarda alle elezioni amministrative del 2026 con largo anticipo, segno di una volontà chiara: costruire prima, coinvolgere poi, decidere insieme.

La risposta della cittadinanza è stata significativa. Nonostante la distanza temporale dalla tornata elettorale, la piazza era gremita, viva, attenta. Un dato che assume un peso politico preciso: esiste a Calimera una domanda di politica che va oltre l’appuntamento elettorale, una richiesta di presenza costante e di rappresentanza autentica. Al centro di questo progetto, la candidatura a sindaco di Giuseppe Mattei, sostenuta da una squadra che si propone come sintesi tra esperienza amministrativa, rinnovamento generazionale e radicamento territoriale.

I giovani, le donne e il tempo della responsabilità

Ad aprire il dibattito è stato Giulio Leo, giovane calimerese, il cui intervento ha tracciato una linea di confine tra due modi di intendere l’impegno civico: da un lato la politica episodica, dall’altro una partecipazione continua, consapevole e quotidiana. Quando ha affermato che questo è “il momento giusto per raccontare ciò che accade ogni giorno a Calimera e affrontare i temi reali, sempre e ovunque”, ha richiamato la necessità di rompere il silenzio su problemi concreti: servizi, spazi pubblici, opportunità per i giovani, qualità della vita. Il suo intervento non è stato una rivendicazione generazionale fine a sé stessa, ma una richiesta di corresponsabilità. I giovani, ha chiarito, non chiedono deleghe simboliche, ma vogliono contribuire alle decisioni, perché il futuro non è un tempo astratto, ma una costruzione che inizia oggi.L’incontro ha messo in evidenza anche il ruolo determinante delle donne nella vita politica cittadina. Tra le presenze più significative, Antonella Bray, ex assessore alle Attività Produttive, ha portato una testimonianza di esperienza e competenza concreta, parlando di sviluppo locale, opportunità economiche e innovazione al servizio della comunità. Le donne calimeresi hanno dimostrato che la politica è fatta di responsabilità condivisa, ascolto attento e azione concreta, confermando il loro ruolo di protagoniste attive nella costruzione del futuro della città. Ad aprire il dibattito è stato Giulio Leo, giovane calimerese, il cui intervento ha tracciato una netta linea di confine tra due modi di intendere l’impegno civico: da un lato la politica episodica, dall’altro una partecipazione quotidiana, consapevole e responsabile. Ma l’incontro ha evidenziato anche il ruolo determinante delle donne nella vita politica cittadina. Tra le presenze più significative, Antonella Bray, ex assessore alle Attività Produttive, ha portato una testimonianza di esperienza e competenza concreta, parlando di sviluppo locale, opportunità economiche e innovazione al servizio della comunità. Le sue parole hanno messo in luce come la politica sia responsabilità condivisa, ascolto attento e azione concreta, e hanno mostrato che le donne a Calimera non sono solo rappresentate, ma protagoniste nella costruzione del futuro della città. Giulio Leo , giovane calimerese, il cui intervento ha avuto il valore di una presa di posizione politica netta. Le sue parole hanno tracciato una linea di confine tra due modi di intendere l’impegno civico: da un lato la politica episodica, dall’altro una partecipazione continua, consapevole, quotidiana.

Quando afferma che questo è “il momento giusto per raccontare ciò che accade ogni giorno a Calimera e affrontare i temi reali, sempre e ovunque”, Giulio Leo richiama la necessità di rompere il silenzio su problemi concreti: servizi, spazi pubblici, opportunità per i giovani, qualità della vita. Il suo intervento non è stato una rivendicazione generazionale fine a sé stessa, ma una richiesta di corresponsabilità. I giovani, ha chiarito, non chiedono deleghe simboliche, ma vogliono contribuire alle decisioni.Il messaggio è apparso chiaro: il futuro non è un tempo astratto, ma una costruzione che inizia oggi. E chi oggi vive Calimera, studia, lavora o fatica a trovare opportunità, deve poter incidere sulle scelte amministrative. Un intervento che ha dato il tono all’intera mattinata, segnando una discontinuità con una politica spesso distante dai vissuti reali.

Alessandro De Santis: la cultura della presenza come metodo politico

L’intervento di Alessandro De Santis, alla sua prima esperienza pubblica, ha aggiunto profondità al dibattito. Le sue parole hanno restituito un’immagine della politica come pratica culturale prima ancora che elettorale. De Santis ha spiegato che la scelta di affiancare Giuseppe Mattei nasce dalla convinzione che la credibilità politica si costruisce nel tempo, attraverso la presenza e la coerenza.

Il passaggio in cui sottolinea che “la politica non si fa solo in periodo elettorale” ha avuto il valore di una critica implicita a modelli ormai logori. De Santis ha messo in discussione una politica fatta di apparizioni improvvise e promesse facili, contrapponendovi un’idea di impegno continuo, silenzioso, spesso faticoso.

