FAMIGLIE SENZ’ACQUA NELLE CONTRADE DI NARDÒ
DIRITTO ESSENZIALE NEGATO, SUBITO IL PASSAGGIO DI GESTIONE DA ARIF AD AQP
Trenta famiglie di Nardò sono senza un goccio d’acqua da oltre due mesi, da quando Aqp ha ridotto la pressione per far fronte all’emergenza idrica. Si tratta dei residenti delle contrade Case Arse e Masseria Santa Chiara, che vivono una situazione drammatica di disagio, ai limiti della civiltà. I loro rubinetti, allacciati all’acquedotto rurale gestito dall’Arif, restano sempre a secco. Va un po’ meglio alle ottanta famiglie della zona Donna Domenica, che riescono a fare scorta quando l’acqua arriva col contagocce, ma comunque non a sufficienza per poter azionare scaldabagni e lavatrici.
È inaccettabile che a queste famiglie venga negato un diritto essenziale come l’acqua. Un problema di cui l’Acquedotto Pugliese si lava le mani, precisando che la gestione della condotta spetta all’Arif. Eppure c’è un mio emendamento alla legge regionale sulle gestione delle acque approvata a maggio scorso, che prevede il passaggio della gestione dell’acquedotto rurale dall’Arif ad Aqp entro trenta giorni dall’entrata in vigore. Legge evidentemente non attuata, per cui faccio appello al neo presidente Antonio Decaro affinché sia messa in atto con urgenza, in modo da garantire l’accesso all’acqua alle famiglie delle contrade rurali di Nardò e di tutte le località salentine servite da questa condotta (Frigole, San Cataldo, Boncore e Torchiarolo) per le quali la doccia, il bucato e perfino l’acqua per cucinare sono un lusso.
Ma c’è di più. L’80% dell’acqua che passa in quella condotta verrebbe assorbita dalla pista Porsche di Nardò, nata negli anni 70 come impianto Fiat e allacciata provvisoriamente alla rete idrica rurale, in attesa di realizzarne una propria. Questo passaggio, però, non è mai avvenuto, sicché la pista continuerebbe ad attingere dall’acquedotto rurale con due potenti motori di tiraggio, che lascerebbero solo gli sgoccioli ai residenti della zona. Anche su questo invito il presidente Decaro ad approfondire, per imporre alla Porsche di staccarsi dalla rete idrica rurale e allacciarsi a quella principale di Aqp, evitando così che un privato continui ad accaparrarsi un bene pubblico».