FIDAS Gallipoli, il premio “Fratelli del Mare” va a chi ogni giorno sceglie di donare
di Davide Tommasi
La sezione gallipolina della FIDAS ha ricevuto una targa dall’Associazione Nazionale Marinai d’Italia per l’impegno nella raccolta del sangue e nella diffusione della cultura del dono
GALLIPOLI – Una targa può essere consegnata a un’associazione, ma il riconoscimento, in questo caso, parla soprattutto di persone. Di chi sceglie di donare il sangue, di chi dedica tempo al volontariato e di chi, attraverso un gesto concreto, contribuisce a dare una possibilità a chi si trova dall’altra parte.
Nel corso della serata di lunedì 3 settembre, nella suggestiva cornice della XXXI edizione del Premio “Fratelli del Mare”, la FIDAS Leccese – Sezione di Gallipoli ha ricevuto una targa conferita dall’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, come riconoscimento per l’impegno nella raccolta del sangue e nella diffusione della cultura del dono.
La cerimonia ha rappresentato un momento importante per la sezione gallipolina, che da tempo porta avanti sul territorio un'attività fatta di sensibilizzazione, volontariato e attenzione verso chi ha bisogno.
La motivazione della targa racchiude in poche parole il senso di questo impegno: «In riconoscimento del lavoro instancabile nella raccolta del sangue, senza distinzione di “Gruppo Sanguigno”, a sostegno della VITA».
A ritirare il riconoscimento è stata la presidente della sezione, Maddalena Marilú Bembi, insieme ai componenti del Direttivo e a un gruppo di donatori. Una presenza che ha dato un significato ancora più concreto alla serata: dietro l'attività di un'associazione ci sono persone che mettono a disposizione tempo, energie e disponibilità per gli altri.
La presidente Bembi ha voluto infatti spostare l'attenzione dalla targa a chi, con un gesto semplice e spesso lontano dai riflettori, rende possibile la missione della FIDAS.
«Questo riconoscimento appartiene soprattutto ai nostri donatori – ha dichiarato – perché sono loro, con un gesto silenzioso e concreto, a rendere possibile ogni giorno la nostra missione».
Parole che raccontano bene il valore della donazione. Chi dona sangue spesso non conosce la persona che riceverà quella sacca e probabilmente non saprà mai quale storia ci sia dietro quel bisogno. Sa soltanto che il proprio gesto può essere utile e, in alcuni casi, fondamentale.
È proprio questa la forza del volontariato: fare qualcosa per qualcuno senza necessariamente sapere chi sarà il destinatario di quell'aiuto.
In un momento nel quale la necessità di sangue continua a richiedere attenzione e partecipazione, l'attività delle associazioni assume quindi un ruolo importante non soltanto nella raccolta, ma anche nella sensibilizzazione. Promuovere la donazione significa infatti ricordare alla comunità che la solidarietà può diventare un gesto concreto e continuativo.
«In un momento in cui l’emergenza sangue continua a richiedere l’impegno di tutti – ha sottolineato Bembi – questo premio rappresenta uno stimolo a proseguire con ancora maggiore determinazione al servizio della vita e della comunità».
Il Premio “Fratelli del Mare” ha offerto così l'occasione per valorizzare una realtà del territorio che continua a lavorare, spesso senza clamore, per diffondere la cultura della donazione.
La FIDAS Gallipoli, attraverso i suoi volontari e i suoi donatori, porta avanti un messaggio semplice ma importante: donare significa esserci per qualcuno, anche quando non lo si conosce.
Al termine della serata, la sezione gallipolina ha rivolto un sentito ringraziamento all'Associazione Nazionale Marinai d’Italia per il riconoscimento ricevuto.
Ma il premio non rappresenta un punto di arrivo. È, piuttosto, un ulteriore motivo per continuare a sensibilizzare i cittadini sull'importanza della donazione e per invitare chi ancora non lo ha fatto a informarsi e a compiere questo gesto di solidarietà.
Perché una targa può raccontare un risultato, mentre una donazione racconta una scelta.La scelta di una persona di mettere a disposizione qualcosa di sé per aiutare qualcun altro.
Ed è proprio qui che trova il suo significato più autentico la cultura del dono: dare senza sapere a chi, con la consapevolezza che un gesto semplice può diventare importante per la vita di qualcun altro.
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