Il riferimento agli “uomini di cultura” va letto come un invito a recuperare una dimensione riflessiva dell’azione politica: conoscere il territorio, comprenderne le trasformazioni sociali, ascoltare le fragilità e valorizzare le risorse. Non una cultura elitaria, ma una cultura diffusa, capace di orientare le scelte amministrative. L’approvazione della piazza ha mostrato quanto questo approccio risuoni con un’esigenza reale di stabilità e serietà.

Brizio Maggiore: esperienza,autonomia e visione

Il momento di maggiore densità politica è stato l’intervento di Brizio Maggiore, il ragazzo dall’aiuto facile. Un’espressione che non richiama scorciatoie o facilità di consenso, ma un modo di stare nella comunità: esserci, tendere la mano, assumersi responsabilità senza clamore. Il suo intervento ha restituito alla piazza una riflessione autentica, capace di tenere insieme esperienza amministrativa, consapevolezza dei limiti e visione collettiva.

Nel ripercorrere la sua esperienza da assessore comunale, Brizio Maggiore ha parlato apertamente delle difficoltà incontrate, delle tensioni e dei conflitti che inevitabilmente attraversano ogni amministrazione locale. Non lo ha fatto per giustificarsi o per rivendicare meriti personali, ma per affermare un principio chiave: la politica è confronto, e il confronto è spesso faticoso. Le “beghe”, come le ha definite con linguaggio diretto e onesto, fanno parte di ogni comunità viva; ciò che distingue una buona politica è la capacità di superarle, di ricomporre le fratture e di guardare oltre l’interesse personale, rimettendo al centro il bene comune.

Particolarmente significativo è stato il passaggio dedicato all’autonomia politica di Calimera. La sua affermazione:

“Nessun senatore o parlamentare viene a dirmi cosa fare, perché sanno che Calimera è dei calimeresi”

ha assunto il valore di una vera e propria dichiarazione identitaria. Non un rifiuto delle relazioni istituzionali, né una chiusura verso il confronto con livelli di governo superiori, ma una rivendicazione netta di dignità politica: Calimera non è terreno di conquista, ma una comunità che decide il proprio destino. Un messaggio che ha rafforzato il senso di appartenenza e ha trovato una risposta immediata e convinta negli applausi della piazza.

La scelta di sostenere Giuseppe Mattei come candidato sindaco è stata infine spiegata come un atto di responsabilità e di lungimiranza politica. Brizio Maggiore ha chiarito che, pur essendo stato sollecitato a candidarsi in prima persona alla guida del Comune, ha ritenuto che oggi Calimera abbia bisogno di una figura capace di rappresentare una sintesi nuova. In Giuseppe Mattei, ha sottolineato, si riconoscono affidabilità, presenza costante e capacità di ascolto, elementi essenziali per guidare una comunità complessa e accompagnarla con equilibrio e serietà verso il futuro.

La figura di Giuseppe Mattei ha attraversato l’intero incontro come un punto di riferimento naturale, percepibile tra i presenti ma anche tra chi ascoltava da lontano. Quando ha preso la parola, la sua presenza si è fatta sentire immediatamente: costante, riconosciuta, portatrice di quella forza tranquilla che non ha bisogno di clamore per essere efficace. La sua candidatura a sindaco non è apparsa come il frutto di un’investitura improvvisa, né come un’operazione di facciata, ma come l’esito coerente di un percorso maturato nel tempo, costruito giorno dopo giorno attraverso una presenza silenziosa ma costante nella vita cittadina. Un percorso fatto di ascolto attento, di confronto rispettoso e di impegno concreto, lontano dai riflettori, che ha messo sempre al centro le persone e le esigenze della comunità. Non proclami roboanti, non promesse ad effetto: una pratica politica che si misura quotidianamente nei fatti, nei piccoli gesti, nella capacità di risolvere i problemi concreti di chi vive e lavora a Calimera.

Giuseppe Mattei è stato descritto come un uomo capace di tenere insieme dimensioni spesso considerate inconciliabili: visione e concretezza, innovazione amministrativa e rispetto profondo dell’identità locale. Una figura che non rinnega la tradizione, ma la interpreta come base solida su cui costruire il futuro; che guarda al cambiamento non come rottura, ma come evoluzione consapevole, capace di armonizzare esigenze nuove e radici storiche. In questo equilibrio risiede una parte significativa della sua forza politica: la capacità di innovare senza perdere di vista le radici, di progettare senza trascurare le esigenze immediate, di ascoltare senza farsi sopraffare dal rumore del momento, di decidere senza mai dimenticare chi rappresenta.

La proposta politica che emerge attorno alla sua candidatura si fonda su un’idea chiara e rigorosa di governo della cosa pubblica. Nessuna promessa miracolistica, nessuna scorciatoia comunicativa. Al contrario, un progetto amministrativo costruito su lavoro quotidiano, ascolto strutturato dei cittadini e competenza gestionale, capace di tradurre le esigenze della comunità in scelte concrete. Una politica che non si limita a rappresentare, ma accompagna e sostiene, che sa trasformare i problemi in soluzioni condivise, valorizzando ogni cittadino come protagonista attivo del futuro comune. Una politica che restituisce dignità ai luoghi, riconosce l’identità dei quartieri, sostiene le associazioni e mette le nuove generazioni al centro, non come spettatori, ma come veri attori del cambiamento.

