Economia e pace
il valore dell’impresa sostenibile al centro dell’incontro alla Banca di Credito Cooperativo di Ostuni
Un confronto promosso dalla Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, dall’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, dal Progetto Policoro e da Federcasse per riflettere su lavoro dignitoso, microcredito e responsabilità sociale come strumenti di coesione e sviluppo dei territori
Un momento di riflessione condivisa sul significato dell’economia nei tempi complessi della contemporaneità, sul rapporto tra sviluppo e pace, e sul ruolo delle comunità locali come protagoniste dei processi di crescita. Con questo orizzonte si è svolto, presso la Sala Convegni della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, l’incontro “Economia e Pace – Impresa sostenibile”, promosso dall’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni insieme al Progetto Policoro e a Federcasse, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni ecclesiali, del credito cooperativo e del mondo dell’economia civile.
L’appuntamento ha offerto l’occasione per approfondire il valore dell’impresa sostenibile come strumento capace di generare non solo crescita economica, ma anche coesione sociale, inclusione e sviluppo umano dei territori, ponendo al centro la dignità della persona e del lavoro, in particolare in relazione alle giovani generazioni.
L’Arcivescovo di Brindisi-Ostuni, Mons. Giovanni Intini, ha ricondotto il senso dell’iniziativa al cuore della dottrina sociale della Chiesa. «Il Progetto Policoro nasce e vive dentro una rete territoriale che ha l’obiettivo di sostenere giovani, donne, immigrati e tutte quelle realtà che hanno bisogno di inclusione e accompagnamento. Il credito cooperativo si è dimostrato un partner affidabile nel promuovere un’economia che non può prescindere da un orientamento etico: come comunità cristiana non possiamo essere estranei alle relazioni sociali, ma siamo chiamati a fare la nostra parte».
Ad aprire i lavori è stato il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, Francesco Mario Zaccaria, che ha rimarcato l’importanza della collaborazione con l’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni e con il Progetto Policoro, affermando come «La convenzione sul microcredito rappresenta uno strumento concreto per offrire opportunità a giovani che non sempre dispongono di tutti i requisiti per accedere al credito tradizionale. Come banca di comunità, sentiamo forte la responsabilità di sostenere iniziative orientate allo sviluppo responsabile e alla coesione sociale».
A moderare l’incontro, don Mimmo Roma, parroco della Basilica Cattedrale di Brindisi, che ha sottolineato «Il microcredito è diventato un punto di riferimento per i cosiddetti soggetti non bancabili. È un percorso che accompagna le persone lungo tutto l’iter progettuale e rappresenta una reale opportunità per investire sul territorio, anche dopo esperienze maturate altrove».
Il tema dell’accesso al credito e delle forme di finanziamento inclusive è stato al centro dell’intervento del presidente di Federcasse, Augusto Dell’Erba, che ha richiamato la missione mutualistica del credito cooperativo, spiegando come «Il Progetto Policoro intercetta bisogni piccoli ma reali, che spesso restano fuori dai circuiti bancari tradizionali. Consentire anche a chi non è considerato bancabile di accedere a un credito, seppur di importo contenuto, significa offrire fiducia, sostenere idee e favorire la permanenza dei giovani nei propri territori».
Un quadro più ampio sul rapporto tra lavoro, democrazia e sviluppo è stato offerto dal direttore generale di Federcasse, Sergio Gatti, il quale ha fatto presente che «Il lavoro irrobustisce le democrazie solo se è dignitoso ed equamente retribuito. Oggi assistiamo alla migrazione di giovani altamente qualificati perché le condizioni economiche non sono competitive. Sostenere cooperative giovanili, se serie e sostenibili anche dal punto di vista ambientale e della governance, è una scelta strategica». Gatti ha inoltre richiamato studi recenti che evidenziano come le imprese socie e clienti delle banche di credito cooperativo presentino migliori performance in termini ambientali, sociali e di qualità della governance.
Il legame tra accompagnamento, vocazione lavorativa e speranza concreta per i giovani è stato invece approfondito da Erika Basile, animatrice di comunità del Progetto Policoro Brindisi-Ostuni, secondo la quale «Il Progetto Policoro accompagna gratuitamente i giovani non solo nella creazione di imprese, ma soprattutto nella scoperta della propria vocazione lavorativa. Sapere che esiste una possibilità concreta di restare o di tornare nei propri territori significa non dover rinunciare alle proprie radici». Basile ha inoltre ricordato la convenzione con la Banca di Credito Cooperativo di Ostuni per il microcredito diocesano, sostenuto da un fondo di garanzia messo a disposizione dall’Arcidiocesi.
L’incontro ha confermato il comune impegno dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, del Progetto Policoro, di Federcasse e della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni nel promuovere una cultura economica centrata sulla persona, sull’inclusione, sulla pace e sulla responsabilità condivisa, valorizzando il ruolo delle comunità locali come protagoniste dei processi di sviluppo e di coesione sociale.