GENDER HACK A UNISALENTO, I VINCITORI

L’Università del Salento ha ospitato Gender Hack, un hackathon accademico dedicato all’analisi e al superamento del digital gender gap in Italia attraverso un approccio data-driven.

L’iniziativa è stata promossa dall’associazione studentesca Women in Big Data – Italy (costola italiana dell'associazione internazionale delle Women in Big Data), in collaborazione con IFAB, IT4LIA, ICSC, CETMA DIHSME e con l’Università del Salento.

L’evento finale, svoltosi presso la Community Library di UniSalento, ha rappresentato un importante momento di confronto tra mondo accademico, istituzioni ed esperti sui temi dell’equità di genere nella trasformazione digitale.

Durante la giornata, i team selezionati hanno lavorato su dati aperti e casi di studio reali, sviluppando dashboard, modelli analitici e soluzioni tecnologiche per individuare e ridurre i bias di genere nei sistemi digitali. I principali ambiti affrontati hanno riguardato: bias, invisibilità e omissioni nei dati di genere; competenze digitali, orientamento STEM e stereotipi precoci; empowerment e permanenza delle donne nel digitale; gender pay gap e disuguaglianze economiche; governance, policy e accountability; leaky pipeline femminile nel settore tech.

L’obiettivo è stato quello di promuovere una cultura del dato consapevole, capace di supportare decisioni fondate sull’evidenza e di contribuire concretamente alla riduzione delle disuguaglianze di genere nel digitale.

«Il sistema universitario, produttivo e sociale è ancora lontano da un reale equilibrio di genere» commenta la professoressa e promotrice dell’iniziativa Antonella Longo, del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione. «Proprio per questo – prosegue - è fondamentale investire nella cultura del dato: solo misurando correttamente i fenomeni possiamo rendere visibili le disuguaglianze, comprenderne le cause e orientare scelte e politiche basate sull’evidenza, anziché su percezioni o stereotipi. Gender Hack – conclude Longo - nasce per dimostrare che i dati possono diventare uno strumento di cambiamento reale».

L’iniziativa ha registrato una forte partecipazione: 37 team provenienti dalle università pugliesi si sono iscritti, 25 hanno presentato un progetto e 10 team sono stati selezionati per la fase finale.
I migliori progetti sono stati premiati con buoni Cadhoc di importo variabile dai 200 ai 550 euro.

Quattro i team vincitori, in base alla classifica finale: il team Serendipity, composto dagli studenti e dalle studentesse UniSalento Luca Rovito, Marria Lazoi, Andrea Zollino e Alexandro Tornese; Ingenium dell’università LUM, team composto da Demetrio Alessandro Trunfio, Ferdinando Potenza, Anna Mezzapesa e Carl Harvey Miguel; il team Gli Analisti Anonimi, del quale hanno fatto parte Christian Sabella, Andrea Maggio, Giada Morelli e Nicolò Carcagnì, tutti di UniSalento e infine il team “Tartarughe Tuonanti”, sempre del nostro ateneo, composto da Francesco De Rosa, Filippo Cocco e Cristian Leo.

I progetti sono stati valutati da una giuria tecnico-scientifica e di dominio, mentre nove mentor hanno affiancato i team durante l’hackathon, supportandoli nello sviluppo e nel perfezionamento delle soluzioni.

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