LA MONTAGNA NON HA PARTORITO NEPPURE UN TOPOLINO
DA DECARO SCARICABARILE SU ASL E CATEGORIA MEDICA”
La montagna non ha partorito neppure un topolino! Il nuovo presidente Antonio Decaro è sicuramente animato da buone intenzioni e apprezziamo che il suo primo provvedimento siano state le liste d’attesa, ma dimostra di conoscere ben poco della Sanità made in Regione Puglia, visto che tutto quello che viene proposto in ‘via sperimentale’ è da tempo previsto, a cominciare dal monitoraggio delle prescrizioni diagnostiche per finire a quello sull’intramoenia. Così, alla fine, il capro espiatorio diventano i medici – da quelli di base praticamente definiti ‘nullafacenti’ a quelli ospedalieri che, con visite private, punterebbero solo a far soldi – e viene ‘sbolognato’ alle Asl il compito di proporre, entro tre mesi, un Piano di riduzione delle liste di attesa con ambulatori aperti fino a tarda sera…
La prima domanda è facile: quanto viene finanziato per coprire queste ulteriori spese? Perché ricordiamo sempre al neo presidente che le ‘nozze’ sono un bel momento, ma non si fanno con i fichi secchi! Senza contare che i direttori delle Asl, alcuni peraltro scaduti, hanno difficoltà organizzative già evidenti e ora sono chiamati a prevedere la soluzione del problema dei problemi della Sanità – le liste d’attesa – con un Piano che a questo punto definiamo ‘dei miracoli’. Ci sembra di essere tornati indietro di 20 anni, quando l’allora presidente Nichi Vendola – che aveva vinto la campagna elettorale sulla ‘Sanità migliore’ – insediò, fra i primi atti, addirittura una task-force alla quale diede sei mesi di tempo… Sono passati 20 anni!
Del resto, non ci sono sfuggite le affermazioni di un uomo di sinistra e luminare della medicina, come l’ex assessore Lopalco, che per primo ha sottolineato – da buon conoscitore della macchina dell’Assessorato regionale – che i ‘pannicelli caldi’ servono a ben poco se non si mette mano a riforme strutturali, che non possono non prevedere il coinvolgimento delle strutture sanitarie private accreditate.
Ancora, quando si parla di appropriatezza delle prescrizioni, in qualche modo, si parla di PREVENZIONE. In quel quasi 40% di diagnosi positive ci sono migliaia di pugliesi che hanno tirato un sospiro di sollievo perché quel mal di testa non era un tumore o perché quel dolore al fianco non era un cancro all’intestino. In una Puglia che investe poco nella medicina preventiva, forse qualche esame diagnostico in più può servire a salvare anche solo una vita! Quindi questa colpevolizzazione dei medici che le prescrivono non la condividiamo del tutto.
La verità è che ci sono stati già molti sprechi di denaro per autorizzare inutili turni aggiuntivi a scapito dell’affidabilità dei medici – certamente stremati da turni di lavoro consecutivi – e dunque a scapito dei pazienti. Anche nell’attività intramoenia ci sono stati abusi, se è vero che la stessa visita non è prenotabile prima di mesi tramite Cup, ma a pagamento si ottiene subito, con lo stesso specialista e nello stesso ospedale. Questo non è accettabile, in una regione dove l’11 per cento dei cittadini rinuncia a curarsi perché non può permettersi visite a pagamento. Ecco perché proponiamo sei mesi di stop all’attività intramoenia come ‘terapia d’urto’ per ridurre le liste d’attesa nelle strutture sanitarie pubbliche regionali.
Inoltre, le liste di attesa non sono avulse dal sistema dell’emergenza/urgenza che andrebbe trattato insieme: molti pazienti, stanchi di aspettare il proprio turno, vedono nel Pronto Soccorso l’unico presidio medico in grado, in questa situazione, di dare una qualsivoglia risposta al proprio stato di salute.
Fratelli d’Italia è ben consapevole delle difficoltà che Decaro ha di fronte su una tematica che ha visto fallire tutto il centrosinistra in questi anni, ma lo invita a non chiudersi nella torre d’avorio/Presidenza e a confrontarsi anche con l’opposizione. Magari qualche ‘topolino’ in più lo possiamo partorire insieme, nell’interesse della salute dei pugliesi”.
PAOLO PAGLIARO