Inaugurazione anno accademico ISUFI

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INAUGURAZIONE ANNO ACCADEMICO ISUFI - 17 marzo 2026

Sono Paolo Vantaggiato, studente Isufi al 4 anno di medicina, afferente all’area Tecnico

Come han detto prima Gloria e Antonio, anche io ci tengo innanzitutto a ringraziare per questa possibilità e a sottolineare quanto un approccio interdisciplinare sia essenziale.

Nel 2026 non si può pensare di affrontare da soli i problemi del presente, la transizione energetica, i conflitti persistenti, l’antibioticoresistenza non potranno mai essere risolti da un singolo individuo. La ricerca, il vero progresso, son sempre il frutto di un lavoro di squadra, un lavoro multidisciplinare, che non può fondare le sue radici soltanto nell’orto di un singolo. Ed anche quando si sente parlare di eccezionali scoperte, fatte da menti geniali, forse si perde di vista ciò che di più grande c’è dietro.

In medicina, per esempio, con tutte le innovazioni tecnologiche e terapeutiche che esistono nella clinica e nella chirurgia moderna, lo strumento medico più potente rimane sempre la prevenzione. Missione remota, ma mai inattuale, tanto difficile proprio perché intrinsecamente interdisciplinare, ricca di psicologia e di marketing molto più di quanto i promotori della stessa prevenzione immaginino.

In medicina al giorno d’oggi si assiste ad un fenomeno particolare che è quello dell’ultra-specializzazione, i medici diventano sempre più bravi a guarire singole patologie, e questo per certi versi è fantastico, va a discapito però della visione olistica dell’individuo, a discapito della visione d’insieme sul paziente. Esistono cure sempre più efficaci, ma c’è il rischio a volte di dimenticarsi che curare il paziente non significa soltanto guarire la sua patologia, ma prendersi cura della persona.

A volte viene sottovalutata l’importanza dell’aspetto “umano” ed empatico nelle scienze esatte e non esatte, che forse saranno non necessari per formare il professionista, ma lo sono per formare la persona che c’è dietro; ed oggi forse con l’intelligenza artificiale questo rischio è ancor più grande. L’Isufi in questo senso, insegnando l’importanza dell’integrazione, del rispetto e del confronto tra le varie figure e discipline, ha la possibilità non solo di formare studenti migliori e professionisti migliori, ma anche cittadini e persone migliori.

Noi oggi saremo fortunati nel ricevere una grande lezione di interdisciplinarità, dopotutto il professor Boero, zoologo ed ecologo, ci parlerà di musica e quindi magari di armonia negli ecosistemi, e pertanto sorrido nel pensare che anche noi in Isufi siamo un piccolo ecosistema… Non ci saranno prede e predatori, anche se gli scontri sicuramente non mancano…Però esiste una linea armonica comune, c’è grande mutualismo…

La Treccani definisce questo come “associazione tra individui che comporta un vantaggio reciproco per gli individui associati, senza che tale rapporto sia obbligato”, personalmente mi piace molto quest’idea di scambio e integrazione che riflette benissimo la pienezza delle relazioni Isufi.

Dopotutto, i momenti più formativi in Isufi non li viviamo durante i corsi o i seminari, ma li viviamo quotidianamente negli spazi comuni, nelle conversazioni accese, nei viaggi condivisi, nei discorsi apparentemente banali che invece nascondono idee profonde, nelle risate insieme, nella consapevolezza che ci sarà sempre qualcuno con un’idea diversa dalla tua e che farà di tutto per confrontarsi e farla valere.

Ed in questo scambio continuo ritroviamo la ricchezza più grande di questa scuola superiore, che non sono i vari vantaggi durante gli anni universitari, non è il master alla fine del percorso, ma è la rete di conoscenze, idee e amicizie che lentamente viene annodata, con grande naturalezza, ma che alla fine

dimostra avere un potenziale enorme. La più grande risorsa per l’Isufi e per gli Isufini, siamo noi stessi studenti. Certo noi non siamo perfetti, neanche l’Isufi è perfetto… ma è nella capacità di mettersi in discussione, nella volontà di migliorare sempre più quest’imperfezione che si vede la spinta in più che nasce dall’Isufi e che rappresenta elemento di crescita dell’istituzione stessa.

Questa Scuola è la dimostrazione che in Italia la meritocrazia esiste, non ci sono solo le raccomandazioni, come spesso abbiam sentito ripetere noi giovani. Noi siamo studenti meritevoli, certo, ma siamo anche stati fortunati. Fortunati perché abbiamo avuto la possibilità di esprimere questo merito. Ci sono tanti ragazzi in

gamba che per il contesto, un tempo sbagliato o un posto sbagliato non hanno avuto modo di esprimere al meglio le loro potenzialità. Ed anche per questo che noi dobbiamo farci carico di questa fortuna e impegnarci al massimo per raccogliere, ed un giorno restituire, ciò che ci viene insegnato, grati delle opportunità concesse e consapevoli che il sapere è come l’amore: cresce quando non rimane chiuso e circoscritto e si moltiplica solo se lo si condivide.

Ed è proprio con la speranza di poter vivere appieno l’esperienza in Isufi e con la prontezza di saper cogliere tutto il buono che questa Scuola e le persone che la compongono hanno da offrirci, che auguro, ai presenti e ai futuri studenti Isufi, un buon anno accademico.

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