Externa 2026 – Fiera internazionale dell’arredo per esterni

Anche nell’edizione del 2026, la XIX^, Externa si conferma laboratorio sperimentale di idee e ricerca.

Un terreno comune di confronto per professionisti, imprenditori e rappresentanti istituzionali, che hanno l’occasione di condividere prospettive progettuali tese a migliorare la vivibilità dei centri urbani e la qualità dei contesti ambientali.

Dopo l’inaugurazione di venerdì scorso, i riflettori sono stati puntati oggi sul workshop 2026/2027 promosso dall’Ordine degli Architetti sul tema “Padiglioni urbani tra sperimentazione e antidoti per le isole di calore”, un progetto che mette in dialogo design, ricerca e patrimonio in una delle città più stratificate del Mediterraneo.

L’iniziativa, ideata dall’architetto Flavio De Carlo e coordinata scientificamente assieme al prof. Giuseppe Fallacara del Politecnico di Bari, vede insieme I Politecnici di Bari, Milano e l’Università di Pisa, chiamati a immaginare tre moduli architettonici capaci di mitigare gli effetti delle isole di calore nel centro storico di Lecce.

Moduli che verranno realizzati dagli atenei ed installati presso tre luoghi iconici della città: Porta Napoli, Porta Rudiae e Porta San Biagio. Erano presenti per il Politecnico di Bari, Ilaria Cavaliere e Dario Costantino; il prof. Pierpaolo Ruttico del Politecnico di Milano; il prof. Gabriele Goretti dell’Università di Pisa, l’architetto Edoardo Tibuzzi, Design director -Akt II London. Presenti anche l’architetto Antonio Zunno, Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Lecce, Brindisi e Taranto; il sindaco di Lecce, senatrice Adriana Poli Bortone e la consigliera regionale avv. Loredana Capone. “La considerazione di partenza – spiega l’architetto De Carlo – è in che modo l’architettura contemporanea possa rispondere alle esigenze sempre più stringenti della variazione del clima, che produce particolari effetti di calore in contesti urbani caratterizzati dall’assenza di verde, ombreggiatura o fattori di mitigazione dell’irragiamento solare.

Risposte che possono essere supportate dai più moderni strumenti che abbiamo a disposizione, tra cui l’intelligenza artificiale. Questa iniziativa si avvale di personalità accademiche di levatura internazionale, che attraverso i loro ricercatori sperimentano già da tempo in diversi luoghi del mondo soluzioni mediate dalle tecnologie più all’avanguardia. Indubbiamente i moduli sperimentali per le tre porte di Lecce sono una prima idea accattivante, perché la sfida è quella di creare dei moduli contestualizzati, che tengano conto della stratificazione storica della città, dai Messapi al barocco.

Ma in un’orizzonte più ampio la prospettiva di ricerca si allarga a tutti quei contesti urbani in cui l’architettura può intervenire per attenuare gli effetti dei cambiamenti climatici e migliorare la vivibilità”. Il soprintendente Zunno, si è soffermato sulla ciclicità dei cambiamenti climatici di cui i ricercatori trovano traccia anche nei siti archeologici. Mutamenti inevitabili, ha rilevato, che rendono necessario agire in una logica di tutela e prevenzione nella pianificazione urbanistica.

“Ogni epoca storica ci racconta delle soluzioni messe in atto per difendersi da pioggia e sole, dai criptoportici romani ai velarii degli anfiteatri, sino ai portici delle città del Nord, come Bologna.

Nei centri meridionali, la pietra chiara e gli intonaci bianchi sono superfici riflettenti che difendono dal calore”. Ma Zunno ha ricordato anche come in periodi recenti si commettano degli errori che amplificano gli effetti di questi cambiamenti. “Nel centro storico di Lecce – ha ricordato – si creano pozzanghere sul Corso perché la pavimentazione creata non consente un adeguato drenaggio delle acque piovane. Inconveniente che invece non avviene in piazza S.Oronzo prorprio grazie alla disposizione del basolato ottocentesco. La qualità progettuale, dunque, è sempre alla base delle soluzioni ottimali.

E’ sempre indispensabile un minimo sforzo progettuale per evitare scelte standardizzate non adeguate ad ogni contesto. La nostra missione è proprio quella di affiancare le amministrazioni e utenze alla ricerca delle soluzioni più condivise e confacenti alle logiche della tutela”. “Il nostro obiettivo – ha osservato Corrado Garrisi, organizzatore di Externa - è quello andare a creare dei progetti che possano essere concretamente realizzati e recepiti dall’Amministrazione.

Oggi lanciamo questa sfida, questa opportunità per il territorio seguendo le linee indicate dalle isituzioni, dalla Soprintendenza, in una logica che sappia coniugare identità culturale, innovazione e tutela. Un’azione propositiva che può vantare il supporto di tre prestigiose realtà accademiche e delle aziende che hanno offerto la loro disponibilità”. Il sindaco Adriana Poli Bortone ha espresso apprezzamento per il progetto, sottolineando il valore di tutte le innovazioni che provengono dai giovani ricercatori. Ed ha anche rimarcato l’importanza della collaborazione con la Soprintendenza, "sempre al nostro fianco - ha sottolineato - nella valutazione e nella realizzazione degli interventi che mettiamo in cantiere in città.

L’uso di nuovi materiali, una progettualità che eviti gli sprechi è oggi indispensabile per raggiungere obiettivi di qualità. Abbiamo una stretta collaborazione con l’Ordine degli Architetti e a settembre organizzeremo a Lecce il terzo Festival dell’Architettura che vedrà la presenza di Massimiliano Fuksas, autorità mondiale nell’architettura”.

Nel pomeriggio, dopo il convegno degli Architetti, l’attenzione si è spostata sull’iniziativa dell’Ordine dei Dottori agronomi e paesaggisti. Nell’occasione è stato presentato il libro “Tra giardino e Paesaggio – Scorci mediterranei dal Sud al Nord Italia” realizzato da Anna Scaravella, paesaggista di fama internazionale, autrice di saggi e di progetti di qualificazione di giardini e parchi di grande pregio naturalistico.

Nel volume vengono illustrati alcuni dei progetti più rappresentativi: giardini pensati come spazi vivi, capaci di dialogare con il contesto, il clima e la storia dei luoghi. Un libro dedicato a chi immagina il giardino non come recinto ma come confine aperto tra spazio costruito e paesaggio.

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