Una proposta politica che rimette Calimera al centro

Dalla piazza è emersa con chiarezza la sinergia tra la progettualità di Giuseppe Mattei e lo spessore politico della squadra che lo affianca. Una squadra eterogenea, capace di unire esperienze amministrative consolidate e nuove sensibilità civiche, accomunate da un forte radicamento territoriale e da una passione autentica per il bene comune. Nessuno slogan vuoto, nessuna promessa irrealistica: la cifra del progetto è sobria, misurata, ma proprio per questo credibile e solida, capace di trasformare le parole in azioni concrete.

“Calimera al Centro” non si presenta come una semplice lista elettorale, ma come uno spazio civico aperto, un laboratorio politico permanente in cui la partecipazione non è confinata ai momenti di campagna elettorale, ma diventa metodo quotidiano di lavoro. Un luogo di confronto continuo, in cui le decisioni nascono dal dialogo, dalla conoscenza dei problemi reali e dalla condivisione delle soluzioni, non dall’improvvisazione o dalle convenienze del momento. Qui ogni voce conta, ogni contributo ha valore, ogni cittadino può sentirsi parte di un progetto collettivo che cresce con la comunità.

Questa visione restituisce dignità alla politica, riportandola alla sua funzione originaria di servizio alla comunità e assunzione collettiva di responsabilità. Una politica che non divide, ma prova a ricomporre; che non promette soluzioni facili, ma costruisce percorsi condivisi. Una politica che valorizza le esperienze del passato senza esserne prigioniera, e che al contempo apre spazi di innovazione per il futuro. Una politica capace di far sentire ciascun cittadino protagonista, parte attiva della vita comune e custode del patrimonio sociale, culturale e ambientale della città.

La partecipazione numerosa e attenta della cittadinanza è stata la prima, concreta conferma della bontà di questo cammino. La piazza non era soltanto piena, ma partecipe, segno evidente di un bisogno diffuso di ascolto e di rappresentanza autentica. Un consenso che non nasce dall’entusiasmo effimero, ma dal riconoscimento di un progetto serio, credibile e radicato nella realtà quotidiana. Una piazza che ha risposto con calore a un invito alla responsabilità, alla coesione e alla costruzione di un futuro comune, dimostrando che a Calimera c’è voglia di politica vera, fatta di presenza, dialogo e fatti concreti.

Il ringraziamento alla comunità e l’inizio di un cammino

A chiudere l’incontro, il messaggio rivolto a tutta la comunità è stato semplice, ma profondamente carico di significato:

«Grazie, Calimera.
Grazie a tutte le cittadine e a tutti i cittadini che oggi hanno scelto di esserci.
Grazie a chi ha riempito Piazza del Sole con la propria presenza, il proprio affetto, la propria fiducia.
Un grazie sincero anche a chi non ha potuto partecipare per motivi personali, ma era con noi con il cuore.
Avanti, insieme, sempre e solo con un unico obiettivo:
CALIMERA AL CENTRO».

Un applauso lungo, spontaneo e sentito ha suggellato una mattinata che non è stata soltanto un evento politico, ma l’inizio di un percorso condiviso, radicato nell’identità profonda della nostra città e proiettato con coraggio verso il futuro.

Ancora una volta, Calimera dimostra di saper scegliere la strada più difficile, ma anche la più autentica: quella della partecipazione consapevole, della costruzione collettiva e della politica che nasce dal basso, cresce nella comunità e si misura ogni giorno con la realtà. Una politica fatta di fatti concreti, di presenza costante, di dialogo aperto e di rispetto per chi ogni giorno costruisce insieme a noi il futuro di Calimera, senza scorciatoie, senza slogan vuoti, con il cuore e con la responsabilità di chi sa che ogni decisione riguarda tutti noi. ❤️Giuseppe Mattei: una leadership sobria e radicata

La figura di Giuseppe Mattei ha attraversato l’intero incontro come punto di riferimento naturale. La sua candidatura è apparsa credibile non per effetto di proclami, ma per una storia di presenza silenziosa e coerente nella vita cittadina. Mattei è stato descritto come un uomo capace di tenere insieme visione e concretezza, innovazione e rispetto dell’identità locale.

La proposta politica che emerge da “Calimera al Centro” si fonda su un’idea chiara di governo: niente promesse miracolistiche, ma lavoro quotidiano, ascolto strutturato e capacità amministrativa. Una politica che mette al centro le persone e i luoghi, restituendo valore alla dimensione comunitaria.

Una piazza che diventa progetto collettivo

Il ringraziamento finale alla cittadinanza ha suggellato il senso dell’intera mattinata. Ringraziare chi ha partecipato e chi non ha potuto esserci significa riconoscere che la politica non si esaurisce in un evento pubblico, ma vive nel tessuto quotidiano della comunità.

L’applauso conclusivo, lungo e spontaneo, non ha celebrato solo una candidatura, ma un’idea condivisa: Calimera può e deve tornare a essere protagonista del proprio destino. Il percorso è appena iniziato, ma le radici, come dimostrato da Piazza del Sole, sono già profonde e salde.

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