DSA e inclusione: a Trepuzzi diagnosi e docenti
di Davide Tommasi
DSA: nuovi scenari. A Trepuzzi il confronto tra scuola, famiglie e volontariato sull’inclusione educativa
Si è svolto venerdì 13 marzo 2025 a Trepuzzi l’incontro pubblico “DSA: Nuovi Scenari”, appuntamento dedicato ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) che ha riunito professionisti, docenti, famiglie e volontari presso la sede di Via Calvario 11.L’evento, promosso dal CSV Brindisi-Lecce Volontariato nel Salento insieme all’associazione Mani Solidali e al Forum delle Famiglie, ha rappresentato un importante momento di approfondimento e confronto sul tema dell’inclusione scolastica e sul ruolo del volontariato nel sostenere le famiglie e il sistema educativo.
L’apertura dei lavori
Ad aprire la serata è stata Anna Capodieci, rappresentante dell’associazione Mani Solidali, che ha evidenziato il valore dell’iniziativa e il significato della collaborazione tra realtà associative e mondo della scuola.
Nel suo intervento ha sottolineato come il tema dei DSA richieda una crescente sensibilità sociale:
«Parlare di disturbi specifici dell’apprendimento significa parlare di diritti, di opportunità e di inclusione reale. Le famiglie spesso si trovano ad affrontare percorsi complessi e per questo il sostegno della comunità e del volontariato diventa fondamentale».
A seguire è intervenuto Luigi Conte, presidente del CSV Brindisi-Lecce Volontariato nel Salento, che ha posto l’accento sul ruolo strategico del terzo settore nella costruzione di una rete educativa sul territorio.
«Il volontariato – ha spiegato – rappresenta un ponte tra istituzioni, famiglie e scuola. Solo lavorando insieme possiamo creare un sistema capace di accogliere e valorizzare ogni studente, senza lasciare indietro nessuno».
Nel suo intervento, il presidente Luigi Conte ha inoltre sottolineato come il volontariato possa rappresentare uno spazio concreto di inclusione anche per le persone con DSA, valorizzando talenti, competenze e diversi stili di apprendimento.
Ha infine rivolto un sentito ringraziamento all’associazione Mani Solidali di Trepuzzi per l’invito e per l’impegno costante nel promuovere momenti di sensibilizzazione e crescita per la comunità.
Gli interventi specialistici
Il cuore dell’incontro è stato dedicato agli interventi tecnici, che hanno offerto una lettura multidisciplinare dei disturbi dell’apprendimento (DSA).
La pedagogista ed esperta in psicopatologia dell’apprendimento, Anna Sava, ha affrontato il tema della didattica inclusiva e della necessità di rinnovare i modelli educativi.
Nel suo intervento ha sottolineato come l’inclusione non possa limitarsi agli strumenti normativi. Ha fatto riferimento ai cambiamenti avvenuti negli anni dopo la legge 170/2010 che ha segnato una svolta significativa sui ĎSA. Anche in ambito clinico le Linee guida del 2022 hanno apportato delle integrazioni. La famiglia, la scuola e i clinici devono collaborare per definire un percorso inclusivo e formativo adeguato dello studente con certificazione che entrerà da adulto nel mondo del lavoro.
Secondo l’esperta, famiglia, scuola e clinici devono collaborare per definire un percorso inclusivo e formativo adeguato, in modo che lo studente con certificazione possa affrontare con successo anche il passaggio al mondo del lavoro da adulto. Particolarmente atteso è stato l’intervento della neuropsichiatra infantile Loredana Gennaro, che ha approfondito gli aspetti diagnostici e le nuove prospettive della ricerca sui DSA, soffermandosi anche sul ruolo della famiglia, che spesso tende ad assumere un atteggiamento delegante. La dottoressa ha fornito riferimenti clinici riguardanti lo sviluppo evolutivo del bambino.
«L’individuazione precoce delle difficoltà permette di intervenire in modo efficace. La prevenzione non riguarda solo le famiglie, ma anche il sistema scolastico, che deve essere preparato ad accogliere e accompagnare gli studenti con strumenti adeguati, attraverso un’azione preventiva condivisa con le famiglie», ha sottolineato la neuropsichiatra.
Il dibattito con il pubblico
Uno dei momenti più partecipati della serata è stato il confronto con il pubblico. Diversi partecipanti hanno preso la parola, tra cui il pediatra Dott. Longo, che ha evidenziato la necessità di rafforzare la collaborazione tra medicina territoriale e istituzioni scolastiche per individuare precocemente i segnali dei disturbi dell’apprendimento.
Sono intervenuti anche operatori della comunicazione e docenti di scuole superiori, che hanno sollevato alcune criticità legate alla gestione dei percorsi inclusivi negli istituti scolastici.
Tra le riflessioni emerse, una domanda ha animato il dibattito: come è possibile che uno studente con DSA, cambiando scuola o istituto, possa migliorare sensibilmente i propri risultati scolastici, arrivando talvolta a medie dell’8 o del 9?
Secondo alcuni interventi, questo fenomeno evidenzierebbe la necessità di rafforzare la formazione obbligatoria dei docenti sui disturbi dell’apprendimento, affinché gli strumenti previsti per l’inclusione siano applicati in modo uniforme e realmente efficace. Da questa conversazione emerge un punto chiave: la famiglia è vista come il primo e principale agente educativo, con responsabilità che rimangono fondamentali anche nei momenti di difficoltà. Anna Sava sottolinea che, nonostante le sfide, il ruolo educativo dei genitori non può essere delegato o trascurato.
Una sfida per il sistema educativo
Dal confronto, durante l’incontro è emersa una riflessione più ampia sul sistema scolastico. È stato osservato come ogni istituto applichi il proprio Piano Didattico Personalizzato (PDP), ma alcuni partecipanti hanno evidenziato la necessità di una visione più coordinata a livello nazionale. Si è inoltre sottolineata l’importanza di rafforzare il dialogo tra scuole, famiglie, professionisti e istituzioni, affinché i percorsi educativi degli studenti con DSA possano essere sostenuti da strategie condivise e coerenti.
Un confronto che guarda al futuro
L’incontro si è concluso con un dialogo aperto tra relatori e pubblico, confermando il forte interesse della comunità verso i temi dell’inclusione e della formazione educativa.
Ai partecipanti è stato rilasciato un attestato di partecipazione, a testimonianza del valore formativo della serata.L’appuntamento di Trepuzzi ha dimostrato come il confronto tra scuola, volontariato e professionisti rappresenti uno strumento fondamentale per costruire una comunità educante più consapevole, capace di affrontare le sfide dell’inclusione scolastica.