Domani a Lecce terza e ultima serata del Festival di Pasqua di Opera Prima

Domani, domenica 5 aprile, alle ore 19.30, ultima serata per la terza edizione del Festival di Pasqua di Opera Prima, con la direzione artistica di Ludovica Rana, di scena a Lecce, nella Chiesa di San Francesco della Scarpa. Il gran finale è dedicato al grande Novecento italiano, sempre con l'Orchestra da Camera l'Appassionata, composta, oltre che dalla stessa Ludovica Rana (violoncello), da Eleonora Bartoli (violino), Tommaso Benciolini (flauto), Lorenzo Boninsegna (viola), Daniel Bossi (violino), Fausto Cigarini (viola), Irenè Fiorito (violino), Angelica Gasperetti (contrabbasso), Lorenzo Guida (violoncello) ed Elisa Spremulli (violino). È bello sottolineare che Fiorito e Guida sono freschi vincitori della 45a edizione del Premio della critica musicale “Franco Abbiati”.

Si apre con il Notturno op. 70 n. 1 di Giuseppe Martucci, nella rara trascrizione per archi di A. Woodcock — pagina che rivela un compositore capace di guardare all'Europa senza dimenticare le radici della propria formazione italiana — e con i Crisantemi di Giacomo Puccini, elegia per archi straziante nella sua semplicità, scritta di getto dopo il funerale dell'amico Amedeo di Savoia. Segue la Suite per archi e flauto di Ottorino Respighi, in cui il compositore bolognese rivela la sua anima più raccolta: quella del raffinato artigiano che guarda alle forme barocche e alla nitidezza melodica del Sei-Settecento, con la curiosità vigile di chi sa che il passato è sempre una risorsa viva. A chiudere il festival — come lo aveva aperto — è ancora Nino Rota, con il Concerto per archi del 1964-65: una scrittura che sembra semplice, e proprio in questa semplicità apparente custodisce il suo segreto più profondo, capace di toccare corde profonde con il gesto più parco e la minore dose possibile di enfasi.

 

Indietro
Indietro

Prosegue la quinta edizione del Presepe pasquale nel Centro pastorale “Opere Antoniane”

Avanti
Avanti

Pasquetta d’autore con il trio Paglialunga - Anglano - de Marco all'Art&Lab Lu Mbroia